Il vino italiano fa paura ai concorrenti o il vino italiano non è in grado di fare lobby? Quanto può incidere una accisa o un dazio non solo sul valore all'esportazione di una bottiglia di vino, ma quanto incide sulla crescita e sviluppo dell'export, quanto i dati statistici subiscono e risentono delle decisioni 'di parte” di alcuni Paesi e di conseguenza quanto gli stessi dati 'consigliano” le aziende italiane e le case spumantistiche? 



Oggi i vini italiani stanno avendo un grande successo all'estero, è il settore agroalimentare in attivo e che ha ancora le migliori prospettive. Attenti però agli autogol. Ogni etichetta rappresenta un biglietto da visita, è un primo 'incontro” del nostro Paese, dei nostri prodotti con un mondo di consumatori sempre più globali, ma sempre più attratti dall'origine italiana.

Il comparto imprenditoriale del vino nazionale deve essere unito e è obbligato a fare sistema, dal Governo alle Federazioni, per riuscire a collegare l'importanza della origine nazionale e della denominazione con il valore reale di una qualità, di un nome. L'Italia deve assumere ed essere un Paese pilota sul consumo del vino. 

Per 30 anni l'Italia, dopo alcuni casi di cronaca, ha rinunciato ad una leadership, non ha saputo prendere la leadership: oggi con i vini italiani di successo l'Italia deve saper imporre uno stile di vita a tavola, nei calici di vini con e senza bollicine, fare squadra, credere che una buona bollicina italiana può aprire nuovi mercati anche a vini tranquilli.

Occorre puntare non su presenze statiche modello fiera, ma su eventi di contatto, dinamici, settoriali, di comparto, di ambiente differente per saper soddisfare esigenze e visibilità diverse, ma con la stessa etichetta. Il mondo produttivo deve 'concentrarsi” sotto tutti i profili imprenditoriali e produttivi, deve saper fare una nuova politica 'aggressiva” di marketing e di vendita, grazie a investimenti in comunicazione.
Oggi l'Italia è in grado di offrire un valore aggiunto diverso e moderno alla stessa maniera che ha fatto, con successo e con altri sistemi, la Francia negli anni '70-'80. Non perdiamo l'occasione della crisi economica che può essere una opportunità per creare nuove strade, nuovi contatti, nuovi consumatori. Moderazione, sostenibilità, compatibilità, valore, misura e gusto sono fattori determinanti della storia del vino nazionale. Va difeso, va tutelato. Importante è l'azione dei Consorzi di tutela nella difesa di una origine e di un valore. Unione vuol dire forza nel difendere un prodotto leader per il nostro Paese.
Fonte: Ovse