Debutta la novità di Ronco Calino. A Verona il Franciacorta “Nature 2007”
“Nature 2007” è un Franciacorta Docg ottenuto da uve Chardonnay e Pinot nero, un prodotto, come dice il nome stesso, assolutamente naturale. Tutto il processo produttivo legato a questo vino è pressoché artigianale. Il risultato è un vino che presenta un perlage molto fine, continuo e persistente
Si chiama 'Nature 2007” ed è la novità che Ronco Calino, giovane azienda di Franciacorta, presenta a Vinitaly 2011 (Pad. Regione Lombardia – Area Franciacorta - stand B3). 'Nature 2007” è un Franciacorta Docg ottenuto da uve Chardonnay e Pinot nero, un prodotto, come dice il nome stesso, assolutamente naturale. Tutto il processo produttivo legato a questo vino è pressochè artigianale: a partire dalla la vendemmia -quando si pratica una selezione manuale e meticolosa dei grappoli - fino al termine della maturazione del vino - 30 mesi all'interno dell'azienda stessa- durante i quali si assecondano unicamente le trasformazioni naturali che avvengono in bottiglia. Il risultato è un vino che presenta un perlage molto fine, continuo e persistente e si caratterizza per un'ottima consistenza e pastosità, ha un bouquet di grande eleganza e complessità, ricco di sentori di frutta con note di ananas e frutti rossi ma anche fiori bianchi e miele di agrumi.
«Siamo molto soddisfatti della nostra ultima creatura» ha detto Paolo Radici (nella foto), titolare di Ronco Calino. «Perché, oltre a essere un ottimo vino, dal carattere forte ma gentile ed elegante al palato, è la conferma che l'impostazione che abbiamo dato a tutta la nostra cantina è quella corretta. Anche se siamo un'azienda molto giovane e spesso ci siamo fatti guidare dalla passione, non abbiamo mai perso di vista il vero obiettivo che era quello della qualità. Nel corso degli ultimi anni abbiamo arricchito la nostra offerta con vini anche particolari (un esempio per tutti il Centoventi presentato nel 2010, un Franciacorta che aveva riposato sui lieviti per ben 10 anni) ma, per tutti i nostri prodotti, le parole d'ordine sono state rigore e professionalità e possiamo affermare di aver avuto ottimi risultati».Ronco Calino, vivace ed esuberante con i suoi 15 anni di vita, oltre a 'Nature 2007” a Vinitaly proporrà fra gli altri il suo 'Brut Franciacorta Docg” (un classico che non può mai mancare), il suo originale 'Rosé Radijan” (un rosé 100% Pinot nero di grande personalità) insieme al 'Curtefranca Bianco 2009”, al 'Curtefranca Rosso e a 'L'Arturo 2007” un Pinot nero del Sebino: questi ultimi tutti vini fermi di grande tradizione e spessore. Una gamma articolata di prodotti in grado di soddisfare tutte le necessità che viene veicolata primariamente nel canale della ristorazione ma anche nelle enoteche e nei Wine-Bar. Le degustazioni dei vini Ronco Calino si susseguiranno durante tutti i cinque giorni di manifestazione.
La filosofia aziendale è improntata alla ricerca dell'eccellenza
Alcune peculiarità favoriscono l'ambizioso proposito: la tipologia del suolo che accoglie i vigneti, povero e variegato; l'esposizione a nord-ovest, che ritarda la maturazione dei grappoli consentendo la vendemmia in un periodo più fresco; la dislocazione del vigneto, che nasce come cru unico, con evidenti vantaggi produttivi e logistici. Sulle rese per ettaro non ci sono compromessi, il limite massimo è fissato a 60 quintali d'uva.
In cantina si lavora rispettando il carattere intrinseco delle singole varietà, e la tecnologia è, per assurdo, intesa come mezzo per evitare un'eccessiva manipolazione del prodotto. Tra l'altro la freschezza acidica, derivata dal ritardo nella maturazione, favorisce la corretta evoluzione biologica senza l'uso della chimica.
Il risultato è in bottiglia
I Franciacorta docg colpiscono per la complessità aromatica, aiutata da un affinamento sui lieviti minimo di trenta mesi; tra i vini fermi svettano a sorpresa i rossi, in particolare un Pinot nero d'inusuale finezza. Le vinacce arrivano alla distilleria Capovilla di Rosà, Vicenza, che prepara per Ronco Calino una piccola selezione di distillati. Oggi, quindici vendemmie dopo il suo debutto, Ronco Calino produce 60mila bottiglie all'anno. Vini e Franciacorta esprimono un'eleganza sottile, complessa, ricca di sfumature, e raccontano l'indole pacata di chi produce senza fretta, nel rispetto della terra, della vigna e del degustatore più esigente.
Il gusto senza confini: l'export visto da Ronco CalinoQuando è nata, 15 anni fa nel territorio di Franciacorta, ha sviluppato da subito una vocazione internazionale e oggi, Ronco Calino esporta oltre il 15% della propria produzione. Belgio e Svizzera sono, in Europa, i Paesi che maggiormente apprezzano i vini Ronco Calino, sia che si tratti di 'Franciacorta” sia che si tratti di 'Curtefranca”. Un flusso costante porta i 'Brut Franciacorta Docg” insieme al 'Satén” e a 'L'Arturo” (un rosso di grande spessore) sulle tavole dei più rappresentativi ristoranti europei ma anche nei wine bar fra target di consumatori più giovani.
Gli Stati Uniti sono entrati quasi di prepotenza in questo panorama ormai consolidato, quando, nel novembre scorso, è stato siglato un accordo con la Michael Skurnik Wine. La Michael Skurnik Wine è un'azienda di New York che collabora con oltre 500 aziende vitivinicole (di cui il 20% italiane) e propone sia vini classici sia di tendenza ma sempre di alto livello e che, fra i vini di Ronco Calino, ha avuto un colpo di fulmine per il 'Rosé Radijan” (un Franciacorta Docg di grande personalità ottenuto da uve100% Pinot nero e conservato sui lieviti oltre 24 mesi).
«Da sempre abbiamo guardato ai mercati esteri con interesse - afferma Lara Imberti, direttore commerciale di Ronco Calino - e abbiamo strutturato da subito un rete di importatori che è andata ampliandosi e consolidandosi nel corso degli anni. Nelle ultime settimane sono stati diffusi dati che affermano che il vino è la principale voce di export nel settore agroalimentare italiano e, nel nostro piccolo, possiamo solo confermare questo dato. Registriamo negli ultimi anni sempre un crescente interesse per il nostro settore anche da paesi - come l'Est Europa ad esempio - dove non c'è mai stata una grande tradizione nel consumo di vino e che oggi muovono invece numeri molto importanti.
Per quanto riguarda il mercato americano – da sempre uno dei principali mercati di export per il vino italiano - abbiamo riscontrato una richiesta sempre più 'qualificata”, il consumo di vino viene vissuto come un vero momento di piacere e di conseguenza cresce la richiesta per prodotti di qualità sia che si tratti di vini della più antica tradizione italiana o per prodotti più di 'tendenza”.

