I rossi delle Langhe incantano Roma Ottimi vini a "Barolo & Barbaresco"
In degustazione all'Hotel Quirinale una selezione dei grandi piemontesi a cura di Go Wine. Sono state presentate una cinquantina di etichette, in maggioranza di Barolo, perché ogni produttore ha voluto portare più tipologie, orgoglioso di tradurre in vino un cru o un particolare suolo collinare
ROMA - Go Wine, l'associazione albese impegnata a promuovere il vino come prodotto legato alla cultura di un territorio e come espressione della civiltà rurale, ha organizzato a Roma un appuntamento con i due grandi rossi di Langa, Barolo e Barbaresco.
L'evento, articolato in due giornate, 27 e 28 febbraio, si è svolto nella Sala Verdi dell'Hotel Quirinale dove sono stati allestiti i banchi d'assaggio di questi nobili e trainanti attori dell'enologia piemontese.
Una degustazione di approfondimento è stata curata da Giampaolo Gravina e da Fabio Turchetti e, a seguire, un workshop è stato destinato a operatori professionali. Nove i produttori presenti che hanno presentato le loro etichette di Barolo e Barbaresco: Bovio, Cascina Ballarin,Dosio Vigneti,Mauro Veglio e Cascina del Monastero di La Morra, Terre de Vino e Vajra G.D. di Barolo, Gabutti Boasso di Serralunga e Prunotto di Alba.

è stata allestita anche un'enoteca con etichette di produttori che non potevano essere presenti come Marziano Abbona, Alario, Barale, Silvano Bolmida, Francesco Borgogno, Ca' Del Baio, Ciabot Berton, Costa di Bussia, Damilano, Francesco Rinaldi, Francone, Grasso, Bruna Grimaldi, La Spinona, Manera, Moccagatta, Giuseppe Negro e San Silvestro Cantine. In totale sono state presentate una cinquantina di etichette, in maggioranza di Barolo, perché ogni produttore ha voluto portare due o tre tipologie, orgoglioso di tradurre in vino un cru o un particolare suolo collinare.
«Questo evento romano rientra nella nostra costante attività - ha detto il presidente di Go Wine Massimo Corrado - e solo nella capitale organizziamo 7-8 appuntamenti l'anno. Roma è sicuramente una città di riferimento per il mercato del vino, con un'interessante capacità di interazione fra molti appassionati e le aziende che hanno interesse a presentarsi. L'idea di portare il Barolo e il Barbaresco coincide anche con un periodo dell'anno favorevole alla degustazione, perché i produttori amano tenere questi vini vocati all'invecchiamento un po' di più prima di farli uscire quasi da un letargo e questo è il momento giusto per sentire profumi e gusti e per capire gli orientamenti».
Questa, come le altre, vuole essere per Go Wine un'occasione per creare cultura del vino e promuoverne la comunicazione e il successo di pubblico lo ha dimostrato. «Certo - ha sottolineato Corrado - in questo caso siamo particolarmente soddisfatti perché Barolo e Barbaresco devono essere più presenti, farsi conoscere in una piazza come Roma con un approccio meno austero, quasi un po' sabaudo, caratteristica tutta piemontese. Se capiti e apprezzati, questi vini possono vincere in un mercato naturale come Roma».
In generale i Barolo della vendemmia 2007 hanno privilegiato il frutto e quindi sono stati apprezzati per la loro eleganza e bevibilità, e anche l'annata 2008 del Barbaresco ha dati buoni risultati. Go Wine è un'associazione attivissima con 2mila soci, sparsi a macchia di leopardo in tutt'Italia, con una maggiore concentrazione nelle grandi città. Promuove e pratica il turismo del vino, convinto del rapporto che lega ogni prodotto al suo territorio, fatto di tipicità ed unicità e con particolare attenzione a paesaggio, cultura, accoglienza, vitigni autoctoni e vigneti storici. Organizza inoltre il concorso letterario 'Bere il territorio” rivolto ai giovani, la manifestazione 'Vinum” di Alba (Cn) e pubblica un periodico bimestrale. Prossimo appuntamento a Roma, a maggio, con il Cesanese, l'unica Docg del Lazio.
L'evento, articolato in due giornate, 27 e 28 febbraio, si è svolto nella Sala Verdi dell'Hotel Quirinale dove sono stati allestiti i banchi d'assaggio di questi nobili e trainanti attori dell'enologia piemontese.
Una degustazione di approfondimento è stata curata da Giampaolo Gravina e da Fabio Turchetti e, a seguire, un workshop è stato destinato a operatori professionali. Nove i produttori presenti che hanno presentato le loro etichette di Barolo e Barbaresco: Bovio, Cascina Ballarin,Dosio Vigneti,Mauro Veglio e Cascina del Monastero di La Morra, Terre de Vino e Vajra G.D. di Barolo, Gabutti Boasso di Serralunga e Prunotto di Alba.

è stata allestita anche un'enoteca con etichette di produttori che non potevano essere presenti come Marziano Abbona, Alario, Barale, Silvano Bolmida, Francesco Borgogno, Ca' Del Baio, Ciabot Berton, Costa di Bussia, Damilano, Francesco Rinaldi, Francone, Grasso, Bruna Grimaldi, La Spinona, Manera, Moccagatta, Giuseppe Negro e San Silvestro Cantine. In totale sono state presentate una cinquantina di etichette, in maggioranza di Barolo, perché ogni produttore ha voluto portare due o tre tipologie, orgoglioso di tradurre in vino un cru o un particolare suolo collinare.
«Questo evento romano rientra nella nostra costante attività - ha detto il presidente di Go Wine Massimo Corrado - e solo nella capitale organizziamo 7-8 appuntamenti l'anno. Roma è sicuramente una città di riferimento per il mercato del vino, con un'interessante capacità di interazione fra molti appassionati e le aziende che hanno interesse a presentarsi. L'idea di portare il Barolo e il Barbaresco coincide anche con un periodo dell'anno favorevole alla degustazione, perché i produttori amano tenere questi vini vocati all'invecchiamento un po' di più prima di farli uscire quasi da un letargo e questo è il momento giusto per sentire profumi e gusti e per capire gli orientamenti». Questa, come le altre, vuole essere per Go Wine un'occasione per creare cultura del vino e promuoverne la comunicazione e il successo di pubblico lo ha dimostrato. «Certo - ha sottolineato Corrado - in questo caso siamo particolarmente soddisfatti perché Barolo e Barbaresco devono essere più presenti, farsi conoscere in una piazza come Roma con un approccio meno austero, quasi un po' sabaudo, caratteristica tutta piemontese. Se capiti e apprezzati, questi vini possono vincere in un mercato naturale come Roma».
In generale i Barolo della vendemmia 2007 hanno privilegiato il frutto e quindi sono stati apprezzati per la loro eleganza e bevibilità, e anche l'annata 2008 del Barbaresco ha dati buoni risultati. Go Wine è un'associazione attivissima con 2mila soci, sparsi a macchia di leopardo in tutt'Italia, con una maggiore concentrazione nelle grandi città. Promuove e pratica il turismo del vino, convinto del rapporto che lega ogni prodotto al suo territorio, fatto di tipicità ed unicità e con particolare attenzione a paesaggio, cultura, accoglienza, vitigni autoctoni e vigneti storici. Organizza inoltre il concorso letterario 'Bere il territorio” rivolto ai giovani, la manifestazione 'Vinum” di Alba (Cn) e pubblica un periodico bimestrale. Prossimo appuntamento a Roma, a maggio, con il Cesanese, l'unica Docg del Lazio.


