Guerrino Saviotti e Luigi FerrariA Torrazza Coste (Pv), le Cantine Torrevilla hanno presentato il nuovo vino 'GinestroCaprera”, celebrativo dell'Unità d'Italia. Il presidente Luigi Ferrari (nella foto, a destra), nel suo intervento di apertura, ringraziando tutti i presenti, ha rivolto un saluto particolare agli assessori provinciali presenti e ai sindaci dei Comuni di Codevilla, Paolo Marchesotti, di Torrazza Coste, Ermanno Pruzzi e di Montebello, Fabrizio Marchetti.

Il presidente ha calorosamente ringraziato lo storico Fabrizio Bernini: grazie alla sua cultura e alla sua infinita passione per la storia, in particolare quella locale, Torrevilla ha potuto presentare un importante vino, il GinestroCaprera, con lo slogan 'Il nostro vino nella storia dell'Italia Unità”. E non è uno slogan buttato lì a sproposito. Il territorio viticolo dove ora si producono i vini e gli spumanti di Torrevilla è stato infatti teatro, oltre 150 anni fa, dell'inizio della seconda guerra di indipendenza con la battaglia di Montebello del 20 maggio 1859. Queste terre sono state calpestate da Giuseppe Garibaldi in persona, allorché venne in visita a Genestrello di Montebello, ospite dei Marchesi Pallavicino Trivulzio.

Torrevilla quest'anno compie 104 anni: ciò significa che, quando i nostri illuminati predecessori concepirono la Cantina sociale di Torrazza Coste, nel 1907, l'Italia unita di anni ne aveva solo 46. Il percorso comune è stato pari al 70% dell'intera vita dello stato italiano.

Sono seguiti gli interventi dei vicepresidenti di Torrevilla, Dino Nobile e Pierangelo Girani, che hanno ringraziato i presenti per la loro partecipazione. Ha quindi preso la parola l'assessore provinciale Renata Crotti: «Idea originale ed unica per l'Oltrepò. Considero Torrevilla un'azienda importante, impegnata nel mondo produttivo ed economico ma che non disdegna la valorizzazione della cultura e del turismo ad essa collegata. Propongo che il GinestroCaprera sia da considerare il vino Oltrepadano simbolo dell'unità d'Italia e che una bottiglia sia mandata in tutti i 190 comuni della provincia come atto simbolico e culturale».

«Torrevilla - ha poi commentato l'assessore Mario Anselmi - è azienda a me particolarmente cara, in quanto cittadino torrazzese. Vedo questa cantina che si propone a simbolo della qualità e dell'immagine dell'enologia pavese. Lo dico convinto da oltrepadano e da assessore all'agricoltura. Mi auguro che presto nasca in questo territorio il distretto del vino».

«Ai giovani che conoscono poco la storia - ha aggiunto l'assessore Luigi Bassanese - bisogna dare dei simboli su cui riflettere. Anche un vino può essere un mezzo per farlo se, come in questo caso, esiste un glorioso passato fatto di vicende e di personaggi che hanno caratterizzato il nostro risorgimento. Complimenti a Torrevilla ed ai suoi amministratori».

Era presente la famiglia Aschero Testori, attuale proprietaria del podere di Genestrello che conferisce le uve a Torrevilla. Guido Aschero, nel suo breve intervento, emozionato, ha percorso brevemente le vicende che lo hanno portato ad acquistare il podere. Questa iniziativa lo rende orgoglioso e lo incoraggia ad investire negli impianti dei vigneti.

Lo storico Fabrizio Bernini ha illustrato le vicende relative alle ripetute visite di Garibaldi in Oltrepò, ospite dei Marchesi Pallavicino Trivulzio. Garibaldi rese visita due volte ai marchesi Pallavicino, nel 1860 e nel 1866. Giungeva alla stazione di Voghera in treno e da Voghera procedeva alla volta di Genestrello in calesse trasportato da un incaricato del Marchese Giorgio Pallavicino. Era amico fraterno del Marchese e della sua affascinante moglie Anna Kapmann Trivulzio. Nelle sue visite ebbe modo di apprezzare il vino prodotto a Genestrello dal Marchese ed a testimonianza di ciò esiste una significativa lettera datata 8 gennaio 1863. Nella lettera da Caprera Garibaldi scriveva: «Anna carissima, le vostre lettere da San Fiorano mi giunsero oggi. Mi duole tantissimo dell'incomodo di Giorgio. Spero questa lo troverà ristabilito. Scrissi a lui per alcuni magliuoli (marze) di Ginestrelli. Sono un vero sfacciato, colpa l'immensa bontà vostra. Non dispero però di offrirvi qui un giorno dell'uva Ginestro-Caprera. Fossi tanto felice».

Guerrino Saviotti (nella foto, a sinistra), direttore di Torrevilla, nel suo intervento a conclusione della conferenza stampa, ha ricordato il perché è nato questo vino e perché il nome GinestroCaprera. Esistono, a concepimento di una simile iniziativa, ragioni economiche e culturali e non ultima la passione per il lavoro e l'impegno a valorizzare il territorio. GinestroCaprera è un vino rosso, corposo e importante. Un vino che intende rendere omaggio al sangue versato da tanti patrioti che hanno creduto in un ideale, quello di vivere in una grande nazione libera avvolta nel tricolore.