Cantina Sociale di Canelli Al Vinitaly tante sorprese
Rinnovato il look di molte etichette e avviata l’opera di valorizzazione della propria immagine, firmando un rapporto di sponsorizzazione con il Teatro Regio di Torino, la Cantina ha prodotto alcuni rivoluzionari prodotti, tra cui un Moscato d’Asti privo di solfiti che ha preso il nome di “Stilla”
VERONA - La Cantina Sociale di Canelli (At) ha messo sul tappeto del Vinitaly di Verona una bella serie di jolly. Dopo anni di corse in salita e dopo la cura praticata dal presidente Roberto Marmo la Cantina è tornata ad avere i conti in ordine, ma soprattutto ha cominciato a pensare al futuro con nuovi prodotti pur considerando ancora determinanti ed irrinunciabili le produzioni storiche di Moscato d'Asti (88%) e Barbera d'Asti. Prospettive sicuramente interessanti se si tiene conto che tra Canei (12milioni) e le produzioni tradizionali della Cantina (in particolare Moscato d'Asti e Barbera d'Asti) oggi le vendite si aggirano sui 15 milioni di bottiglie all'anno di cui il 70% all'estero (Corea, Giappone, Olanda, ecc.).Rinnovato il look di molte etichette e avviata l'opera di valorizzazione della propria immagine, firmando un rapporto di sponsorizzazione con il Teatro Regio di Torino (da cui uno spumante metodo classico 'Riserva del Regio” e la sua presenza nel celebre 'libiam libiamo” della Traviata di Verdi), la Cantina canellese, grazie al supporto tecnico di Pierstefano Berta e Demetrio Giudice, ha prodotto alcuni rivoluzionari prodotti, tra cui il più eversivo è sicuramente un Moscato d'Asti privo di solfiti che ha preso il nome di 'Stilla” e che sembra destinato ad essere una delle principali curiosità enologiche del Piemonte a Verona. Un aromatico senza anidride solforosa è infatti considerato da molti una vera e propria bestemmia ed il fatto che la Cantina di Canelli ci abbia provato (con risultati qualitativi sorprendenti, pur tenendo conto che va consumato rapidamente, una volta aperta la bottiglia) la dice lunga sulla intraprendenza ed il coraggio dei suoi dirigenti. Ma non c'è solo 'Stilla” nel nuovo carnet della Cantina canellese. Ad esso si affiancano infatti uno Spumante metodo classico da sole uve Pinot Nero (lo 'Scudo stellato”), un rinnovato Pinot-Chardonnay metodo Charmat ('Due bollicine”) ed una Barbera d'Asti superiore da rigorose selezioni in vigneto e vinificata direttamente dai soci (la prima è la 'Tre Termini” di Paolo Marcarino). Ci sono infine altri due 'ritorni” di grande curiosità e perché no, anche di alta qualità.
Il primo, il 'Rex”, viene dal passato prossimo ed è un Vermouth a base di vino Moscato (100%) e di erbe naturali, così come si produceva a metà dell'800. Il secondo, una curiosità assoluta, viene da un tempo assai lontano, addirittura quello dei Romani, è prodotto con mosto di Moscato lasciato a macerare per molti mesi e che si stabilizza poi naturalmente. E per chiudere, la 'joint venture” con Daniele Sobrero, chef del ristorante 'La Castellana” di Alba che ha ideato una intrigantissima 'valigetta gastronomica” che contiene gli ingredienti necessari per una cena a due (Antipasto contadino, tajarin all'uovo con Sugo di Langa, Fonduta, Biscotti alle nocciole e zabaione, più Cd con dimostrazione pratica di cucina) che avrà come abbinamento enologico due mezze bottiglie di Barbera d'Asti e di Moscato d'Asti Bricco Sant'Antonio. Per questo Vinitaly può bastare, per il prossimo si vedrà.

