Antica Masseria Venditti. I vini biologici del Sannio
Il metodo di produzione che già la prima edizione della guida Gambero Rosso ’88 definiva “biologico” ha consentito di ottenere un prodotto naturale, al fine di raffinare ed impreziosire la nettarea bevanda di Bacco per renderla desiderabile e competitiva sia per la qualità sia per l’immagine
C'era una volta… sì, c'era una volta, diciamo un quarto di secolo addietro, sino alla seconda metà degli anni ottanta dello scorso secolo, una regione che dal punto di vista vitivinicolo sembrava che desse contributo pressoché nullo al Paese e meno che mai all'export vinicolo. Era la Campania. Aziende floride e conosciute che si potevano contare sulle dita di una sola mano.E c'era però già allora, rari nantes, chi lavorava in vigneto e susseguentemente in cantina affinché la vera produzione campana, quella fatta da uve di vitigni autoctoni a rischio di oblio e di estinzione, si potesse attrezzare per rinascere, come poi è puntualmente avvenuto all'alba del corrente secolo, ovvero nei primi anni dello scorso decennio.
Stiamo parlando di una realtà vitivinicola ubicata a Castelvenere (Bn) nel Sannio. Il Sannio è il territorio campano più vitato e Castelvenere, che è proprio nel cuore del Sannio, è il comune più densamente vitato del Sannio. Se il vino non sgorga dalle fontane pubbliche è perché è corretto e necessario che sia l'acqua a sgorgarne!
Nicola Venditti, dunque. Enologo competente e appassionato, da famiglia che detiene masseria e vigneti da appena cinque secoli. Nicola è tutto orientato alla coltivazione biologica e ciò orgogliosamente dice ma soprattutto esibisce, certificando come biologica tutta la sua produzione, con contrassegno ufficiale su ogni bottiglia.
Ciclo sotto controllo totale in quanto tutti suoi i vigneti, non vi sono conferitori. E tutti vigneti autoctoni. Tre i vini degustati nel corso della ventinovesima tappa del VendittiWineTour, svoltasi al ristorante Napulèone di Caserta.
Su un sontuoso e impeccabile risotto con Radicchio Rosso di Treviso Igp e Gorgonzola Dop abbiamo apprezzato una già pluridecorata falanghina Doc: Vàndari.
Il nome, con obbligatoria pronuncia sdrucciola, ovvero sulla prima 'a”, proviene dall'antico contado che diede origine a Castelvenere, nonché luogo natio di San Barbato, patrono di Castelvenere.
Da sole uve di questo interessante clone autoctono di falanghina. Il colore è di un elegante giallo paglierino, di buona fluidità. Al naso evidenti i profumi floreali, fiori di campo soprattutto e nuances di erba appena sfalciata. A secondo impatto, gradevoli le note di banana matura ed anche di mela verde.
In bocca si presenta secco, di buona acidità e di ragguardevole e connotante notevole intensità.
Su una squisita tagliata di manzo irrorata di mosto cotto, abbiamo degustato il Sannio Rosso Doc, da cloni autoctoni di uve Montepulciano, olivella ed Aglianico.
Di notevole bellezza il colore rosso rubino. Al naso è bicchiere che si presenta al naso intenso, ed anche gradevolmente vinoso, con intriganti sentori di mora. Caldo e giustamente tannico in bocca, di notevole persistenza.
Alla tagliata di manzo ha poi fatto seguito un bel tagliere composto da Mozzarella di Bufala Campana Dop, Provolone del Monaco Dop e Salame Felino Igp.
Felice quanto atteso, l'abbinamento con il rosso Bosco Caldaia Doc, da cloni autoctoni di uve Aglianico, Montepulciano e piedi rosso.
Qui la potenza si palesa già nel colore, che è un vivido rosso rubino tendente al granato. I profumi intensi, persistenti e fini sono fruttati, speziati, eterei. Suadenti prorompono i frutti di bosco, la viola ed anche il tabacco. Al gusto è piacevolmente armonico, con suo connotante tannino.
Grandi vini, che nascono bene in vigneti meticolosamente curati dal competente enologo wine maker Nicola Venditti, e che benissimo evolvono in cantina dove mai vedono legno. Una realtà vitivinicola, quella di Nicola Venditti, di cui tutto il Sannio può dirsi orgoglioso.
Antica Masseria Venditti
via Sannitica 120-122, 82037 Castelvenere (Bn)

