L'azienda vitivinicola che abbiamo visitato, si trova a Spilinbergo, nel territorio di Grave del Friuli, una terra piatta, ai piedi dei monti, ghiaiosa, fra due fiumi, una terra che non c'entra nulla con le belle colline verdi del Friuli per la viticoltura, come da sempre conosciamo. Infatti, è nata circa 40 anni fa dall'intuizione del signor Fantinel, proveniente dal settore della ristorazione friulana, il quale decise di importare su quelle Ghiaie la tecnica di Israele dove si producono coltivazioni sulle sabbie del deserto.



I tecnici, studiato il sistema, introdussero sotto la ghiaia del Friuli un fitto reticolato di tubi che, con l'acqua hanno cominciato a portare alle tenere viti piantate, potassio, sali minerali e quant'altro necessario per la crescita, la fruttificazione e la maturazione dell'uva. L'escursione termica, in questi luoghi, non manca dal momento in cui  il vento può soffiare libero dai monti al mare e dal mare ai monti: il frutto, a fine stagione, è buono e abbondante.

In cantina la tecnologia è perfetta e priva di interventi chimici; solo l'abbassamento della temperatura durante la fase della spremitura, poi della fermentazione, e della svinatura, impedisce lo svilupparsi di fenomeni inquinanti, di malattie o difetti del vino. La produzione va dal delicato 'Prosecco” che viene preparato con lunga permanenza sui lieviti con il metodo Charmat, a strutturati vini rossi da uve auto  come il Refosco e ai caratteristici vini bianchi come il Friulano o il Sauvignon ed è premiata sia dalla critica nei diversi concorsi internazionali ai quali la Fantinel non teme di partecipare, sia dai più esigenti consumatori soprattutto nella ristorazione di qualità.

Nella seconda parte della giornata è crollato un altro mito: nel sabato pomeriggio di fine ottobre abbiamo trovato una grande distilleria, perfettamente in ordine: spenta. La tradizione ci tramandava il lavoro del distillatore lungo 24 ore su 24 per giorni e giorni, durante il periodo di vendemmia. Invece, anche loro, con l'attuale buona organizzazione e la tecnologia di conservazione delle vinacce possono avere il meritato riposo settimanale! Buon per noi che almeno così, col silenzio degli alambicchi abbiamo potuto godere delle parole di Cristina Domenis che ci ha descrittto la meraviglia delle sue grappe frutto di cent'anni di esperienza.

I nomi delle loro grappe sono tutte un programma:

  • La 'Storica” nacque nel 1986 e il suo successo continua ancora oggi grazie all'ottimo connubio tra la gradazione alcolica (50 gradi) e l'armonia di  aromi e gusto.
  • La  'Secolo” nacque nel 1998 a segnare il traguardo dei cento anni di attività e la Domenis volle dimostrare la grande maestria raggiunta nella distillazione mettendo in commercio una grappa con 60 gradi d'alcool, eppure molto equilibrata.
  • Ma la storia della grappa non può fermarsi e allora la grappa che la Domenis ha chiamato 'Futura” è una bianca, profumo floreale ma non stucchevole, gradazione alcolica  'solo” 40 gradi. Sarà davvero la grappa del futuro?