Tappa a Feudi di San Marzano alla scoperta dei vini del Salento
Feudi di San Marzano lavora estremamante bene due elementi primari: il vitigno, reso inconfondibile, irripetibile e “non replicabile altrove” grazie all’altro, il territorio, che qui è firmato dall’ardore del sole salentino, dalla terra rossa, dalla roccia calcarea e dal vento che tutto area
Possiamo ben dire che in terra messapica, in area salentina, la brillante realtà vitivinicola Feudi di San Marzano sa compiere scelte di vite. è affermazione molto impegnativa che tale permane anche dopo aver svelato il calembour del termine 'vite” in questo caso usato a mo' di crasi fra le parole 'vitigno” e 'territorio” (a momenti si scriveva 'terroir”). E così è, difatti.
Feudi di San Marzano lavora lodevolmente bene questi due elementi primari. L'uno, il vitigno, reso inconfondibile, irripetibile e 'non replicabile altrove” grazie all'altro, il territorio, che qui è firmato dall'ardore del sole salentino (oltre i 40° in estate), dalla terra rossa (intensa presenza di ossidi di ferro), dalla roccia calcarea e dal vento che tutto area.
Ne sortiscono vini importanti che sanno emozionare. Ne raccontiamo di tre. Cominciamo con F; sì, proprio così: la lettera effe. è negroamaro in purezza. Affina 12 mesi in barrique. Intriga la profondità del colore, un rosso purpureo che predispone il naso a lasciarsi avvolgere da bouquet ricco, molto piacevolmente ricco, dove poi spiccano note birichine di frutti di bosco. Morbido in bocca, setoso diremmo; gradevolissimo il persistente finale. Lo vediamo bene a svolgere contrappunto armonico con sontuosi primi piatti.
Proseguiamo con Sessantanni, un Primitivo di Manduria Doc da sole uve primitivo. L'etichetta svela la vetustà degli alberelli. Qui siamo nella zona la più vocata del Primitivo di Manduria Doc. L'affinamento avviene in barrique per 12 mesi.
Elegante il colore rosso rubino che già esprime corpo che ritroveremo in bocca. Inconfondibili, connotanti il primitivo, le spiccate note di prugna. Ha tannini nel ruolo e permane austero per nel civettuolo finale allorquando ammicca con suadenti note di cacao e di vaniglia. Pretende tagli nobili di bovino oppure sapienti cotture di ovino.
Si conclude con Liatico, Aleatico di Puglia dolce naturale Doc, da sole uve aleatico provenienti da vigneti prospicienti il litorale jonico del golfo di Taranto, pose ad appassire in fruttaio. La resa uva mosto è del 30%. L'affinamento è esclusivamente in acciaio. Il colore è rosso rubino molto intenso. Al naso palesa la sua eleganza ed al palato regala sensazioni intense di grande corpo. è vino che si abbina alla pasticceria secca e suggella meditazioni e piacevoli conversazioni. Tre grandi vini ad accompagnare cena sontuosa.
Feudi di San Marzano esita molte altre etichette e si comprende che l'esigenza è quella di assecondare volubilità di composita clientela. Tuttavia male non farebbe a praticare la strada del focus sui più radicati tra i vitigni autoctoni del territorio.

