La cantina dei Conti Faina affonda le proprie radici nella storia dell'Umbria e nel suo caratteristico susseguirsi di vallate, catene montuose, altipiani e pianure. Il sogno di Alessandro, Sebastiano e Angelica Faina (nella foto), oggi, è creare un nuovo riferimento per la regione, come avvenne nel XIX secolo con Zeffirino Faina.



Da sempre legata all'Umbria, la famiglia dei Conti Faina ha contribuito in modo determinante allo sviluppo dell'agricoltura di questa regione situata tra Marche, Toscana e Lazio. Uno sviluppo che ebbe il culmine appunto con Zeffirino Faina (1826-1917) imprenditore, ricercatore, innovatore, politico e uomo profondamente legato alla sua terra d'origine. Zeffirino apportò nuovi elementi all'agricoltura locale rivoluzionando le tecniche e ridando dignità agli agricoltori, motivandoli e rendendoli protagonisti. Particolare interesse per Zeffirino ebbe la viticoltura, grazie all'esperienza maturata in Francia e alla conoscenza del modello toscano trasmessagli da un amico illustre, il Barone Bettino Ricasoli.

Abbiamo rivolto alcune domande ad Angelica Faina, la cui scelta di vita è stata quella di trasferirsi in campagna per proseguire l'attività di famiglia.

Nata a Milano, ha scelto di abbandonare la città per proseguire l'attività che ha reso famosa la famiglia dei Conti Faina. Come mai questa scelta?
Angelica FainaNon è stata una vera scelta ma una nuova avventura che il destino mi ha riservato. Sono capitata in Umbria un po' per caso grazie agli studi: mi ero infatti iscritta all'Università di Perugia dove seguivo un corso di laurea in scienze dell'educazione che però non mi soddisfava pienamente e quindi decisi di abbandonare. è stato in quel momento che, su suggerimento di Angela Canale, che seguiva il Vivaio dell'Azienda Agricola Faena a Perugia, ho iniziato a lavorare in questo settore. è lì che ho iniziato a conoscere la natura e la sua terra, esperienze che a Milano sono difficili da fare.

Cosa significa per lei rivivere le scelte dei suoi avi? Quali sono le differenze tra oggi e il passato?
Mi è stato affidato un incarico molto importante perché Zeffirino Faina è stato un grande personaggio della sua epoca e ha saputo rivoluzionare il modo di pensare umbro, creando a Collelungo una cantina all'avanguardia ed introducendo per primo sul territorio il concetto di viticoltura specializzata. Il suo modello è inarrivabile, mi accontenterei di custodire il suo patrimonio e renderlo attuale per il mondo di oggi.

Cosa ama di più dell'Umbria e del contatto con la natura?
La storia e la passione per la lavorazione della terra sono gli elementi che più mi affascinano. Amo questo legame tra gli uomini e il territorio, con tutte le tradizioni che ancor oggi vengono tramandate. Purtroppo mi rendo conto che sempre più spesso questi aspetti vengono dimenticati e il rischio è che venga abbandonato questo patrimonio.

Lei è figlia d'arte, sua madre è una famosa artista e questa sensibilità scorre anche nelle sue vene. L'azienda si caratterizza quindi anche per questo legame particolare tra vino e arte. Come sviluppate questo filone? Cos'è per lei l'arte?
Mia madre e l'arte sono stati molto importanti nella mia vita. Saper riconoscere cosa può piacere e dare felicità alla gente è infatti una sensibilità molto particolare, che credo di avere ereditato da mia madre. Questa caratteristica mi ha permesso di progettare ed arredare l'agriturismo in modo originale. E poi anche saper far vino è un'arte, anche se non spetta a me questo compito...

Perché la scelta di puntare con decisione sul vino?
Perché la straordinaria cantina costruita dal mio bisnonno è un prezioso patrimonio aziendale, come confermano i pareri di numerosi esperti come ad esempio Robert Mondavi e Piero Antinori, che sono rimasti affascinati dal Castello di Collelungo. Nel 1950 l'azienda per un periodo sospese l'attività di vinificazione per conferire le uve alla cantina sociale di Marsciano, oggi la nostra sfida è rendere nuovamente il vino fiore all'occhiello dei Conti Faina.

Perché la scelta di preferire vitigni internazionali o inusuali a quelli tipici del territorio?
credito foto: Maurizio GjivovichLa cantina affianca a vitigni del territorio come il Sangiovese e Sagrantino varietà innovative. Tra i bianchi annoveriamo anche il verdicchio, tipico delle Marche, che si trovano a poche decine di chilometri. Esso si presenta con grosse potenzialità e si presta molto bene ad essere utilizzato nei blend con vitigni internazionali come il sauvignon. Per quanto riguarda la presenza del pinot nero, l'idea nasce dalla visita di due personaggi importanti: il primo è Robert Mondavi. Di origine marchigiana, Mondavi ha contribuito a scrivere la storia del vino in California. L'altro personaggio è il Marchese Piero Antinori dell'omonima cantina. Su una cosa questi due personaggi concordarono durante la visita della cantina: Collelungo è il luogo ideale per produrre spumanti metodo classico. Per questo abbiamo scelto di impiantare Chardonnay e Pinot Nero. Per ora si tratta solo di un progetto ma spero potremo realizzare presto questo sogno.

Oltre agli olivi e alla produzione di olio, l'azienda si caratterizza per il vivaio. Come è nata questa passione?
Il vivaio è nato nel 1980 dalla sperimentazione e dalla volontà di migliorare la produzione di olio non solo in azienda ma su tutto il territorio regionale. L'incontro che cambiò sostanzialmente il nostro approccio fu con il prof. Giuseppe Fontanazza del Cnr. Grazie ad una ricerca costante, esso arrivò a selezionare tre varietà diverse di olivo, tutte altamente produttive con un elevata qualità di frutti. Queste piante si presentavano come le più adatte ad una cultura intensiva ed il vivaio dell'Agricola Faena riuscì ad ottenerne la licenza esclusiva. Queste nuove varietà furono impiantate in 20 ettari di vigneto, gestiti oggi con una meccanizzazione completa dalla potatura alla raccolta. La raccolta non avviene attraverso lo scuotimento del tronco ma usando lo stesso principio della vendemmia meccanica, riducendo lo stress per la pianta. Per questo motivo è possibile utilizzare gli stessi sistemi della vendemmia, grazie a delle piccole modifiche che abbiamo apportato direttamente ai macchinari. Ora l'azienda si presenta con mille piante per ettaro e una necessità di 50 ore all'anno di manodopera per ettaro.


Agricola Faena di Alessandro e Sebastiano Faina
via Spineta 53, 06054 Fratta Todina (Pg)
Tel e fax 075 8745048
agricola@agricolafaena.it


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