Pellegrino non ci sarà a Vinitaly 2012: «Non è più una fiera di business»
La notizia, che farà discutere nel mondo del vino, l’ha data il direttore commerciale Italia Emilio Ridolfi. Le ragioni della decisione? «Non è più una fiera di business, ma è una manifestazione per le pubbliche relazioni. Ha un costo elevato, un grosso peso sul bilancio, non ne vale la pena»
La notizia è di quelle che faranno parlare il mondo del vino: Cantine Pellegrino di Marsala (Tp), una delle aziende più importanti del comparto vinicolo siciliano e nazionale (fra le prime 50 nel panorama produttivo italiano, presente in 36 paesi esteri), ha deciso di non essere presente all'edizione del Vinitaly 2012.Il direttore commerciale Italia Emilio Ridolfi ha spiegato le motivazioni della decisone: «La ragione è semplicissima. Un'azienda come la Pellegrino ha il dovere di valutare con estrema attenzione il ritorno di tutto ciò che investe in sforzi marketing di varia natura. Da tre anni ormai mettevamo in discussione i costi legati alla nostra partecipazione al Vinitaly. Quest'anno, poi, si è aggiunta la necessaria reazione a una più che evidente crisi del mercato italiano che ha generato un irrigidimento dei criteri di valutazione e allora i conti non sono davvero più tornati. La nostra partecipazione al Vinitaly costava, complessivamente, circa centomila euro: a conti fatti non siamo più riusciti a trovare motivi validi per un tale esborso. Negli ultimi anni, infatti, Vintaly ha rappresentato per la nostra azienda solo un'occasione per pubbliche relazioni o per incontri 'live” con qualche rappresentante del trade. Ma di veri nuovi affari la Pellegrino in fiera non ne ha più fatti, come invece accadeva un tempo: abbiamo quindi valutato che fosse arrivato il momento di indirizzare l'investimento dedicato alla Fiera di Verona verso attività per noi più produttive».

