Torrevento, stupor Apuliae La riscossa del Nero di Troia
La riscoperta e la valorizzazione del Nero di Troia è merito dell’azienda vitivinicola Torrevento e del suo patron, Francesco Liantonio, che ha portato alla ribalta nazionale un pezzo di Puglia eccellente reimpiantando il vitigno a partire dagli anni Ottanta in sostituzione di quelli internazionali
L'identità si era un po' persa per il sopravvento delle produzioni di massa che avevano caratterizzato per decenni l'enologia pugliese. Eppure il Nero di Troia, vinificato in purezza e ritenuto un tempo vitigno indomabile, è tornato ad essere uno dei simboli della Murgia, al punto di avere attivato una Doc (Castel del Monte) ed essere oggi proposto da numerose cantine.

Ma la riscoperta e la valorizzazione di questo vino (che in Puglia vale 10milioni di bottiglie e si affianca al Negramaro e al Primitivo) è indubbiamente merito dell'azienda vitivinicola Torrevento srl e del suo patron, Francesco Liantonio (nella foto), che ha portato alla ribalta nazionale un pezzo di Puglia eccellente reimpiantando il vitigno a partire dalla metà degli anni Ottanta in sostituzione di quelli internazionali.
Il meglio delle tecniche agricole in campo e la ricerca in cantina hanno permesso di mettere a punto un vino che in diciotto anni da reperto archeologico è diventato una dei simboli dell'enologia italiana, incassando con l'etichetta Vigna Pedale premi e riconoscimenti a valanga. Il tutto senza trascurare, ciò che più conta, il gradimento del mercato, tanto che dalla metà degli anni '90 ad oggi la produzione è passata da 25mila a 500-600mila bottiglie, trascinando con sé le altre 22 etichette che costituiscono l'offerta complessiva di una cantina che, a proprio marchio e prevalentemente con 3 vitigni autoctoni, produce circa 2 milioni di bottiglie ed altre 4 milioni per conto terzi.
Per Liantonio, docente di marketing che ha scelto di fare l'imprenditore agricolo per restare fedele alla tradizione avviata dal nonno negli anni 20, si è trattato di un scommessa contro l'omologazione e la brutta nomea del vino pugliese (per tempo solo da taglio). Una vera e propria sfida che ha permesso di ritornare a parlare, a ragione, della Puglia come della culla dei vitigni italici (come il Nero di Troia portato probabilmente dai greci). Storia, cultura, identità e vitigni autoctononi, oltre che un lavoro in campo rispettoso dell'ambiente (la maggior parte delle vigne sono all'interno dell'unico parco agricolo italiano) sono i fattori su cui Torrevento ha costruito la sua identità partendo da Coreato, un piccolo paese in provincia di Bari, ad un passo da Castel del Monte (l'enigmatico castello di Federico II) e da Trani. E l'eredità del passato pesa, tanto che se Federico II (definito stupor mundi) ha cambiato il mondo di allora, la cantina di Liantonio si è posta l'obiettivo di cambiare il volto dell'enologia pugliese ("stupor Apuliae").
Il recupero della tradizione viticola pugliese, insieme alla valorizzazione dei prodotti agricoli (dalla pasta all'olio), l'ammodernamento tecnologico per fare di un antico monastero del Seicento una delle più avanzate cantine pugliesi, e l'attivazione di certificazioni di qualità e tutela ambientale sono alcuni dei fattori che hanno permesso alla Torrevento di gestire oggi circa 400 ettari di vitati (di cui la metà di proprietà). Il cuore della produzione è costituito dai 50 ettari destinati al Nero di Troia e posti attorno all'azienda, mentre il resto è sparso fra Bari e altre province con destinazione specifica per diversi vitigni.
I riconoscimenti nel 2011
Vigna Pedale Riserva 2008
- 3 Bicchieri rossi Vini d'Italia 2012 Gambero Rosso
- 3 Bicchieri verdi Vini d'Italia 2012 Gambero Rosso
- 5 Grappoli guida Duemilavini 2012
Douja d'or - Premio Douja d'or
- Castel del Monte Rosato 2010 Primaronda
- Castel del Monte Rosso 2010 Bolonero
- Castel del Monte Rosso Riserva 2007 Vigna Pedale
- Moscato di Trani dolce naturale 2008 Dulcis in Fundo
Gambero Rosso Berebene
- Torrevento eletta 'Cantina dell'anno 2001” miglior rapporto qualità/prezzo
Concorso enologico internazionale - Vinitaly
- Argento al Kebir Puglia Igt 2005
- Gran Menzione al Matervitae Fiano Puglia Igt 2010
Concours Mondial de Bruxelles
- Oro al Vigna Pedale Castel del Monte Doc Riserva 2007
- Argento al Faneros Salice Salentino Doc Rosso 2009
Decanter World Wine Awards
- Bronzo al Vigna Pedale Castel del Monte Doc Riserva 2007
- Bronzo al Faneros Salice Salentino Doc Rosso 2009
- Commended al Ghenos Primitivo di Manduria Doc Rosso 2008
Il mio vino - Almanacco dei migliori vini italiani
- Vigna Pedale Castel del Monte Doc Riserva 2007 miglior Nero di Troia 2011
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Il vitigno pugliese Nero di Troia tra storia e leggenda

Ma la riscoperta e la valorizzazione di questo vino (che in Puglia vale 10milioni di bottiglie e si affianca al Negramaro e al Primitivo) è indubbiamente merito dell'azienda vitivinicola Torrevento srl e del suo patron, Francesco Liantonio (nella foto), che ha portato alla ribalta nazionale un pezzo di Puglia eccellente reimpiantando il vitigno a partire dalla metà degli anni Ottanta in sostituzione di quelli internazionali.
Il meglio delle tecniche agricole in campo e la ricerca in cantina hanno permesso di mettere a punto un vino che in diciotto anni da reperto archeologico è diventato una dei simboli dell'enologia italiana, incassando con l'etichetta Vigna Pedale premi e riconoscimenti a valanga. Il tutto senza trascurare, ciò che più conta, il gradimento del mercato, tanto che dalla metà degli anni '90 ad oggi la produzione è passata da 25mila a 500-600mila bottiglie, trascinando con sé le altre 22 etichette che costituiscono l'offerta complessiva di una cantina che, a proprio marchio e prevalentemente con 3 vitigni autoctoni, produce circa 2 milioni di bottiglie ed altre 4 milioni per conto terzi.
Per Liantonio, docente di marketing che ha scelto di fare l'imprenditore agricolo per restare fedele alla tradizione avviata dal nonno negli anni 20, si è trattato di un scommessa contro l'omologazione e la brutta nomea del vino pugliese (per tempo solo da taglio). Una vera e propria sfida che ha permesso di ritornare a parlare, a ragione, della Puglia come della culla dei vitigni italici (come il Nero di Troia portato probabilmente dai greci). Storia, cultura, identità e vitigni autoctononi, oltre che un lavoro in campo rispettoso dell'ambiente (la maggior parte delle vigne sono all'interno dell'unico parco agricolo italiano) sono i fattori su cui Torrevento ha costruito la sua identità partendo da Coreato, un piccolo paese in provincia di Bari, ad un passo da Castel del Monte (l'enigmatico castello di Federico II) e da Trani. E l'eredità del passato pesa, tanto che se Federico II (definito stupor mundi) ha cambiato il mondo di allora, la cantina di Liantonio si è posta l'obiettivo di cambiare il volto dell'enologia pugliese ("stupor Apuliae"). Il recupero della tradizione viticola pugliese, insieme alla valorizzazione dei prodotti agricoli (dalla pasta all'olio), l'ammodernamento tecnologico per fare di un antico monastero del Seicento una delle più avanzate cantine pugliesi, e l'attivazione di certificazioni di qualità e tutela ambientale sono alcuni dei fattori che hanno permesso alla Torrevento di gestire oggi circa 400 ettari di vitati (di cui la metà di proprietà). Il cuore della produzione è costituito dai 50 ettari destinati al Nero di Troia e posti attorno all'azienda, mentre il resto è sparso fra Bari e altre province con destinazione specifica per diversi vitigni.
I riconoscimenti nel 2011
Vigna Pedale Riserva 2008- 3 Bicchieri rossi Vini d'Italia 2012 Gambero Rosso
- 3 Bicchieri verdi Vini d'Italia 2012 Gambero Rosso
- 5 Grappoli guida Duemilavini 2012
Douja d'or - Premio Douja d'or
- Castel del Monte Rosato 2010 Primaronda
- Castel del Monte Rosso 2010 Bolonero
- Castel del Monte Rosso Riserva 2007 Vigna Pedale
- Moscato di Trani dolce naturale 2008 Dulcis in Fundo
Gambero Rosso Berebene
- Torrevento eletta 'Cantina dell'anno 2001” miglior rapporto qualità/prezzo
Concorso enologico internazionale - Vinitaly
- Argento al Kebir Puglia Igt 2005
- Gran Menzione al Matervitae Fiano Puglia Igt 2010
Concours Mondial de Bruxelles
- Oro al Vigna Pedale Castel del Monte Doc Riserva 2007
- Argento al Faneros Salice Salentino Doc Rosso 2009
Decanter World Wine Awards
- Bronzo al Vigna Pedale Castel del Monte Doc Riserva 2007
- Bronzo al Faneros Salice Salentino Doc Rosso 2009
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