Nel Campidano di Cagliari è il vitigno a bacca bianca più diffuso con una storia che si perde nell'arco dei tempi con ipotesi diverse. Si pensa che sia uno dei primi vitigni introdotti in Sardegna, si dice antecedente al XII secolo a.C. dai navigatori fenici in occasione della fondazione della città di Nora, da qui l'origine del nome con il prefisso nur che nella antica lingua fenicia significava foco, in effetti gli acini maturi esposti al sole appaiono con colorazione rossastra. Altri studiosi sostengono si tratti di un vitigno legato alla civiltà dei Nuraghi, poiché il grappolo ha la forma di un n uraghe rovesciato.

è probabile che si tratti di un vitigno di origine selvatica derivante da modificazioni introdotte dai romani e questa ipotesi è avvalorata da uno dei numerosi appellattivi del vitigno, ossia burdu (selvatico). Per la sua produttività è stato definito vitis abundans, abbondosa, Axina de pòberus, Axina de margiani, Axina scacciadèppidus (uva dei poveri o scacciadebiti). Non ha particolari esigenze pedoclimatiche, risulta resistente alle malattie crittogamiche e nel corso dei secoli ha riempito i vuoti lasciati dagli altri vigneti.
L'epoca di maturazione è tardiva. Negli ultimi anni il vitigno è stato quasi soppiantato dal Vermentino ed ora è a rischio di estinzione.

Dalla vinificazione del Nuragus si ottiene la doc Nuragus di Cagliari nelle tipologie frizzante naturale e amabile. Il disciplinare di produzione del 1987definisce l'area di produzione nell regioni del Campidano di Cagliari, della Trexenda, del Parteolla, del Sulcis Iglesiente e del basso Oristanese. La Doc viene prodotta con uve Nuragus per un minimo dell'85% con eventuali aggiunte di altri vitigni a bacca bianca non aromatici raccomandati o autorizzati per la zona. L'uva raccolta anticipatamente viene utilizzata per la produzione di base di spumante brut; può essere usato come vino da taglio o vino base per la preparazione di vermouth.

Il vino presenta un colore giallo paglierino tenue, talvolta con leggero riflesso verdolino; con interessanti profumi fruttati di mela acerba e floreali di acacia, fresco, leggero e di facile beva. Si consuma giovane come aperitivo oppure abbinato a piatti di pesce, torte di verdura, uova, formaggi.