Galan dice no alle vigne libere Italia, Francia e Germania contro l’Ue
Il Ministro delle Politiche agricole è pronto per la battaglia contro la liberalizzazione dei vigneti decisa, nel 2009, dall’Organizzazione comune di mercato e prevista entro il 2015. Le conseguenze sarebbero quelle di far saltare i paletti introdotti nel 1972 per limitare l’estensione dei filari
Italia e Francia, ma amche Germania, annunciano battaglia contro la liberalizzazione dei vigneti decisa in sede europea, nel 2009, dall'Organizzazione comune di mercato (Ocm) e prevista entro il 2015. Le conseguenze delle vigne libere sarebbero quelle di far saltare i paletti introdotti nel 1972 per limitare l'estensione dei filari, che oggi consente di mettere a frutto i vigneti solo in terreni già in passato destinati a quella coltura, rioccupando vigne dismesse. La preoccupazione maggiore è quella del rischio di sovrapproduzione e di conflitto tra vecchi produttori e nuovi, anche se attualmente i vigneti più importanti sono blindati da regolamenti locali.«Appena sarà possibile - ha detto il ministro delle Politiche agricole alimentari forestali, Giancarlo Galan,- l'Italia chiederà fortemente a Bruxelles di ripensare o rivisitare il Regolamento comunitario che dal 2015 prevede la liberalizzazione degli impianti di nuove vigne nell'Unione europea, cancellando così l'attuale sistema delle licenze produttive. Più ancora di Francia e Germania faremo sentire la nostra voce. La preoccupazione per gli effetti che potrebbero derivare dalla decisione dell'Unione europea è forte, soprattutto alla luce dei nuovi scenari di mercato. Per questo motivo non permetteremo che vengano applicate nuove regole senza fornire ai produttori e alle filiere adeguate certezze di conservazione di quel valore di sistema che fino ad oggi ha consentito lo sviluppo del nostro vino Made in Italy di qualità. Chiederemo, dunque, che i tempi e i modi per la liberalizzazione vengano ripensati».

