Il Soave celebra 80 anni di Doc al Premio Italia a Tavola di Firenze
L’importante compleanno della denominazione veronese sarà celebrato sabato 12 febbraio al J.K. Place e al Four Season di Firenze in occasione della consegna ufficiale del Premio Italia a Tavola e degli Award Italia a Tavola-Oliovinopeperoncino. Molti gli ospiti d’onore che parteciperanno all’evento
Ottant'anni celebrati con stile, gusto ed eleganza quelli della denominazione del Soave che per l'occasione sarà ospite d'eccezione questo fine settimana, il 12 e 13 febbraio, al Premio Italia a Tavola che si terrà a Firenze, l'evento curato dall'omonima testata, che si svolgerà in due delle location più prestigiose della città: il J.K.Place per l'opening del premio e il Four Season Hotel di Firenze per la cena di gala.
Quella di Firenze rappresenta una cornice particolarmente adatta per festeggiare questo particolare ed importane anniversario che fa riferimento al regio decreto del 23 ottobre 1931 con cui viene ufficialmente riconosciuta la denominazione del Soave, tra le prime d'Italia, in qualità di 'Vino Tipico Soave”.

Un appuntamento, il prossimo sabato, tutto dedicato al glamour e all'eleganza durante il quale verranno premiati Elisa Isoardi, conduttrice di Linea Verde (RaiUno), ed Emanuele Scarello, chef del ristorante Agli Amici di Udine e presidente dei Jeunes restaurateurs d'Europe, in qualità di Personaggi dell'anno 2010 secondo il sondaggio online ideato dalla rivista Italia a Tavola. Sempre in tale ambito verrà consegnato un premio speciale, l'Award Italia a Tavola e Oliovinopeperoncino, a Luca Gardini, già miglior sommelier del Mondo Wsa, qui premiato in qualità di professionista under 30 impegnato nella valorizzazione del vino, da Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio del Soave, che omaggerà il giovane e brillante sommelier con una Mathusalem da 6 litri di Recioto di Soave Docg.
Ottant'anni di denominazione rappresentano un traguardo importante per una doc come quella del Soave, un caso più unico che raro nel suo genere in cui alla corrispondenza del nome del vino con quello della cittadina, segue di pari passo un inscindibile binomio tra il territorio e il sistema produttivo.
«è un momento molto significativo per la nostra zona di produzione - afferma Arturo Stocchetti - che nel tempo è cresciuta ma sempre avendo come obbiettivo il rispetto del territorio. Da noi il lavoro dell'uomo nel tempo ha accompagnato l'evoluzione del settore agricolo senza diventare prepotente. Per questo oggi il paesaggio delle colline dell'est veronese presenta ancora un aspetto integro e quasi incontaminato. Il che - chiarisce il presidente - non è sinonimo di uno sviluppo territoriale fermo nel tempo. Anzi. La chiave di volta sta proprio nell'aver fatto della valorizzazione e della tutela del paesaggio lo strumento principale del proprio sviluppo rurale, tanto che proprio il paesaggio diventa indispensabile mezzo attraverso il quale l'intera denominazione trova la sua identità geografica, culturale e produttiva».
Dopo il riconoscimento con regio decreto nel 1931, è con il 1968 che viene ufficialmente condiviso il disciplinare di produzione per il Soave, vino bianco da vitigno autoctono prodotto da uva Garganega, a ribadire il forte legame territoriale tra il vitigno e questo territorio, di marcata origine vulcanica. In tanti anni di storia la denominazione è cresciuta, il livello qualitativo delle produzioni si è elevato e l'immagine che oggi accompagna il vino Soave è quella di un territorio omogeneo e integro, in cui il rispetto per la tradizione si sposa col progresso scientifico e con la ricerca.
Consistenza, intesa come somma di numeri importanti (quasi 7mila ettari vitati, per la maggior parte a Garganega, 13 comuni coinvolti nella Doc, 3mila i produttori, 116 i vinificatori, 249 gli imbottigliatori, 5 le cantine cooperative, per una produzione annua di 50 milioni di bottiglie a fronte di un controvalore economico medio di 200 milioni di euro); coerenza, intesa come sviluppo basato su 'rapporto di fedeltà” tra il territorio e il vitigno; costanza, intesa come storicità produttiva di qualità: sono le tre parole chiave per capire cosa sia diventata la denominazione del Soave oggi, ad 80 anni esatti dalla sua nascita.
In questa carrellata di compleanni e anniversari, celebrati a Firenze, sarà proprio il Recioto di Soave, prima Docg del Veneto, ottenuta nel 1998, ad essere scelto come vino simbolo per festeggiare l'importante traguardo della denominazione veronese. Forte del successo conquistato nel tempo spetterà poi alla pregiata pralina di cioccolato Recioc, firmata dalla cioccolateria 'ChocoAmour” di Vicenza accompagnare 'l'oro del Soave” nella patinata due giorni fiorentina.
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Oltre 68mila grazie!
Quella di Firenze rappresenta una cornice particolarmente adatta per festeggiare questo particolare ed importane anniversario che fa riferimento al regio decreto del 23 ottobre 1931 con cui viene ufficialmente riconosciuta la denominazione del Soave, tra le prime d'Italia, in qualità di 'Vino Tipico Soave”.

Un appuntamento, il prossimo sabato, tutto dedicato al glamour e all'eleganza durante il quale verranno premiati Elisa Isoardi, conduttrice di Linea Verde (RaiUno), ed Emanuele Scarello, chef del ristorante Agli Amici di Udine e presidente dei Jeunes restaurateurs d'Europe, in qualità di Personaggi dell'anno 2010 secondo il sondaggio online ideato dalla rivista Italia a Tavola. Sempre in tale ambito verrà consegnato un premio speciale, l'Award Italia a Tavola e Oliovinopeperoncino, a Luca Gardini, già miglior sommelier del Mondo Wsa, qui premiato in qualità di professionista under 30 impegnato nella valorizzazione del vino, da Arturo Stocchetti, presidente del Consorzio del Soave, che omaggerà il giovane e brillante sommelier con una Mathusalem da 6 litri di Recioto di Soave Docg.
Ottant'anni di denominazione rappresentano un traguardo importante per una doc come quella del Soave, un caso più unico che raro nel suo genere in cui alla corrispondenza del nome del vino con quello della cittadina, segue di pari passo un inscindibile binomio tra il territorio e il sistema produttivo.
«è un momento molto significativo per la nostra zona di produzione - afferma Arturo Stocchetti - che nel tempo è cresciuta ma sempre avendo come obbiettivo il rispetto del territorio. Da noi il lavoro dell'uomo nel tempo ha accompagnato l'evoluzione del settore agricolo senza diventare prepotente. Per questo oggi il paesaggio delle colline dell'est veronese presenta ancora un aspetto integro e quasi incontaminato. Il che - chiarisce il presidente - non è sinonimo di uno sviluppo territoriale fermo nel tempo. Anzi. La chiave di volta sta proprio nell'aver fatto della valorizzazione e della tutela del paesaggio lo strumento principale del proprio sviluppo rurale, tanto che proprio il paesaggio diventa indispensabile mezzo attraverso il quale l'intera denominazione trova la sua identità geografica, culturale e produttiva».
Dopo il riconoscimento con regio decreto nel 1931, è con il 1968 che viene ufficialmente condiviso il disciplinare di produzione per il Soave, vino bianco da vitigno autoctono prodotto da uva Garganega, a ribadire il forte legame territoriale tra il vitigno e questo territorio, di marcata origine vulcanica. In tanti anni di storia la denominazione è cresciuta, il livello qualitativo delle produzioni si è elevato e l'immagine che oggi accompagna il vino Soave è quella di un territorio omogeneo e integro, in cui il rispetto per la tradizione si sposa col progresso scientifico e con la ricerca.
Consistenza, intesa come somma di numeri importanti (quasi 7mila ettari vitati, per la maggior parte a Garganega, 13 comuni coinvolti nella Doc, 3mila i produttori, 116 i vinificatori, 249 gli imbottigliatori, 5 le cantine cooperative, per una produzione annua di 50 milioni di bottiglie a fronte di un controvalore economico medio di 200 milioni di euro); coerenza, intesa come sviluppo basato su 'rapporto di fedeltà” tra il territorio e il vitigno; costanza, intesa come storicità produttiva di qualità: sono le tre parole chiave per capire cosa sia diventata la denominazione del Soave oggi, ad 80 anni esatti dalla sua nascita.
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