Saiagricola day a Roma. I sapori di Piemonte, Umbria e Toscana
Ai banchi d'assaggio tutta la migliore produzione della Fattoria del Cerro, de La Poderina, di Colpetrone e dell'Arbiola, la più recente acquisizione. Una speciale sezione era riservata all'olio extravergine prodotto dalla tenuta umbra di Montecorona e da quella senese della Fattoria del Cerro
I vini delle tenute della Saiagricola - l'impresa di investimento in agricoltura del Gruppo Fondiaria-SAI di Salvatore Ligresti - sono stati presentati agli appassionati della capitale, all'hotel Roma Cavalieri nel corso di uno speciale evento-degustazione realizzato in collaborazione con l'Ais, l'Associazione italiana sommelier. Ai banchi d'assaggio tutta la migliore produzione della Fattoria del Cerro (Nobile di Montepulciano), de La Poderina (Brunello di Montalcino), di Colpetrone (Sagrantino di Montefalco) e dell'Arbiola, la più recente acquisizione del gruppo nell'Astigiano (Barbera e il Moscato d'Asti). Una speciale sezione era riservata all'olio extravergine prodotto dalla tenuta umbra di Montecorona e da quella senese della Fattoria del Cerro.
L'eccellenza di tre regioni, Piemonte, Umbria e Toscana - 5.000 ettari di proprietà e 270 di vigneti- per Marco Castignani, responsabile della comunicazione,vuole testimoniare la filosofia del gruppo espressa dal motto 'Naturalmente Saiagricola”. « è un gioco di parole – dice - c'è la natura ma anche la mente, c'è un patrimonio e anche il pensiero dell'uomo che cerca di valorizzarlo senza stravolgerlo. Da oltre 30 anni, fin dalle prime acquisizione di Montecorona in Umbria e della Fattoria del Cerro a Montepulciano, l'elemento distintivo di ognuna delle tenute è stato quello di voler dare un'immagine di accoglienza globale, del territorio e della sua produzione e quindi non solo di vino, ma anche di olio, frutti o marmellate: una valorizzazione culturale legata al core business del vino, nel massimo rispetto del territorio».
Del resto ognuna delle tenute vanta un glorioso passato, da Montecorona, mille anni di storia con la Badia e l'Eremo camandolese, ex proprietà negli anni '40 del cantante Beniamino Gigli, fino al Relais Villa Grazianella circondata da 600 ettari della Tenuta del Cerro, già casa di vacanza della Curia Vescovile di Montepulciano, oggi totalmente ristrutturata in perfetto accordo con l'ambiente circostante. Della Tenuta dell'Arbiola di San Marzano Oliveto, al confine tra Monferrato e Langhe, sono state degustati al Roma Cavalieri le due etichette di Barbera d'Asti Doc, la Carlotta e la Romilda Superiore Nizza, prodotta da vigneti di oltre 60 anni d'età, oltre all'Arbiola bianco doc Monferrato, profumato blend di Sauvignon e Chardonnay, e al Moscato d'Asti Docg Ferlingot. Della Poderina di Montalcino (Siena), nella zona di Castelnuovo dell'Abate, area nota per la particolare eleganza ed equilibrio delle sue uve, sono stati offerti in degustazione due versioni di Brunello: il Docg, grande rosso vocato all'invecchiamento, e il Poggio Banale, frutto delle migliori uve (12 mesi in tonneaux di rovere francese seguiti da altri 12 in botte grande di rovere di Slavonia, poi 6 mesi in acciaio e 18 di affinamento in bottiglia).
La Poderina produce inoltre Rosso di Montalcino Doc, Virgulto Rosso di Toscana Igt, Moscadello di Montalcino Doc Vendemmia tardiva - bianco dolce tipico della zona- e una modesta quantità di Grappa di Brunello, cristallina e profumata. Sempre nel Senese, dalla Fattoria del Cerro -93 ettari iscritti all'albo del Nobile di Montepulciano, e stato molto apprezzato dagi ospiti di Saiagricola il Nobile Antica Chiusina Docg, etichetta principe di produzione limitata alle annate migliori, oltre al Nobile, alla Riserva al Rosso di Montepulciano e al Manero, Rosso di Toscana Igt. La tenuta umbra di Colpetrone,nella frazione di Marcellano di Gualdo Cattaneo (Pg), comprende 63 ettari di vigneto di cui 35 iscritti all'albo del Montefalco Sagrantino. In vigna sono adottati sistemi di allevamento altamente qualitativi con rese inferiori a quelle consentite dal disciplinare,un principio questo applicato ad altre aree vitate del gruppo per privilegiare al massimo la qualità. Il Montefalco Sagrantino è prodotto nelle tre versioni messe in degustazione: Montefalco Sagrantino Docg, il Passito e la selezione Gold, che rappresenta il risultato degli studi effettuati negli ultimi anni dallo staff aziendale su questo vitigno dalle grandi potenzialità nei vigneti storici di Santa Maria del Fico e di San Marco.
Un'anticipazione: la comunicazione della cantina di Colpetrone sta per essere affidata al famoso affresco di Benozzo Gozzoli, nella Chiesa di San Francesco di Montefalco, che rappresenta un'ampolla di vetro con il rosso 'Sacrantino”, da sacer, vino sacro da Messa, com'era vinificato un tempo. «I nostri vini - dice ancora Castignani - devono offrire una qualità garantita.Non a caso ogni nostra tenuta offre una doppia certificazione: l'ISO 9001 e quella ambientale. Non sono richieste obbligatoriamente per legge,ma rappresentano investimenti anche abbastanza importanti dal punto di vista economico che un'azienda fa per tutelare i propri prodotti e i propri consumatori. Sono una testimonianza di valore e anche una manifestazione chiara di intenti».
L'enologo generale, il supervisore, è Riccardo Cotarella ma lo staff agronomico ed enologico è quello legato alle singole realtà territoriali. Più che verso nuove acquisizioni nei migliori terroir dell'Italia enoica, in un discorso di medio raggio la Saiagricola, presente in tutti gli appuntamenti mondiali, si propone di investire in maniera importante nei Paesi emergenti e di incentivare le prospettive a livello di commercio estero.


