Vallarino Gancia (Federvini): Da Vinitaly un quadro promettente
Il 2010 ha chiuso in positivo e quest'anno si è aperto con ancora più slancio. La tendenza in generale del consumo di vino in Italia è rivolta, per lo più, a un minore consumo ma più orientata alla qualità. Quindi scelte più oculate e mirate a un prodotto di qualità (anche se un po' più costoso)
Vinitaly 2011 è stata un'occasione per delineare le tendenze dei consumi e del mercato del vino italiano. Lamberto Vallarino Gancia (nella foto), presidente di Federvini, traccia un profilo positivo del mercato enologico nazionale soprattutto in relazione al consumo domestico e alla richiesta nei Paesi del mondo.
«La kermesse veronese di quest'anno è stata un'occasione promettente per capire le condizioni del mercato del vino. Il 2010 ha chiuso in positivo e il 2011 si è aperto con ancora più slancio. La tendenza in generale del consumo di vino in Italia è rivolta, per la maggiore, a un minor consumo ma più orientato alla qualità (anche se il prodotto è leggermente più costoso). Grandissima soddisfazione la stanno dando le richieste dei mercati internazionali: Asia, Russia, Brasile e Cina sono i Paesi in cui il vino italiano va per la maggiore. Parliamo soprattutto di vino rosso, anche se ultimamente anche il bianco sta prendendo piede. In testa all'indice di gradimento e di consumo, soprattutto in Usa e in Corea, troviamo il Prosecco e il Moscato».
«L'export - ha detto il presidente di Federvini - rappresenta il vero motore di sviluppo del nostro settore, e sta già dando segnali positivi anche grazie agli ulteriori sforzi che le imprese stanno facendo per divulgare la cultura e l'unicità dei nostri prodotti».
A livello nazionale è interessante notare come il consumo di vino si stia sempre più orientanto "dentro casa" invece che fuori casa. Il consumatore predilige scegliere il vino nelle enoteche o nell'area apposita del supermercato. Data questa tendenza ci si orienta maggiormente a un consumo qualitativo. Per fare dei numeri, si consumano sempre più bottiglie il cui prezzo è al di sopra dei 6 euro. Si consuma meno ma con più qualità».
«In Italia si è riscontrato un calo di circa il 30% dei consumi di vino fuori casa, nei locali, anche (e in certi casi soprattutto) in risposta alle limitazioni sul consumo di alcol degli ultimi anni - ha ridabito Vallarino Gancia -. In risposta al proibizionismo Federvini ha lanciato la campagna "Stile mediterraneo" per sensibilizzare sull'abuso di alcol che è e resta il vero problema. In tal senso un buon lavoro è stato fatto anche accanto alle Istituzioni che si sono prestate alla campagna di sensibilizzazione. Lo Stile Mediterraneo non è solo una modalità di consumo ma è il frutto di valori culturali e di tradizioni, patrimonio di storia ed esperienze condivise che trovano nella convivialità e nella moderazione il loro nucleo fondante. Più che uno stile di consumo è quindi uno stile di vita tipico e tradizionale dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, che affonda le sue radici in una cultura millenaria, ed è ancora oggi portatore orgoglioso di valori e modelli sociali invidiati e presi ad esempio in tutto il mondo».
«La kermesse veronese di quest'anno è stata un'occasione promettente per capire le condizioni del mercato del vino. Il 2010 ha chiuso in positivo e il 2011 si è aperto con ancora più slancio. La tendenza in generale del consumo di vino in Italia è rivolta, per la maggiore, a un minor consumo ma più orientato alla qualità (anche se il prodotto è leggermente più costoso). Grandissima soddisfazione la stanno dando le richieste dei mercati internazionali: Asia, Russia, Brasile e Cina sono i Paesi in cui il vino italiano va per la maggiore. Parliamo soprattutto di vino rosso, anche se ultimamente anche il bianco sta prendendo piede. In testa all'indice di gradimento e di consumo, soprattutto in Usa e in Corea, troviamo il Prosecco e il Moscato».«L'export - ha detto il presidente di Federvini - rappresenta il vero motore di sviluppo del nostro settore, e sta già dando segnali positivi anche grazie agli ulteriori sforzi che le imprese stanno facendo per divulgare la cultura e l'unicità dei nostri prodotti».
A livello nazionale è interessante notare come il consumo di vino si stia sempre più orientanto "dentro casa" invece che fuori casa. Il consumatore predilige scegliere il vino nelle enoteche o nell'area apposita del supermercato. Data questa tendenza ci si orienta maggiormente a un consumo qualitativo. Per fare dei numeri, si consumano sempre più bottiglie il cui prezzo è al di sopra dei 6 euro. Si consuma meno ma con più qualità».
«In Italia si è riscontrato un calo di circa il 30% dei consumi di vino fuori casa, nei locali, anche (e in certi casi soprattutto) in risposta alle limitazioni sul consumo di alcol degli ultimi anni - ha ridabito Vallarino Gancia -. In risposta al proibizionismo Federvini ha lanciato la campagna "Stile mediterraneo" per sensibilizzare sull'abuso di alcol che è e resta il vero problema. In tal senso un buon lavoro è stato fatto anche accanto alle Istituzioni che si sono prestate alla campagna di sensibilizzazione. Lo Stile Mediterraneo non è solo una modalità di consumo ma è il frutto di valori culturali e di tradizioni, patrimonio di storia ed esperienze condivise che trovano nella convivialità e nella moderazione il loro nucleo fondante. Più che uno stile di consumo è quindi uno stile di vita tipico e tradizionale dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, che affonda le sue radici in una cultura millenaria, ed è ancora oggi portatore orgoglioso di valori e modelli sociali invidiati e presi ad esempio in tutto il mondo».

