Export e consumi interni Al via il 45° Vinitaly
Ad inaugurare il più importante salone internazionale del vino e dei distillati sono stati il ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano, il presidente della Regione Venrto, Luca Zaia ed Ettore Riello, presidente di VeronaFiere. Consumi interni e andamento del mercato fil rouge della 45ª edizione
Partita ufficialmente l'edizione numero 45 di Vinitaly che proseguirà fino a lunedì 11 aprile. Ad inaugurare il più importante salone internazionale del vino e dei distillati sono stati il ministro dell'Agricoltura, Saverio Romano (nella foto a destra), il presidente della Regione Venrto, Luca Zaia (nella foto, a destra), Ettore Riello (nella foto, a sinistra), presidente di VeronaFiere, il ministro per i Beni culturali Giancarlo Galan, il sindaco di Verona Flavio Tosi, il presidente della Provincia di Verona Giovanni Miozzi, il presidente dell'Ice Umberto Vattani, il presidente di Federvini Lamberto Vallarino Gancia, il presidente dell'Uiv Lucio Mastroberardino e il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani. Grandi attese per questa edizione che, con un export del vino veneto cresciuto del 16% nel 2010 e il Prosecco che scavalca lo Champagne come vino più richiesto al mondo, arriva in un momento felice per il settore. E anche quest'anno, non per niente, Vinitaly (che si svolge in contemporanea con Sol, salone dell'olio extravergine; Agrifood, rassegna dell'alimentare di qualità; ed Enolitech, vetrina delle tecnologie della filiera eno-olivicola) registra il tutto esaurito: 4 mila espositori e 150 mila visitatori attesi di cui un terzo dall'estero.
Oltre 4mila espositori provenienti da 23 Paesi contribuiranno a disegnare su una superficie di oltre 90mila metri quadrati una mappa delle produzioni italiane suddivise per Regioni, con contributi esteri tra cui i vini francesi (sette le cantine che parteciperanno sotto la bandiera di Ubifrance) e californiani.
Novità dell'edizione 2011, oltre alla Bottiglia dell'Unità d'Italia voluta dal presidente di Veronafiere che partendo da un blend di 20 vini in purezza rossi e 20 bianchi rappresentativi delle regioni italiane ha dato vita ad un vino rosso e uno bianco simbolo della varietà e dell'unità della penisola, anche Sparkling Italy dedicato alle bollicine italiane. Un servizio di degustazione professionale rivolto a buyer esteri, giornalisti e operatori preregistrati che, per un tempo massimo di un'ora, a mezzo di una card con microchip ed un semplice calice, possono degustare i migliori vini italiani (ottenuti sia con metodo classico che con metodo charmat) presentati dai Consorzi di tutela.E l'inaugurazione di Vinitaly 2011 apre con la mente già proiettata al 2012, quando la manifestazione, che sarà in calendario dall'1 al 4 aprile, cambierà i giorni di apertura: non più dal giovedì al lunedì, ma dalla domenica al mercoledì.
La 45ª edizione del più importante salone internazionale dedicato ai vini e ai distillati registra già alla prima giornata di evento un'ottima affluenza di operatori professionali, confermandosi la più grande fiera per il business e la cultura del vino, con più di 4.000 espositori da 23 Paesi su oltre 92.000 metri quadrati espositivi netti e che con Sol, Agrifood Club ed Enolitech rappresenta un poker di manifestazioni unico al mondo.

«Vinitaly ridisegna le proprie date – ha spiegato durante la cerimonia di inaugurazione il presidente di Veronafiere Ettore Riello -. Una scelta importante che amplia le giornate dedicate al business, ma che intende favorire anche ristoratori, chef e titolari di wine bar, che beneficeranno di più giorni coerenti con le loro giornate di chiusura settimanale».
Presente all'inaugurazione il ministro per le politiche agricole Saverio Romano, per il quale «Vinitaly rappresenta, fin dalla sua nascita, un momento fondamentale per il comparto, un'occasione unica per sottolineare, anche sotto il profilo vitivinicolo, la centralità dell'Italia a livello internazionale». Dal punto di vista politico, il ministro ha dichiarato che sta già lavorando sulla riforma dell'Ocm vino del post 2015. «Abbiamo un obiettivo chiaro: eliminare la norma che riguarda la liberalizzazione degli impianti. D'accordo con la Francia non permetteremo che vengano applicate nuove regole senza fornire ai produttori e alle filiere adeguate certezze di conservazione di quel valore di sistema che fino ad oggi ha consentito lo sviluppo del nostro made in Italy di qualità».
Riguardo ai diritti di reimpianto, no del presidente della Regione Veneto Luca Zaia «all'ipotesi di deregulation che l'Unione Europea vorrebbe applicare. Sarebbe questa una misura – ha spiegato - che danneggerebbe moltissimo gli operatori del settore».
Nel suo discorso il ministro Romano ha affrontato il tema del calo dei consumi interni: «Mai come oggi – ha detto – è necessario pensare tanto all'export quanto al mercato nazionale, dove la riduzione dei consumati va affrontata attraverso una comunicazione mirata, che riporti il vino a quella che è la sua primaria natura di prodotto tradizionale italiano».
Sulla comunicazione si gioca, secondo Zaia, «una battaglia di civiltà per salvare il settore vitivinicolo”, che sul tema del consumo di alcol e sicurezza stradale paga un conto non suo. 'Oggi questo tema – ha detto Zaia - viene sempre più scaricato sulle spalle dei nostri viticoltori e c'è addirittura chi vorrebbe portare a zero il limite di alcol per chi guida. Ma se passa questa idea perdiamo i clienti dei ristoranti. Occorre invece ribadire con chiarezza che il 98% degli incidenti stradali in Italia non è causati dall'alcol, ma da ben altre ragioni e sostanze».

L'importanza di un evento come Vinitaly non è circoscrivibile solo al settore vitivinicolo. Infatti, «Vinitaly è una grande occasione per tutta la città di Verona, ma anche per la nostra Regione e l'Italia – ha detto il sindaco Flavio Tosi -. La platea istituzionale presente oggi lo dimostra». Per questo – ha detto Tosi – «la Fiera di Verona deve continuare a crescere, anche attraverso le opere che stiamo realizzando. Le chiavi per la ripresa sono ottimismo, volontà e voglia di crederci. E il sistema Verona queste chiavi le ha».
D'accordo Giovanni Miozzi, presidente della Provincia di Verona: «La Fiera di Verona – ha detto - è il punto di riferimento per tutte le aziende che investono in un settore fondamentale per la nostra economia. Un comparto, quello vitivinicolo della nostra provincia, fondamentale anche a livello nazionale e internazionale, visto la fama dei nostri vini. Un'eccellenza che diventerà ancora più forte con l'apertura, a San Floriano, del Polo enologico».
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