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Lo Champagne ha iniziato a ridurre la sua impronta ambientale. Tra il 2003 e il 2010 le emissioni di CO2 sono diminuite del 5% grazie al piano adottato dai 15.000 viticoltori e dalle 300 maison della filiera. «L'obiettivo del Comité Champagne (CIVC), con sede a Epernay, è oggi di arrivare a una riduzione del 25% entro il 2020» ha annunciato Thibaut Le Mailloux, direttore della comunicazione del Comité, in Italia in occasione della Giornata dello Champagne presso l'Hotel Principe di Savoia di Milano.

La Champagne viticola, che si estende su 34mila ettari nell'omonima regione francese, ha spedito nel 2010 in tutto il mondo 319 milioni di bottiglie per un valore di 4 miliardi di euro. Particolarmente significativa la crescita nei Paesi Terzi, che ha fatto registrare un aumento del 17,3% nonostante la congiuntura economica incerta. L'Italia, che per lo Champagne rappresenta il quinto mercato a valore con 7,2 milioni di bottiglie, alla fine di maggio 2010 ha evidenziato una crescita delle importazioni del 3,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Con 54 marchi di champagne e oltre 150 cuvée in degustazione tra brut, millesimati e rosé, la Giornata dello Champagne si conferma la più grande degustazione in Italia e la seconda nel mondo. Una degustazione rivolta ai professionisti del vino e della ristorazione.

Una petizione firmata da chef e sommelier di tutto il mondo sarà presentata a New York il prossimo 19 ottobre per chiedere agli Stati Uniti una etichettatura leale e veritiera dei vini provenienti dalle grandi regioni del pianeta. «Gli Stati Uniti sono diventati il primo paese consumatore di vino – ha commentato Thibaut Le Mailloux – diventando parte integrante della cultura statunitense come dimostrano l'adesione delle numerose denominazioni americane alla petizione».