Bilancio annuale di Valoritalia, organismo istituzionale nato nell'agosto del 2009 in risposta alla normativa europea sull'obbligo della terzietà nel sistema dei controlli per la certificazione dei vini di qualità. Il presidente Luigino Disegna e il consigliere delegato del Reparto Regolamentato, Ezio Pelissetti, hanno presentato i dati dell'operatività dell'organismo negli ultimi 12 mesi e le novità previste nei prossimo futuro. «Rispetto a un anno fa – ha detto Disegna – abbiamo aumentato il nostro raggio d'azione, passando da 160 a 183 denominazioni controllate. Un significativo incremento che, tradotto in termini pratici, racconta di decine di migliaia di aziende vitivinicole di trasformazione e di imbottigliamento sottoposte al sistema di Valoritalia».

I numeri presentati hanno fotografato per la prima volta il vigneto Italia nonostante le difficoltà di un'indagine articolata e complessa. Praticamente è stata monitorata una superficie di circa 163.000 ettari, per un totale di circa 12.5 milioni di quintali di uva all'anno, quasi 8 milioni di ettolitri di vino imbottigliato, vale a dire oltre 1 miliardo di bottiglie da 0,75. Un quantitativo sbalorditivo in grado – è stato detto - di riempire 75 mila tir, creando una fila da Torino a Taranto.Quasi 200mila i pareri emessi nei primi mesi del 2011, 15mila quelli ispettivi tra vigneto (12.189) e cantina (2.813). Per la categoria viticoltori sono state 345 le non conformità lievi rilasciate e 636 le non conformità gravi.

«La cosa più importante – ha detto Pelissetti - non è il controllo fine a se stesso, ma la conoscenza della realtà in cui si sta operando, per la programmazione delle attività e delle scelte delle aziende e dei consorzi di tutela. L'impegno di Valoritalia, oltre a rappresentare la garanzia su ogni singola denominazione, costituisce anche un fondamentale database per tutti gli addetti ai lavori. Proprio a loro è destinato il volume presentato nell'occasione. Sono 272 pagine suddivise sulla base delle regioni italiane comprendenti le zone di produzione dei Vini a Denominazione di Origine controllati da Valoritalia. Una sorta di banca dati in grado di fornire notizie esaurienti e precise sui reali volumi di uva prodotti in vendemmia, sulla quantità di vino ottenuto, su quanta parte di questo vino venga poi concretamente imbottigliata, sull'ammontare delle giacenze e su dove queste si trovano. Ma Valoritalia non ha certo rinunciato al mondo del web e l'appuntamento capitolino è stato l'occasione di presentare anche il portale dell'organismo di controllo (www.datidop.valoritalia.it) che, oltre a offrire la possibilità di visualizzare e scaricare in pdf i dati annuali, consente di accedere alle tabelle rappresentanti le comparazioni trimestrali relative alle certificazioni e agli imbottigliamenti di ciascuna denominazione.

«Si tratta di una massa di informazioni - ha precisato Pelissetti - che rappresenta un autentico patrimonio sia per i produttori, sia per altri attori della filiera. Con questo lavoro, frutto dell'attività quotidiana di Valoritalia, restituiamo ai produttori ed agli operatori i dati del vigneto a Denominazione di Origine Italiano, delle produzioni e del loro andamento negli anni. Un lavoro faticoso ma indispensabile per proteggere e migliorare lo status di uno dei prodotti più importante del made in Italy».Per quanto concerne il futuro imminente, dal 1 gennaio 2012 la certificazione di qualità –ovvero prelievi,analisi,degustazione ed emissione del certificato- sarà effettuata dall'organismo di controllo, con possibili sinergie e semplificazioni. Inoltre non ci sarà più il controllo sulla denuncia delle uve, presentate direttamente al Sian (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) a cui l'organismo di controllo si rivolgerà per verificare e acquisire i dati della produzione.Infine,dall'agosto 2012 saranno applicati i nuovi piani di controllo in virtù della modifica del decreto 2/11/2010.