I vini “eroici” della Valle d’Aosta stregano La Caprese di Mozzo
Da alcuni anni è nato il marchio consortile “Quattremiles mètres Vins d’Altitude”, espressione della sinergia di tre storiche cantine: Co-Enfer, Cave du Vin Blanc de Morgex e de La Salle, Crotta di Vegneron. I vini di queste tre aziende sono stati protagonisti al ristorante La Caprese di Mozzo (Bg)
MOZZO (BG) - Sono chiamati vini 'estremi”, 'eroici”, perché coltivare la vite e vendemmiare in certe condizioni di terreno e di clima è veramente da vignaioli eroici. è il caso della Valle d'Aosta e in particolare della zona di Morgex e La Salle, dove i vigneti arrivano a una altitudine di 1.200 metri e tutti gli anni si lotta contro due geli: a volte si vendemmia dopo la prima neve, a volte nevica quando già le prime gemme sono spuntate sui tralci.
Eppure qui la vite è coltivata da secoli e, grazie all'esperienza e alle nuove tecnologie, grazie soprattutto al duro lavoro dei vignaioli, si ottengono vini dalle caratteristiche uniche, apprezzati in Italia e all'estero proprio per la loro unicità.

Da alcuni anni è nato il marchio consortile 'Quattremiles mètres Vins d'Altitude”, espressione della sinergia di tre storiche cantine valdostane (Co-Enfer, Cave du Vin Blanc de Morgex e de La Salle, Crotta di Vegneron) consociate per produrre vini spumanti (Metodo Classico e Italiano) e per attività comuni di marketing.
Il consorzio 4000mètres riunisce tre tra i maggiori produttori valdostani che, insieme, giungono a produrre circa 500mila bottiglie di vino di alta qualità, a fronte di un totale di 2 milioni di bottiglie complessive prodotte sul territorio della Valle d'Aosta.
I vini di queste tre aziende sono stati protagonisti di una serata al ristorante 'La Caprese” di Mozzo (Bg), presenti Remo Jorrioz (nella foto, secondo da sinistra) e Federica Rosso (nella foto, a sinistra) per i produttori valdostani e la sommelier professionista Anna Belotti (nella foto, a destra) per l'azienda distributrice Proposta Vini (www.propostavini.com - tel 349 8650727).
Per la circostanza il patron del noto ristorante di Mozzo (Bg), Bruno Federico (nella foto, secondo a destra), ha preparato un menù ispirato alla cucina marinara di Capri, un vero connubio tra i vini delle Alpi e la cucina tipica dell'isola che è stato apprezzato dai buongustai intervenuti (tra loro alcuni sommelier professionisti che non si sono lasciati scappare l'occasione di assaggiare vini rari, prodotti in quantità limitate).
Il menu è iniziato con un 'marinato di pesci all'isolana”, quindi 'vellutata di cicerchie con gamberetti di nassa e totanetti”, 'pasta con le sarde alla Caprese”, 'totanetti con patate e pomodorini al pignatiello”, per chiudere con la pastiera napoletana.
Proprio alla fine è arrivato l'abbinamento più azzardato ma piacevole, quello della pastiera con il noto vino rosso 'Enfer d'Arvier Superieur du Pape”, dedicato ai Papi che per tradizione trascorrono un periodo di vacanza estiva in Valle d'Aosta. Dell'Enfer si producono non più di 50mila bottiglie, realizzate con il vitigno autoctono Petit Rouge (85%). Intenso, dal sapore corposo, è stato uno dei primi vini vini valdostani a ottenere la Doc, già nel 1972.
In precedenza, della stessa cantina erano stati serviti il 'Soleil couchant” (un Pinot grigio in purezza, tutto particolare, che qui viene chiamato 'Malvoisie”, al palato avvolgenti note di mango e avocado) e il rosso Mayolet, vitigno autoctono vinificato in purezza, chiamato anche 'Vino dei signori” (giovane, di grande freschezza, notevoli note speziate e leggermente sapide).
Il brindisi finale è stato fatto con un Metodo Classico degno di grande attenzione: l'Extreme Blanc de Morgex e de La Salle, 16 mesi sui lieviti, ottimo a tutto pasto. Una curiosità: una partita di queste bottiglie viene accatastata in quota nella cantina del rifugio Franco Monzino, a 2.590 metri di altitudine, grazie a un accordo con la società delle guide di Courmayeur. Una sperimentazione che sta dando risultati sorprendenti.
Eppure qui la vite è coltivata da secoli e, grazie all'esperienza e alle nuove tecnologie, grazie soprattutto al duro lavoro dei vignaioli, si ottengono vini dalle caratteristiche uniche, apprezzati in Italia e all'estero proprio per la loro unicità.

Da alcuni anni è nato il marchio consortile 'Quattremiles mètres Vins d'Altitude”, espressione della sinergia di tre storiche cantine valdostane (Co-Enfer, Cave du Vin Blanc de Morgex e de La Salle, Crotta di Vegneron) consociate per produrre vini spumanti (Metodo Classico e Italiano) e per attività comuni di marketing.
Il consorzio 4000mètres riunisce tre tra i maggiori produttori valdostani che, insieme, giungono a produrre circa 500mila bottiglie di vino di alta qualità, a fronte di un totale di 2 milioni di bottiglie complessive prodotte sul territorio della Valle d'Aosta.
I vini di queste tre aziende sono stati protagonisti di una serata al ristorante 'La Caprese” di Mozzo (Bg), presenti Remo Jorrioz (nella foto, secondo da sinistra) e Federica Rosso (nella foto, a sinistra) per i produttori valdostani e la sommelier professionista Anna Belotti (nella foto, a destra) per l'azienda distributrice Proposta Vini (www.propostavini.com - tel 349 8650727).
Per la circostanza il patron del noto ristorante di Mozzo (Bg), Bruno Federico (nella foto, secondo a destra), ha preparato un menù ispirato alla cucina marinara di Capri, un vero connubio tra i vini delle Alpi e la cucina tipica dell'isola che è stato apprezzato dai buongustai intervenuti (tra loro alcuni sommelier professionisti che non si sono lasciati scappare l'occasione di assaggiare vini rari, prodotti in quantità limitate).
Il menu è iniziato con un 'marinato di pesci all'isolana”, quindi 'vellutata di cicerchie con gamberetti di nassa e totanetti”, 'pasta con le sarde alla Caprese”, 'totanetti con patate e pomodorini al pignatiello”, per chiudere con la pastiera napoletana.
Proprio alla fine è arrivato l'abbinamento più azzardato ma piacevole, quello della pastiera con il noto vino rosso 'Enfer d'Arvier Superieur du Pape”, dedicato ai Papi che per tradizione trascorrono un periodo di vacanza estiva in Valle d'Aosta. Dell'Enfer si producono non più di 50mila bottiglie, realizzate con il vitigno autoctono Petit Rouge (85%). Intenso, dal sapore corposo, è stato uno dei primi vini vini valdostani a ottenere la Doc, già nel 1972.
In precedenza, della stessa cantina erano stati serviti il 'Soleil couchant” (un Pinot grigio in purezza, tutto particolare, che qui viene chiamato 'Malvoisie”, al palato avvolgenti note di mango e avocado) e il rosso Mayolet, vitigno autoctono vinificato in purezza, chiamato anche 'Vino dei signori” (giovane, di grande freschezza, notevoli note speziate e leggermente sapide).
Il brindisi finale è stato fatto con un Metodo Classico degno di grande attenzione: l'Extreme Blanc de Morgex e de La Salle, 16 mesi sui lieviti, ottimo a tutto pasto. Una curiosità: una partita di queste bottiglie viene accatastata in quota nella cantina del rifugio Franco Monzino, a 2.590 metri di altitudine, grazie a un accordo con la società delle guide di Courmayeur. Una sperimentazione che sta dando risultati sorprendenti.

