Tassa sul vino andata "in bianco". La conferma del ministero della Salute
Qualche tempo fa era stata proposto in Commissione europea di introdurre un'ulteriore aliquota sul vino, sotto la pressione della lobby continentale dei produttori di altre bevande alcoliche. Il provvedimento avrebbe penalizzato l’economia italiana, ma dal ministero della Salute arriva la smentita
La proposta della Commissione europea era la seguente: introdurre un'aliquota sul vino di 0,14 euro il litro, sotto la pressione della lobby continentale dei produttori di birra e altre bevande alcoliche. Questa ipotesi rischiava di portare un forte danno allo sviluppo economico di un importante settore dell'agricoltura europea, giacché avrebbe gravato per oltre l'8% del valore di tutto il comparto, circa 740 milioni di euro. Un macigno sulla testa degli operatori del settore, che avrebbe discriminato il vino dagli altri prodotti alimentari.Il presidente dell'Unione italiana vini, Ezio Rivella aveva già commentato negativamente questa proposta.«Dobbiamo lottare contro questi tentativi di danneggiare il nostro comparto vinicolo– aveva sottolineato Rivella - uno dei più importanti per l'economia del nostro Paese. Non è la prima volta che negli ultimi tempi si sente parlare di possibili imposte sul vino, dopo che dagli anni Cinquanta fu abolito il dazio. La tassa causerebbe infatti un grave danno, perché andrebbe ad incidere in particolare sui vini di prezzo basso e medio, e poco su quelli di prezzo elevato: ciò significa che ne farebbe le spese una grande parte dei consumatori».
Ed ecco che è arrivata la smentita del ministro della Salute Renato Balduzzi. A questo proposito, il presidente di Fedagri-Confcoopeative Maurizio Gardini (nella foto a sinistra), a nome della cooperazione agroalimentare italiana, sostiene: «In un momento di grave crisi per il nostro Paese la tassa sul vino avrebbe comportato ulteriori pesanti aggravi per un settore economico come quello agricolo, già penalizzato dalla recente manovra salva Italia».«La ventilata tassazione - prosegue Gardini - si sarebbe andata ad aggiungere all'aumento dell'IVA sul vino, già stabilita per il 2012, incidendo in misura drastica sui consumi delle famiglie e producendo una ulteriore contrazione della domanda di vino».
Sono oltre 300mila le aziende attive nel comparto vitivinicolo italiano, per una produzione annuale che è in media di circa 45 milioni di ettolitri. Il mercato del vino in Italia ha un valore di 1,7 miliardi di euro, quello dei super alcolici vale 1,2 miliardi di euro alla vendita.
Le organizzazioni della cooperazione italiana Fedagri-Confcooperative, Legacoop Agroalimentare e Agci Agrital auspicano pertanto che «nel nuovo patto per la salute che sarà discusso di concerto con le regioni non vengano inserite misure che comportino ulteriori difficoltà per il comparto agroalimentare».

