Verso la fine del XIX secolo in Inghilterra e in Irlanda, in considerazione della grande diffusione della birra scura, si cominciarono a ipotizzare i possibili benefici attribuibili al consumo di questo tipo di bevanda. La birra scura era ritenuta utile per aiutare il recupero fisico durante periodi critici come la convalescenza e la gravidanza, e i donatori di sangue erano soliti consumare un bicchiere di birra scura subito dopo il prelievo.

Oggi queste abitudini sarebbero giudicate quantomeno discutibili anche perché sappiamo bene che durante la gravidanza è considerato più prudente astenersi completamente dal consumare alcol; ciò non toglie comunque che la birra scura resti una bevanda utile ad aumentare l'apporto di ferro biodisponibile. Un gruppo di ricercatori dell'università di Valladolid in Spagna  ha analizzato a questo scopo 40 campioni di birra per determinarne il contenuto in ferro libero cioè non complessato con alcuna altra molecola; il ferro libero sembra essere, infatti, la forma di ferro più facilmente assorbibile dall'organismo umano.

Dall'analisi, condotta con una particolare tecnica strumentale definita nell'articolopubblicato sulla rivista Journal of the science of food and agricolture come molto sensibile, selettiva, rapida, efficace e poco costosa, è emerso che la birra scura è la più ricca in ferro libero poiché ne contiene fino a 121 parti per miliardo contro le 92  di quella chiara e le 62 di quella analcolica. 


Fonte: www.birrainforma.it