Metà delle uve per etichette Doc e Docg è vinificata dalle cantine cooperative
Sono 386 i vini italiani a denominazione (56 Docg e 330 Doc), per una produzione di oltre 14 milioni di ettolitri, pari a circa un terzo del vino prodotto. Insieme alle 118 Igt, le denominazioni italiane raggiungono un totale di 504, per una produzione complessiva di quasi 30 milioni di ettolitri
Le uve destinate alla produzione di vini Doc/Docg vengono vinificate per il 50,1% da strutture di tipo cooperativo, per il 27,5% vinificate in proprio, per il 21,8% dei casi vendute ad altri soggetti e per lo 0,5% vinificate in conto lavorazione. è quanto emerge dall'ultima indagine Ismea sulla struttura e sul mercato dei vini Doc, Docg e Igt presentata nei giorni scorsi al Vinitaly.«Una fotografia che attesta - commenta Adriano Orsi, presidente del settore vitivinicolo di Fedagri-Confcooperative - che un produttore vitivinicolo italiano su due considera la struttura cooperativa un valido strumento aggregatore per superare i limiti strutturali del nostro sistema produttivo, ancora troppo polverizzato, oltre che un mezzo assolutamente efficace per valorizzare ed affermare la qualità dei vini italiani sui mercati nazionali ed internazionali. Non a caso anche quest'anno, continua Orsi, l'indagine Mediobanca sulle 103 maggiori aziende vinicole italiane attribuisce a tre cooperative aderenti a Fedagri - nell'ordine Cantine Riunite & Civ (aderente anche a Legacoop Agroalimentare), Caviro e Mezzacorona - la leadership del settore per volume delle vendite».
Secondo i dati Ismea, nel 2010 i riconoscimenti dei vini italiani a denominazione (Doc/Docg), hanno raggiunto quota 386, di cui 56 Docg e 330 Doc, per una produzione di oltre 14 milioni di ettolitri, pari a circa un terzo del totale vino prodotto.
A queste vanno aggiunte ben 118 Igt che fanno salire le denominazioni italiane a 504, per una produzione complessiva di quasi 30 milioni di ettolitri di vino. Considerando il numero totale delle denominazioni per area geografica, i riconoscimenti risultano maggiormente concentrati nel Nord (42%) e nel Centro Italia (24%), mentre al Sud rappresentano solo il 22%.

