Una cantina che produce ossigeno Il progetto "Ita.Ca@" di Majolini
Ridurre il bilancio carbonico e l'impatto dell'azienda sull'ambiente si può, e lo dimostra la Cantina Majolini che, coinvolta nel progetto "Ita.Ca@", è tra le prime aziende italiane a poter dimostrare, con un calcolo rigoroso e condiviso, un dato di bilancio favorevole per azienda e ambiente
La Cantina Majolini ha ridotto il suo impatto sull'ambiente rivelando una capacità di assorbimento della CO2 superiore alla quantità di gas emesso, grazie alla partecipazione al progetto Ita.Ca@. La cantina, inoltre, si sta movendo anche sul fronte degli imballaggi con bottiglie meno pesanti. Ridurre il bilancio carbonico e l'impatto dell'azienda sull'ambiente si può e lo dimostra la Cantina Majolini che, coinvolta nel progetto Ita.Ca@,e tra le prime aziende italiane a poter dimostrare, con un calcolo rigoroso e condiviso, un dato di bilancio decisamente favorevole, che rivela una capacità di assorbimento della CO2 superiore alla quantità di gas emesso.

Il Progetto Ita.Ca@
La Cantina Majolini si trova nel borgo di Ome sulla "Strada del Franciacorta", che si snoda per 80 chilometri tra Brescia e il Lago d'Iseo, ed è tra i primi marchi italiani che si sono offerti volontariamente per adottare un sistema di monitoraggio per la riduzione dell'impronta carbonica. Si tratta del progetto Ita.Ca@: uno strumento nato da un accordo di SATA con la Winemakers Federation of Australia per rielaborare e adattare l'International Wine Carbon Calculator alla realtà produttiva italiana. «Si sta diffondendo nella sensibilità comune una conoscenza sempre più approfondita dei rischi che l'ambiente mondiale sta correndo», spiega Pierluigi Donna, agronomo dello Studio SATA, che segue la Cantina Majolini nel Progetto lta.Ca@.
«Benchè ci sia consapevolezza dell'impatto che lo stile di vita occidentale ha nei confronti dell'ambiente, non è ancora chiaro quanto sia urgente assumere modalità di consumo responsabili da parte di tutti. In particolare,sono ancora poche le aziende che affrontano concretamente il problema ambientale. Non sono in molte a cercare con realismo e lungimiranza di individuare i punti deboli del proprio stile produttivo e di elaborare progetti che agiscano a breve e lungo termine come strategie di riduzione del proprio impatto sul paesaggio. Ma l'attenzione ad un bilancio ecosostenibile è davvero la direzione più accorta che l'industria globale possa prendere. Il Progetto I ta.Ca@ aiuta le aziende a misurare il bilancio carbonico, ovvero l'impatto dell'attività produttiva sull'ambiente a causa del rilascio di gas a effetto serra. Anche se l'industria vinicola, come complemento di un'attività agricola, è considerata a basso impatto per limitate emissioni di anidride carbonica, calcolare il bilancio carbonico consente di monitorare il processo produttivo, individuare i punti critici da affrontare e formulare proposte tecniche responsabili per ottimizzare l'efficienza economica ed ambientale dell'azienda. Monitorare il livello delle proprie emissioni è criterio di responsabilità, capacità imprenditoriale e sensibilità».
L'interesse nei confronti dell'ambiente è per la Cantina Majolini un segno di lungimiranza imprenditoriale, perché fa risparmiare notevolmente nelle spese di consumo, ottimizzandone l'efficienza a livello gestionale, ma anche stimolando il personale a un'attenzione al contenimento degli sprechi. Una tutela del mondo agricolo e quindi delle bollicine della Franciacorta,il prodotto di punta della Cantina Majolini. Tra queste, nato per festeggiare i 30 dell'azienda, il Blanc de noir che è stato presentato al Vinitaly (nella foto).
I risultati del progetto, invece, saranno presentati all'Expo internazionale 2015 che si terrà a Milano. Ma alcune analisi già effettuate, però, rivelano che la Cantina Majolini, valorizzando la cura del territorio nel quale è inserita e impegnandosi nel rispetto di un'importante superficie boschiva complementare al vigneto, è tra le prime aziende italiane a poter dimostrare un dato di bilancio decisamente favorevole, che rivela una capacità di assorbimento CO2 superiore alla quantità di gas emesso. In particolare lo studio Ita.Ca@ ha evidenziato che l'emissione netta della Cantina è di - T06.495 kg CO2 (meno 106.495), cioè che il ciclo integrato aziendale aiuta a togliere dall'atmosfera più di 100.000 kg l'anno di CO2.
Diminuire ulteriormente le emissioni di CO2
Il monitoraggio del livello delle emissioni di CO2, anche se positivo, ha rivelato dei punti critici su cui lavorare, in particolare l'eccessivo consumo di acqua, soprattutto durante la vendemmia, quando se ne usa in grande quantità per mantenere durante le lavorazioni le cassette e la cantina pulite. La Cantina Majolini ha pronte delle proposte tecniche per ottimizzare l'efficienza economica ed ambientale dell'azienda. Ne sono un esempio l'utilizzo di bottiglie più leggere, per diminuire l'emissione di anidride carbonica durante il trasporto, la riconsiderazione degli imballaggi e lo studio di un progetto integrato per riutilizzare il materiale organico proveniente dalle potature e dai boschi, in modo da avere fertilizzante naturale. Inoltre, per il futuro, la Cantina Majolini si sta muovendo per adottare tecniche agronomiche al fine di aumentare la capacità di sequestro della CO2 del terreno e allungare la vita del vigneto per rendere più importante il ruolo della viticoltura quale serbatoio di carbonio fissato a lungo termine.
Nuove opportunità di mercato
La Cantina Maglioni produce dalle 170 mila alle 220 mila bottiglie di vino l'anno, in maggioranza bollicine, ma anche vini fermi, olio e grappa. L'88% delle vendite è effettuato in Italia e il restante T2o/o all'estero. Numerosi piccoli importatori, soprattutto in Francia, Germania e Inghilterra, scelgono di distribuire prodotti di aziende sempre più eco-friendly e di farne un vanto per la propria catena, attirando così quella fetta sempre piu numerosa di consumatori attenti al benessere ambientale, La riduzione dell'impatto ambientale da parte delle aziende agricole, dunque, oltre a favorire l'ambiente, apre nuove opportunità di mercato anche in momenti di crisi come questo.
Bilancio del Carbonio in Francia
Il settore vitivinicolo. così come tutte le attività industriali umane, contribuisce al riscaldamento globale a causa delle emissioni di gas effetto serra legate all'energia utilizzata sia in vigneto sia in cantina. In Francia, già dal 2004, l'Institut francais de la vigne et du vin (Ifv - Istituto francese della vite e del vino) lavora alla quantificazione delle emissioni di gas effetto serra nel settore vinicolo per classificare le attività maggiormente inquinanti e proporre possibili soluzioni, attraverso un metodo di calcolo denominato Bilan Carbone@, istituito nel 2000 dall'Agenzia francese per I'ambiente e I'energia (Adame). Questo metodo prevede di prendere in considerazione tre ambiti produttivi. interno, ovvero tutti gli usi di energia per il processo produttivo), intermedio (l'energia utilizzata per la produzione dei materiali) e globale (l'energia per il trasporto, lo smaltimento dei rifiuti e delle acque reflue, l'ammortamento degli immobili e delle attrezzature). Dai risultati di questi anni emerge che la componente che maggiormente influisce sulle emissioni dei gas serra nelle aziende vinicole e la trasformazione l'imballaggio 2%). Seguono nell'ordine la costruzione delle attrezzature e degli edifici (17%), il trasporto merci (15%; in parlicolare quello su strada per i clienti), l'energia utilizzata per il processo produttivo (72Yo), i viaggi del personale (9%), i processi interni (6%; in particolare la fertilizzazione azotata)e la gestione dei rifiuti (2%) Il Bilan Carbone@ può essere uno degli strumenti che le aziende vinicole possono utilizzare per pianificare interventi al fine di ridurre le emissioni di gas serra e il consumo di energia.
La Cantina Majolini
Il cognome è testimonianza delle profonde radici del legame con la viticoltura: l'uva majolina rappresenta un vitigno autoctono della fine del XV secolo. Nel l981 Ezio (nella foto a sinistra) e i suoi fratelli decidono di rafforzare la visione del padre Valentino Maiolini. La svolta avviene negli anni '90 con l'acquisizione dell'area denominata Campèi, dove viene realizzata l'attuale Cantina. Oggi le vigne si estendono per oltre 22 ettari. Pinot nero, chardonnay, Cabernet, Merlot, Majolina con 7.000 piante per ettaro. La nuova Cantina, nata nel 1995, è una realtà di 4.000 metri coperti, la sua architettura rispetta la tipologia delle vecchie cascine locali e, costruita con il medolo, si inserisce armonicamente nel tessuto paesaggistico. Dalla passione e curiosità per il mondo del cibo e del vino, poi, Ezio e Simone Maiolini hanno dato vita al marchio M.L.S. - Major Luxury Selectionc he propone prodotti enogastronomici unici nel panorama internazionale. Il prodotto di punta del nuovo brand è il caviale. frutto della collaborazione con l'Agroittica Lombarda, la Cantina Majolini è riuscita ad individuare la tipologia di caviale che più si adatta ad accompagnare i suoi Franciacorta: il caviale maroso. Di questa selezione fanno parte anche la birra artigianale del Birrificio di Franciacorta e la vendemmia tardiva "Un 15 novembre".

Il Progetto Ita.Ca@
La Cantina Majolini si trova nel borgo di Ome sulla "Strada del Franciacorta", che si snoda per 80 chilometri tra Brescia e il Lago d'Iseo, ed è tra i primi marchi italiani che si sono offerti volontariamente per adottare un sistema di monitoraggio per la riduzione dell'impronta carbonica. Si tratta del progetto Ita.Ca@: uno strumento nato da un accordo di SATA con la Winemakers Federation of Australia per rielaborare e adattare l'International Wine Carbon Calculator alla realtà produttiva italiana. «Si sta diffondendo nella sensibilità comune una conoscenza sempre più approfondita dei rischi che l'ambiente mondiale sta correndo», spiega Pierluigi Donna, agronomo dello Studio SATA, che segue la Cantina Majolini nel Progetto lta.Ca@.
«Benchè ci sia consapevolezza dell'impatto che lo stile di vita occidentale ha nei confronti dell'ambiente, non è ancora chiaro quanto sia urgente assumere modalità di consumo responsabili da parte di tutti. In particolare,sono ancora poche le aziende che affrontano concretamente il problema ambientale. Non sono in molte a cercare con realismo e lungimiranza di individuare i punti deboli del proprio stile produttivo e di elaborare progetti che agiscano a breve e lungo termine come strategie di riduzione del proprio impatto sul paesaggio. Ma l'attenzione ad un bilancio ecosostenibile è davvero la direzione più accorta che l'industria globale possa prendere. Il Progetto I ta.Ca@ aiuta le aziende a misurare il bilancio carbonico, ovvero l'impatto dell'attività produttiva sull'ambiente a causa del rilascio di gas a effetto serra. Anche se l'industria vinicola, come complemento di un'attività agricola, è considerata a basso impatto per limitate emissioni di anidride carbonica, calcolare il bilancio carbonico consente di monitorare il processo produttivo, individuare i punti critici da affrontare e formulare proposte tecniche responsabili per ottimizzare l'efficienza economica ed ambientale dell'azienda. Monitorare il livello delle proprie emissioni è criterio di responsabilità, capacità imprenditoriale e sensibilità».
L'interesse nei confronti dell'ambiente è per la Cantina Majolini un segno di lungimiranza imprenditoriale, perché fa risparmiare notevolmente nelle spese di consumo, ottimizzandone l'efficienza a livello gestionale, ma anche stimolando il personale a un'attenzione al contenimento degli sprechi. Una tutela del mondo agricolo e quindi delle bollicine della Franciacorta,il prodotto di punta della Cantina Majolini. Tra queste, nato per festeggiare i 30 dell'azienda, il Blanc de noir che è stato presentato al Vinitaly (nella foto).I risultati del progetto, invece, saranno presentati all'Expo internazionale 2015 che si terrà a Milano. Ma alcune analisi già effettuate, però, rivelano che la Cantina Majolini, valorizzando la cura del territorio nel quale è inserita e impegnandosi nel rispetto di un'importante superficie boschiva complementare al vigneto, è tra le prime aziende italiane a poter dimostrare un dato di bilancio decisamente favorevole, che rivela una capacità di assorbimento CO2 superiore alla quantità di gas emesso. In particolare lo studio Ita.Ca@ ha evidenziato che l'emissione netta della Cantina è di - T06.495 kg CO2 (meno 106.495), cioè che il ciclo integrato aziendale aiuta a togliere dall'atmosfera più di 100.000 kg l'anno di CO2.
Diminuire ulteriormente le emissioni di CO2
Il monitoraggio del livello delle emissioni di CO2, anche se positivo, ha rivelato dei punti critici su cui lavorare, in particolare l'eccessivo consumo di acqua, soprattutto durante la vendemmia, quando se ne usa in grande quantità per mantenere durante le lavorazioni le cassette e la cantina pulite. La Cantina Majolini ha pronte delle proposte tecniche per ottimizzare l'efficienza economica ed ambientale dell'azienda. Ne sono un esempio l'utilizzo di bottiglie più leggere, per diminuire l'emissione di anidride carbonica durante il trasporto, la riconsiderazione degli imballaggi e lo studio di un progetto integrato per riutilizzare il materiale organico proveniente dalle potature e dai boschi, in modo da avere fertilizzante naturale. Inoltre, per il futuro, la Cantina Majolini si sta muovendo per adottare tecniche agronomiche al fine di aumentare la capacità di sequestro della CO2 del terreno e allungare la vita del vigneto per rendere più importante il ruolo della viticoltura quale serbatoio di carbonio fissato a lungo termine.
Nuove opportunità di mercato
La Cantina Maglioni produce dalle 170 mila alle 220 mila bottiglie di vino l'anno, in maggioranza bollicine, ma anche vini fermi, olio e grappa. L'88% delle vendite è effettuato in Italia e il restante T2o/o all'estero. Numerosi piccoli importatori, soprattutto in Francia, Germania e Inghilterra, scelgono di distribuire prodotti di aziende sempre più eco-friendly e di farne un vanto per la propria catena, attirando così quella fetta sempre piu numerosa di consumatori attenti al benessere ambientale, La riduzione dell'impatto ambientale da parte delle aziende agricole, dunque, oltre a favorire l'ambiente, apre nuove opportunità di mercato anche in momenti di crisi come questo.
Bilancio del Carbonio in Francia
Il settore vitivinicolo. così come tutte le attività industriali umane, contribuisce al riscaldamento globale a causa delle emissioni di gas effetto serra legate all'energia utilizzata sia in vigneto sia in cantina. In Francia, già dal 2004, l'Institut francais de la vigne et du vin (Ifv - Istituto francese della vite e del vino) lavora alla quantificazione delle emissioni di gas effetto serra nel settore vinicolo per classificare le attività maggiormente inquinanti e proporre possibili soluzioni, attraverso un metodo di calcolo denominato Bilan Carbone@, istituito nel 2000 dall'Agenzia francese per I'ambiente e I'energia (Adame). Questo metodo prevede di prendere in considerazione tre ambiti produttivi. interno, ovvero tutti gli usi di energia per il processo produttivo), intermedio (l'energia utilizzata per la produzione dei materiali) e globale (l'energia per il trasporto, lo smaltimento dei rifiuti e delle acque reflue, l'ammortamento degli immobili e delle attrezzature). Dai risultati di questi anni emerge che la componente che maggiormente influisce sulle emissioni dei gas serra nelle aziende vinicole e la trasformazione l'imballaggio 2%). Seguono nell'ordine la costruzione delle attrezzature e degli edifici (17%), il trasporto merci (15%; in parlicolare quello su strada per i clienti), l'energia utilizzata per il processo produttivo (72Yo), i viaggi del personale (9%), i processi interni (6%; in particolare la fertilizzazione azotata)e la gestione dei rifiuti (2%) Il Bilan Carbone@ può essere uno degli strumenti che le aziende vinicole possono utilizzare per pianificare interventi al fine di ridurre le emissioni di gas serra e il consumo di energia.
La Cantina MajoliniIl cognome è testimonianza delle profonde radici del legame con la viticoltura: l'uva majolina rappresenta un vitigno autoctono della fine del XV secolo. Nel l981 Ezio (nella foto a sinistra) e i suoi fratelli decidono di rafforzare la visione del padre Valentino Maiolini. La svolta avviene negli anni '90 con l'acquisizione dell'area denominata Campèi, dove viene realizzata l'attuale Cantina. Oggi le vigne si estendono per oltre 22 ettari. Pinot nero, chardonnay, Cabernet, Merlot, Majolina con 7.000 piante per ettaro. La nuova Cantina, nata nel 1995, è una realtà di 4.000 metri coperti, la sua architettura rispetta la tipologia delle vecchie cascine locali e, costruita con il medolo, si inserisce armonicamente nel tessuto paesaggistico. Dalla passione e curiosità per il mondo del cibo e del vino, poi, Ezio e Simone Maiolini hanno dato vita al marchio M.L.S. - Major Luxury Selectionc he propone prodotti enogastronomici unici nel panorama internazionale. Il prodotto di punta del nuovo brand è il caviale. frutto della collaborazione con l'Agroittica Lombarda, la Cantina Majolini è riuscita ad individuare la tipologia di caviale che più si adatta ad accompagnare i suoi Franciacorta: il caviale maroso. Di questa selezione fanno parte anche la birra artigianale del Birrificio di Franciacorta e la vendemmia tardiva "Un 15 novembre".

