La vendemmia 2011 a San Gimignano (Si) si è chiusa con dati in controtendenza rispetto a quanto registrato nel resto d'Italia, in particolare per la Vernaccia di San Gimignano. Anche se ancora mancano i dati ufficiali delle denunce delle uve, contro le previsioni degli stessi produttori per la Vernaccia di san Gimignano non si è registrato un calo di produzione, che si è assestata sugli stessi livelli della vendemmia 2010.

La scarsità delle piogge non ha quindi inciso sulla quantità ed ha giovato alla qualità delle uve, sanissime in tutte le vigne del territorio; la calura ha accellerato la maturazione e costretto ad iniziare la vendemmia con qualche giorno di anticipo, nella prima decina di settembre. Ed il bello stabile ha accorciato i tempi di raccolta, che non hanno subito le interruzioni dovute al maltempo che avevano caratterizzato la vendemmia 2010.  Dal punto di vista organolettico, i mosti  hanno delle piacevoli aromaticità di frutta matura e lasciano prevedere vini strutturati ed equilibrati.

L'andamento del mercato rispetta quello della produzione: il costo delle uve si è assestato sugli stessi livelli del 2010, 60/65 euro a quintale, che lascia prevedere il mantenimento del costo medio del vino sfuso, che nel terzo trimestre del 2011 è stato fissato in 125 euro per ettolitro, almeno per la prima parte del 2012. Dopo sarà la richiesta del prodotto a dettarne il prezzo, ma la speranza di tutti è che si confermi il trand registrato nel corso del 2011, che ha visto crescere l'imbottigliato della Vernaccia di San Gimignano 2010 del 10,75% rispetto alla 2009.

Soddisfazione, quindi, per i produttori di San Gimignano, come conferma la presidente del Consorzio, Letizia Cesani: «Siamo soddisfatti della qualità delle uve di vernaccia raccolte durante il mese di settembre, che fanno presagire dei vini all'altezza della reputazione della nostra denominazione; come lo siamo per aver contribuito a garantire la stabilità dei prezzi attraverso un 'tavolo di concertazione” organizzato dal nostro Consorzio, che include tutti i componenti della filiera produttiva, soci e non. Siamo convinti che  proprio  in periodi di crisi economica come quello che stiamo vivendo, dove spesso le difficoltà si aggravano a causa dell' incertezza dello scenario di riferimento, sia stato fondamentale dare un forte segnale di interessamento alla remunerazione dei singoli operatori e l'impegno a mantenerla è l'obiettivo principale del Consorzio».