Bere il vino “Valelapena”. Rosso delle carceri di Alba
Un blend di Barbera, Nebbiolo, Dolcetto e Cortese ottenuto dalle uve coltivate nel vigneto del carcere, poco più di un ettaro, solamente 1.500 bottiglie la produzione della 2ª vendemmia. L’etichetta è stata disegnata da un detenuto ed è imbottigliato nella cantine dell’Istituto enologico di Alba
ALBA (CN) - Curioso il nome commerciale del vino prodotto dai detenuti della Casa Circondariale di Alba (Cn). Un blend di Barbera, Nebbiolo, Dolcetto e Cortese ottenuto dalle uve coltivate nel vigneto all'interno del carcere, poco più di un ettaro, solamente 1500 bottiglie la produzione della seconda vendemmia. La vinificazione e l'imbottigliamento avviene nelle cantine dell'Istituto Enologico di Alba intitolata al re Umberto I, uno dei dieci istituti italiani per chi studia enologia. Valelapena, la cui etichetta è stata disegnata da un detenuto, è di colore rosso rubino con riflessi purpurei, abboccato piacevole, morbido, che lascia sensazioni decise che vanno dalla freschezza acida alle percezioni tanniche.
Struttura piena con retrobocca gentili e calde. Prezzo € 5,00. 13% vol. Si trova in vendita presso l'Istituto Enologico, lo spaccio della Casa Circondariale di Alba e grazie all'associazione 'Recuperiamoci” di Paolo Massenzi in occasione di alcune manifestazioni in Italia, grazie al tour della Jail Mobile.
Valelapena non è l'unico vino prodotto nelle carceri italiane: la Casa Circondariale di Velletri produce 'Il fuggiasco”, il 'Jail” Igt Lazio rosso, con affinamento in barrique per 6 mesi, le cui etichette sono firmate in originale una per una dai detenuti al momento dell'imbottigliamento e 'Luce di luna”, vitigno Chardonnay.


