Paladini vini di Sicilia scrivono a Monti. Il Marsala patrimonio dell’Umanità
L'associazione paladini vini di Sicilia ha inviato una lettera, firmata dal presidente Diego Maggio, al premier Mario Monti per richiedere l’attribuzione del titolo “patrimonio dell’umanità” al Marsala. Un vino che ha sedotto Nelson e Garibaldi ed il primo vino italiano a denominazione d’origine
Il presidente Diego Maggio in nome dell'associazione paladini vini di Sicilia ha inviato una lettera al premier Mario Monti per richiedere l'attribuzione del titolo 'patrimonio dell'umanità” al vino Marsala. Riportiamo la lettera.
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Egregio Signor Presidente,
vino famoso in tutto il mondo e vanto della produzione italiana: così l'ha definito il Quirinale nella lettera inviataci quale riscontro alla nostra proposta formulata il 25 aprile dello scorso anno. Dopo dodici mesi di appassionata e fruttuosa raccolta di consensi (risultati numerosi e qualificati) a questa intuizione semplice e giusta, ne inviammo il documentato dossier all'Unità tecnica di missione per le celebrazioni '1861-2011”. Ora, a conclusione dell'anno del Centocinquantenario, il riconoscimento da noi auspicato attende di tradursi in realtà. Un progetto che sicuramente non nuoce ad alcuno e che – in linea con le necessità emergenziali affrontate dal Suo governo – non costa nulla.
Attribuire al Marsala – autentico vino dell'unità nazionale - il titolo di 'patrimonio dell'Italianità”, semmai, giova certamente a molti: a chi lo produce, alla Città dalla quale prende il nome, al territorio circostante, alle istituzioni che in esso operano, ad un'economia adesso in crisi (com'è quella vitivinicola siciliana) e all'intera Penisola le cui diverse latitudini ritrovano una indiscussa radice comune. Dopo aver sedotto Nelson e Garibaldi, dopo aver contrassegnato a lungo il made in Italy, dopo il 'battesimo” quale primo vino italiano a denominazione d'origine (DM 15/10/1931),il Marsala ha infatti accompagnato la crescita di numerose generazioni di Italiani, nelle cui famiglie è stato presente e nelle cui case intende tornare.
Per veder premiata questa candidatura, per ottenere questa nomination il Marsala necessita di un pubblico imprimatur: autorevole e sereno. Ecco perché – qui rimettendoLe la precorsa corrispondenza - oggi Le chiediamo di esprimerci la Sua accettazione dell'idea. E di farlo tempestivamente: come un regalo natalizio, come un auspicio per la ripresa del Paese nel nuovo anno. Ne daremo conto alla pubblica opinione: a tutta l'Italia che aspetta di riconoscersi nel 'suo” Marsala. E che apprezzerà questo dono generoso e gratuito, anzi questa equa restituzione di un proprio patrimonio.
AllegandoLe copia del libro Ragioni e sentimenti nella Sicilia del vino (dal quale l'iniziativa è partita), ci dichiariamo in attesa di Sue al riguardo e Le porgiamo molto cordiali saluti.
Diego Maggio
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Egregio Signor Presidente,
vino famoso in tutto il mondo e vanto della produzione italiana: così l'ha definito il Quirinale nella lettera inviataci quale riscontro alla nostra proposta formulata il 25 aprile dello scorso anno. Dopo dodici mesi di appassionata e fruttuosa raccolta di consensi (risultati numerosi e qualificati) a questa intuizione semplice e giusta, ne inviammo il documentato dossier all'Unità tecnica di missione per le celebrazioni '1861-2011”. Ora, a conclusione dell'anno del Centocinquantenario, il riconoscimento da noi auspicato attende di tradursi in realtà. Un progetto che sicuramente non nuoce ad alcuno e che – in linea con le necessità emergenziali affrontate dal Suo governo – non costa nulla.
Attribuire al Marsala – autentico vino dell'unità nazionale - il titolo di 'patrimonio dell'Italianità”, semmai, giova certamente a molti: a chi lo produce, alla Città dalla quale prende il nome, al territorio circostante, alle istituzioni che in esso operano, ad un'economia adesso in crisi (com'è quella vitivinicola siciliana) e all'intera Penisola le cui diverse latitudini ritrovano una indiscussa radice comune. Dopo aver sedotto Nelson e Garibaldi, dopo aver contrassegnato a lungo il made in Italy, dopo il 'battesimo” quale primo vino italiano a denominazione d'origine (DM 15/10/1931),il Marsala ha infatti accompagnato la crescita di numerose generazioni di Italiani, nelle cui famiglie è stato presente e nelle cui case intende tornare. Per veder premiata questa candidatura, per ottenere questa nomination il Marsala necessita di un pubblico imprimatur: autorevole e sereno. Ecco perché – qui rimettendoLe la precorsa corrispondenza - oggi Le chiediamo di esprimerci la Sua accettazione dell'idea. E di farlo tempestivamente: come un regalo natalizio, come un auspicio per la ripresa del Paese nel nuovo anno. Ne daremo conto alla pubblica opinione: a tutta l'Italia che aspetta di riconoscersi nel 'suo” Marsala. E che apprezzerà questo dono generoso e gratuito, anzi questa equa restituzione di un proprio patrimonio.
AllegandoLe copia del libro Ragioni e sentimenti nella Sicilia del vino (dal quale l'iniziativa è partita), ci dichiariamo in attesa di Sue al riguardo e Le porgiamo molto cordiali saluti.
Diego Maggio
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