Gli scozzesi lo chiamano semplicemente 'whisky”, perché per loro lo scotch non ha rivali. In effetti questa terra affascinante e relativamente poco estesa, situata sulla punta estrema della Gran Bretagna, tra Mare del Nord e Atlantico, si concentrano ben 118 distillerie, di cui 96 attive, che producono circa un terzo del whisky di tutto il mondo. Ed è qui, dove il cielo ed i prati sembrano quasi toccarsi e il vento profuma di erica, di malto e di torba, che sono nati e continuano ad essere prodotti alcuni tra i whisky più noti ed apprezzati in tutto il mondo. I celebri single malt, ancora oggi distillati ed invecchiati con gli stessi antichi procedimenti utilizzati da secoli. Una tradizione che in Scozia viene preservata con orgoglio, cura e passione.

Le origini
La testimonianza più antica del termine 'whisky” - dalla storpiatura in inglese del gaelico 'uisge beata”, o 'usquebaugh”, che significa acquavite - è rintracciabile in un manoscritto datato 8 agosto 1494 dove si legge che il frate, John Cor, in possesso di abbondanti quantità di malto, lo avrebbe utilizzato per produrre acquavite. Per tutto il sedicesimo secolo la produzione di distillati rimase casalinga; fu necessario aspettare la prima metà del diciassettesimo secolo perché il whisky di malto iniziasse a diffondersi su larga scala. La sua produzione divenne ufficiale nel 1644, quando il parlamento scozzese sancì la prima tassazione sui proventi dell'acquavite.

La richiesta di whisky, soprattutto dopo l'unione politica di Scozia ed Inghilterra nel 1707 aumentò rapidamente, pur subendo una battuta d'arresto tra il 1756 ed il 1760, quando i cattivi raccolti ridussero la disponibilità di malto. Si sviluppò così un mercato clandestino parallelo a quello ufficiale, che continuò fino alla fine del ‘700, quando le tecniche di coltivazione garantirono abbondante quantità di malto. Le tecniche di produzione si affinarono fino alla nascita, nel 1830, del whisky 'blended”, ovvero ottenuto dalla miscela di diversi tipi di whisky sia di malto sia di cereali. I blended diedero un forte impulso al mercato, e sia gli ambasciatori di questo distillato che i produttori di single malt si attivarono per la salvaguardia del loro prodotto. Il risultato della contestazione fu però semplicemente che la Commissione Reale, tra il 1907 ed il 1908, applicò come protezione il denominativo di 'scotch whisky” a tutti i whisky prodotti nella regione (di malto, di cereali o blended).

Le tipologie
Fin dai suoi esordi, lo scotch whisky per eccellenza si configura come whisky di malto, distillato  al 100% da orzo maltato. In particolare, il 'single malt whisky” è whisky di malto che viene prodotto in un'unica distilleria e non miscelato con prodotti di altra provenienza. Il 'blended scotch whisky” è invece ottenuto dalla miscelazione di diversi whisky di malto e di cereali. Il 'single grain scotch whisky”, infine, viene preparato combinando cereali differenti e non maltati ed è utilizzato come componente  dei  blended.

Dal 1989 Diageo contribuisce notevolmente alla diffusione dei single malt: in quell'anno infatti lancia la Classic Malts Selection, prestigiosa collezione di malti provenienti dalle migliori distillerie dislocate nelle diverse regioni scozzesi, che viene poi affiancata dalle Special Releases e dalle Distillers Edition.