Brunello di Montalcino al top. Cinque stelle per l’annata 2010
Secondo gli esperti, i vini della vendemmia 2010 sono eleganti, in perfetta armonia, con grandi ricchezze espressive e una struttura importante. Premio Leccio d’oro al ristorante Romana di Viareggio (Lu), all’enoteca Mia Cantina di Padova e all’osteria ristorante Nostrana di Portland (Oregon, Usa)
MONTALCINO (SI) - La commissione di esperti che ha valutato i 46 campioni ha assegnato le 5 stelle al Brunello 2010. A detta degli esperti, i vini ottenuti in questa vendemmia eccezionale sono eleganti,in perfetta armonia, con grandi ricchezze espressive, una struttura importante, ma come suggerisce l'esperienza e la prudenza di Franco Biondi Santi, storico produttore del Brunello e suo profondo conoscitore, nella dichiarazione riportata da Riccardo Cotarella nel corso del suo intervento Io valuto il vino fra 12 mesi e lo classifico a 36, la qualità del vino dipende dalla sua evoluzione.Interessante lo studio presentato nel corso della presentazione dell'annata 2010 da tre esperti di fama internazionale, Giampiero Maracchi, professore ordinario di agrometeorologia all'Università di Firenze, Attilio Scienza, professore ordinario di viticultura all'Università di Milano e Riccardo Cotarella, enologo e consulente in alcune delle più prestigiose cantine italiane e straniere.
L'analisi illustrata in dettaglio è partita da tre tipologie di dati dell'anno 2010 a Montalcino (Si), comparati con quelli dell'ultimo decennio: quelli meteorologici (quantità, carattere delle piogge e temperature), quelli sulla maturazione enologica e polifenolica dell'uva, che vengono rilevati dal Consorzio in sei zone di Montalcino nella fase prevendemmiale, e infine quelli derivati dalle analisi sui mosti e i sui vini effettuate nel corso del mese di gennaio. Con queste informazioni è possibile elaborare un modello di previsione che rende possibile correggere le influenze del clima operando sul microclima, capire le dinamiche di maturazione dell'uva e la riserva di acqua disponibile alla pianta per evitare lo stato di stress e prevedere e pianificare con un certo anticipo il momento migliore per la vendemmia fissando i propri obiettivi enologici.
Moltacino è un territorio ideale per l'applicazione dei modelli di previsione: dispone di una ricca banca dati costruita dal Consorzio di Tutela, coltiva un solo vitigno, il Sangiovese, con clima temperato caldo che nella parte verso la Val d'Orcia è continentale almeno alle altitudini maggiori, mentre è influenzato dal mare verso il Tirreno. La presenza di una notevole costanza nella successione delle fasi fenologiche è aiutata anche da una composizione fisica del suolo che non espone mai la vite a gravi rischi di siccità. Il viticoltore è il protagonista, con il suo sapere, pratica una viticoltura in grande armonia con l'ambiente, attuando forme di allevamento, di gestione della chioma, di controllo della produzione, di lavorazioni del suolo che hanno un effetto stabilizzatore sulle risposte della pianta nei confronti di annate con andamenti climatici anche molto diversi.Come di consueto, al termine della proclamazione delle stelle, è stata presentata la formella celebrativa 2010 che è stata apposta sul muro esterno del Palazzo Pubblico di Montalcino. La piastrella rappresenta l'immagine fotografica di una giovane donna con la fortezza di Montalcino adagiata sulla testa, perifrasi ironica ma ottimista della dama con la corona turrita che simboleggia l'Italia. All'iniziativa 'Benvenuto Brunello” dedicato ai 150 anni dell'Unità d'Italia, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha conferito un premio di rappresentanza, una medaglia coniata per l'occasione.
Premi Leccio d'Oro 2011
Si tratta di un premio istituito nel 1994 dal Consorzio del vino Brunello di Montalcino suddiviso in tre sezioni: aezione Ristoranti, aezione Enoteche e Wine Bar, aezione Osterie. I premi vengono assegnati ai locali che hanno la Carta dei vini con una gamma ampia e rappresentativa di vino Brunello di Montalcino e degli altri vini di Montalcino, in relazione sia alle diverse annate che al numero di etichette di aziende produttrici.
La Giuria che ha scelto i locali è composta, come di consueto, dal presidente del Consorzio Ezio Rivella e dai componenti il Comitato di presidenza Donatella Cinelli Colombini, Marco Cortonesi, Giancarlo Pacenti e Fabrizio Bindocci, e dagli esperti Allan Bay, giornalista nel settore enogastronomico e collaboratore del Corriere della Sera; l'enogastronoma e scrittrice di libri sul cibo per il mercato USA Faith Willinger; il Presidente dell'Associazione Italiana Sommelier (Ais) Antonello Maietta e il presidente del Gruppo del Gusto della Stampa Estera in Italia Alfredo Tesio.
Ciascun premio consiste in una targa, un soggiorno a Montalcino per due persone di 4 giorni, nonché una confezione regalo di 72 bottiglie di Brunello di Montalcino, 36 bottiglie di Rosso di Montalcino, 12 bottiglie di Moscadello di Montalcino e 24 bottiglie di Sant'Antimo, di differenti produttori.
Ad aggiudicarsi il premio Leccio D'oro quest'anno sono stati il ristorante Romana di Viareggio (Lu) per la categoria ristoranti, l'enoteca Mia Cantina di Padova per la categoria enoteche e l'osterie ristorante Nostrana di Portland (Oregon – Usa) per la categoria osterie.
ALBO DEI PREMI LECCIO D'ORO
•1994
RISTORANTE "IL MONTALCINO" - MILANO
•1995
RISTORANTE "VALENTINO" - LOS ANGELES USA
ENOTECA "LA FORTEZZA" - MONTALCINO
•1996
RISTORANTE "ENOTECA PINCHIORRI" - FIRENZE
ENOTECA "SIGRID BRANTL" - MONACO DI BAVIERA GERMANIA
•1997
RISTORANTE "TANTRIS" - MONACO DI BAVIERA GERMANIA
ENOTECA "ZACHIS" - NEW YORK USA
OSTERIA "DELLA CHIOCCIOLA" - CUNEO
•1998
RISTORANTE "FOUR SEASONS" - NEW YORK USA
ENOTECA "SOLCI" - MILANO
OSTERIA "DEVETAK" - SAN MICHELE DEL CARSO (GO)
•1999
RISTORANTE "CHECCHINO DAL 1887" - ROMA
ENOTECA "ETLIVIN" - YOKOAMA GIAPPONE
OSTERIA "CIBREO" - FIRENZE
•2000
RISTORANTE "IL GIARDINO" - SAN LORENZO IN CAMPO (PS)
ENOTECA "TRIMANI" - ROMA
OSTERIA "BABBO" - NEW YORK USA
•2001
RISTORANTE "LA PERGOLA DELL'HILTON" - ROMA
ENOTECA "LONGO" - MILANO
OSTERIA "OASIS" - VALLESACCARDA (AV)
•2002
RISTORANTE "LE STELLE" - BRUXELLES BELGIO
ENOTECA "VINOTECA ACCADEMIA" - ZURIGO SVIZZERA
OSTERIA "DA IVAN" - FONTANELLE (PR)
•2003
RISTORANTE "SAN DOMENICO" - NEW YORK USA
ENOTECA "PECK" - MILANO
OSTERIA "DELL'ALBA" - PIADENA (CR)
•2004
RISTORANTE "DON ALFONSO" SANT'AGATA DEI DUE GOLFI, MASSA LUBRENSE – (NA)
ENOTECA "WALLY'S" – LOS ANGELES USA
OSTERIA "LE MASCHERE" – SARSINA (FC)
•2005
RISTORANTE "GRAPPOLO BLU" – COPENAGHEN DANIMARCA
ENOTECA "LA MASCARETA" - VENEZIA
OSTERIA "ENOTECA I TERZI" – SIENA
•2006
RISTORANTE "PER SE" – NEW YORK
ENOTECA "GRUPPO FUSCO" – DUSSELDORF
OSTERIA "TRATTORIA CASTELLO" - SERLE –BS
•2007
RISTORANTE "LE CALANDRE" – SARMEOLA DI RUBANO PD
ENOTECA "ENOTECA CASTIGLIONESE" – CASTIGLION DELLA PESCAIA - GR
OSTERIA "GIUSTI" - MODENA
•2008
RISTORANTE "OSTERIA FRANCESCANA" - MODENA
ENOTECA "COSTANTINI" – ROMA
OSTERIA "BRUSTA" – TOKIO
•2009
RISTORANTE "DA CAINO" - MONTEMERANO
ENOTECA "LAVURI" – AGLIANA
OSTERIA "TUTTI MATTI" – TORONTO
•2010
RISTORANTE "LOCANDA LOCATELLI" - LONDRA
ENOTECA "BONATTI" - FIRENZE
OSTERIA "LA FATTORIA DEL CAMPIGLIONE" - POZZUOLI - NA
150 anni d'Italia, 150 anni di Brunello
L'anteprima 'Benvenuto Brunello 2010” è stata inaugurata dalla tavola rotonda condotta da Daniele Cernilli che ha riunito le più grandi famiglie del vino italiano per un omaggio ai 150 anni dell'Unità d'Italia e dell'eccellenza enologica italiana nel mondo. Una storia in cui un posto d'onore spetta al Brunello, grande rosso la cui prima bottiglia 'ufficiale” risale al 1888.
Ad alternarsi come ospiti: Barone Francesco Ricasoli, proprietario del Castello di Broglio feudo assegnato alla sua famiglia prima dell'anno mille da Ottone III, ricorda il suo antenato, Bettino Ricasoli, secondo presidente del Consiglio del Regno d'Italia dopo Cavour ed artefice del vino italiano di quell'epoca. Politico di grande passione, imprenditore lungimirante che si era reso conto che il riscatto economico del paese passava attraverso la rinascita dell'agricoltura, e per il suo territorio, della viticoltura. Nel 1872 con l'aiuto del prof. Cesare Studiati dell'università di Pisa, che si occupava di analisi di laboratorio, arrivò alla ricetta del suo vino sublime, Il Chianti: come base il Sangioveto, una piccola aggiunta di Canaiolo per smussare il carattere ruvido e solo per quei vini destinati all'uso quotidiano un pò di malvasia. Curiosamente Cesare Studiati fu anche consulente scientifico di un altro pioniere del vino italiano, ClementeSanti, che gli mandava campioni di malvasia da analizzare per il suo moscadello. Clemente Santi fu il primo che nel 1865 a presentare una bottiglia di vino rosso con la dicitura 'brunello” (con la b minuscola).
Rosanna Carpenè, quinta generazione della storica Carpenè Malvolti di Conegliano (Tv), l'azienda che ha dato i natali al Prosecco, fondata nel 1868 da Antonio di ritorno dalla seconda spedizione dei Mille. Ad Antonio Carpenè, scienziato chimico ed enologo laureato all'Università di Pavia nel 1864, va il merito di aver introdotto per primo in Italia, insieme a Gancia, il metodo 'Champenoise”. La denominazione utilizzata per il prodotto era 'Champagne Italiano”. Nel 1877 insieme all'amico Cerletti creò a Conegliano la prima Scuola Enologica in Italia.Lamberto Vallarino Gancia, nel 1850 il trisnonno Carlo, affascinato dallo champagne andò in Francia come cantiniere per impararne le tecniche di lavorazione in Francia. Ritornato a Canelli, fonda la F.lli Gancia ed applica le nozioni all'uva di moscato bianco, creando nel 1865 un nuovo tipo di champagne, che chiamò Spumante Italiano.
Francesca Colombini, la signora del Brunello, proviene da una antica casata patrizia senese, le cui origini risalgono al Duecento. A lungo al timone della Fattoria dei Barbi di Montalcino, dove si produce Brunello dal 1870. Personaggio rappresentativo del mondo ilcinese assieme a Franco Biondi Santi, la loro generazione ha portato il Brunello ad essere un mito. Autrice del libro 'Il vino fa le gambe belle”, in cui ha ripercorso tappe importanti della sua vita e del territorio di Montalcino.
Dopo un bellissimo contributo video del Consorzio che illustra la storia del Brunello partendo da Clemente Santi, interviene Ezio Rivella, da sei mesi presidente del Consorzio, uno dei protagonisti della storia del vino di Montalcino, amministratore della Castello Banfi, tecnico e legislatore. Augura al Brunello un futuro fatto di qualità, definendola una filosofia che si attua prima nel vigneto, poi in cantina per migliorare il risultato del prodotto finale. Il Brunello gate, secondo Rivella, è stato dimenticato, e lo dicono i risultati: 8.300.000 bottiglie vendute nel 2010, con un incremento del 15% rispetto al 2009. Consolidamento del fatturato che cresce del 5%. Volgiamo anche rilanciare il rosso di Montalcino dandogli prestigio e dignità.
Ed arriviamo alla storia di oggi con tre personaggi che si sono innamorati di Montalcino:
Sandro Chia, un grande maestro, proprietario del Castello Romitorio, a pochi chilometri da Siena. Ha visto nel vino una maniera per allargare la sua espressione d'arte. Le cantine assomigliano molto alla bottega rinascimentale fiorentina, quella di Masolino, di Giotto con i propri segreti e il desiderio di creare una eccellenza di grande personalità ed irripetibile.
Enrico Viglierco, direttore generale della Banfi, ricorda il suo ingresso in azienda. Un impatto affascinante e traumatico. Passione ed amore e forte dose di umiltà sono la sua ricetta nel capire questo prodotto ed entrare nel suo mondo.

Riccardo Illy, ha portato il made in Italy nel mondo ed è l'ultimo arrivato a Montalcino. Vino e caffè sono certamente due prodotti che si assomiliano molto: per entrambi si parla di assaggio, blending, tecniche di lavorazione artigianale che sono un mix tra arte e scienza. Gli Illy sono agricoltori per tradizione, grazie all'amicizia con Sandro Chia il fratello Francesco acquista quasi 20 anni fa il podere le Ripi a Montalcino, nel 2008 Riccardo acquistal'azienda Mastrojanni. Noi crediamo al territorio ed al vitigno, non confondibile con i grandi vitigni internazionali e dal connubio tra due elementi che deriva la grandezza del vino.
Riccardo Ricci Curbastro presidente di Federdoc, organismo che rappresenta a livello nazionale gli interessi dei singoli territori e lui stesso viticoltore in Franciacorta, delinea il significato della denominazione, ma mettendo in guardia dalla banalizzazione del meccanismo delle Doc. La denominazione è uno straordinario patrimonio che appartiene ad un territorio, legato a dei vitigni, patrimonio di cui abbiano una enorme ricchezza, ma stiamo rischiando di abusarne. Il proliferare di denominazioni non ci aiuta a rendere più chiaro il concetto nei confronti dei consumatori. Oggi abbiamo 56 Docg, 330 Doc e 120 Igt 506 in totale: Una ricchezza del nostro paese ma anche un segno di debolezza.
E dal Vinitaly di Verona Gianni Bruno, responsabile dei progetti speciali, illustra la Bottiglia celebrativa 150° anniversario dell'Unità d'Italia, nata da un'idea del Presidente di Veronafiere. Si tratta di due vini, uno bianco ed uno rosso, due blend di 20 vitigni a bacca bianca e 20 a bacca nera, uno per ogni regione, scelti in base alla rappresentatività dagli Assessorati regionali all'agricoltura. Uniche anche le bottiglie che conterranno i vini, appositamente ideate e disegnate da Aldo Cibic, architetto e designer di fama mondiale, sotto la direzione creativa di Riccardo Facci, fondatore dell'agenzia creativa Facci & Pollini.
In conclusione Daniele Cernilli ricorda che sul dollaro americano è riportato il motto E pluribus unum (da molti, l'uno). Questo significa che l'unità viene garantita dalle differenze delle persone, delle culture dalle diversità locali, ma ci deve essere. Un bel monito ed un augurio di speranza.
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