Viaggio nel Salento. Alla scoperta dei Rosati
Nel Salento, il re incontrastato Negroamaro si declina in rosati di alto livello qualitativo. Il rosato richiede nella sua pratiche dalla vigna alla cantina molta cura ed è difficile, per fortuna, trovare delle caratteristiche uniformi. Il rosato è un vino con un numero crescente di estimatori
Quest'estate è stata senza dubbio l'estate dei rosati, tanta curiosità, tante sono state le degustazioni dedicate a questa tipologia di vino che è l'anima della Puglia o meglio del Salento, senza toglier niente a questa tipologia di vino di altre regioni italiane. Proprio nel Salento ogni anno si svolge la manifestazione 'Rosati in terra di rosati” arrivata alla sua diciottesima edizione: un evento che inizia con il Vinitaly quando una giuria di esperti seleziona i migliori 20 rosati pugliesi che entrano a far parte della kermesse che si svolge da luglio a settembre nei ristoranti e nelle strutture alberghiere affiliate alle due associazioni Buona Puglia e Ceglie è, promotori della manifestazione e coinvolge le enoteche associate Vinarius in tutta Italia.

E proprio in occasione della settimana pugliese è stato organizzato un percorso formativo e di degustazione nel Salento, regno incontrastato del Negroamaro che si declina in rosati di alto livello qualitativo. Il rosato richiede nella sua pratiche dalla vigna alla cantina molta cura ed è difficile, per fortuna, trovare delle caratteristiche uniformi. Difficile però stabilire quante sono le bottiglie prodotte, ogni produttore fornisce stime diverse e soprattutto lo fa riferendosi alla propria azienda, senza un'idea globale, quasi scusandosi di avere il Rosato nel catalogo prodotti. Una produzione stimata potrebbe aggirarsi sui 2 milioni di bottiglie con una media per produttore di 30mila. Il rosato è un vino, non è un compromesso!
Azienda Monaci – Copertino si tratta dell'azienda dell'enologo Severino Garofalo, una famiglia storica del vino pugliese, 16 ha di proprietà e altri 20 di conferitori, la produzione si concentra sul Negroamaro, integrata da Aglianico e Malvasia nera, a cui si affiancano altri, più o meno autoctoni: dal Nero di Troia al Montepulciano, fino a Malvasia bianca e Chardonnay. Abbiamo degustato oltre ad altri prodotti tre rosati, o meglio tre annate di Girofle (curioso il nome dell'etichetta, dal francese Garofano che gioca con il nome del proprietario), 2007, 2009, 2010. Interessante il 2010 dal colore rosa brillante, una buona sapidità, note floreali.
Cantina Cupertinum - Copertino, guidata per ben 45 anni dall'enologo Severino Garofalo, fondata nel 1935 con 36 viticoltori soci, oggi ne conta 350, 400 ettari, 1 mio bottiglie: 75 anni di passione ai cui vini sono stati attribuiti numerosi riconoscimenti ed ottime valutazioni dalle guide, soprattutto sono considerati vini che 'rappresentano la tipicità del territorio e dei suoi vitigni senza cedimenti verso mode e gusti facili”. Ed in questo è riassunta la filosofia del suo presidente Mario Petito. Il rosato degustato: Spinello dei Falconi, da Negroamaro e Malvasia nera: un piacevole colore rosa che appaga la vista, fresco, piacevole con profumi di frutta rossa, fragola importante, ma anche ciliegia.
Valle dell'Asso – Galatina, nata all'inizio dell'Ottocento dal trisavolo dell'attuale proprietario. 80 ettari con una filosofia volta a conservare le tradizioni e soprattutto l'identità del territorio coltivando sin dal '94 in biologico i vini del territorio. L'enologo, Elio Minoia, evidenzia il suo pensiero: rame e zolfo in vigneto e l'arido-coltura, ovvero si coltiva senza irrigare. Le etichette dell'azienda sono subito riconoscibili dall'insolito logo aziendale, una dracma di Taranto (230/350 a.C.) con la raffigurazione di una civetta, simbolo di Galatina. La civetta è anche il tema della collezione di Luigi Vallone, l'attuale proprietario. Il vino rosato degustato: Il Macàro, dal greco magico, un blend di diverse annate di uve Malvasia nera ed Aleatico messe ad appassire sui graticci ed invecchiato in botti di rovere da 650 litri. Il colore è ambrato, profumi di caramello, fichi secchi per cui ti aspetti un vino amabile, invece l'impatto in bocca è secco. Appunto un vino magico.Masseria l'Astore – Cutrofiano di proprietà della famiglia Benegiamo dal 1935. Di rilevante importanza storica ed architettonica è il Trappeto ipogeo del 700, la cui ristrutturazione è terminata una decina di anni fa. Accanto al frantoio è stata costruita la bottaia con volte a botte usando la pietra leccese ed il tufo. Un centinaio di ettari di cui 20 vitati, la prima etichetta è uscita nel 2005. Rosato degustato: Massaro rosa, 100% Negroamaro proveniente da vigneti coltivati in biologico, l'azienda dal 2010 ha la certificazione sulle uve e sulle olive) Colore rosa chiaro, profumi di lamponi, non molto intenso, buona la sapidità.
Agricola Palamà – Cutrofiano, nata nel 1936, oggi guidata dal figlio del fondatore ed inizia la prima modernizzazione dei processi produttivi, anche se ancora oggi vende il vino sfuso in damigiane per il consumo quotidiano. Vino rosato: Rosato Metiusco 2010 (dal greco 'm'inebrio”) ottenuto da un vigneto di Negroamaro ad alberello, colore cerasuolo brillante, profumi di frutta rossa, molto semplice e delicato. La vendemmia 2009 ha ottenuto il Diploma di Gran Menzione al Concorso Enologico Internazionale Vinitaly e la Medaglia d'Oro al Concours Mondial Bruxelles 2010.
Cantina Due Palme – Cellino S. Marco, azienda cooperativa nata nel 1989 a Cellino San Marco, è il progetto di Angelo Maci, terza generazione di una famiglia di vignaioli, 1000 soci conferitori e 2200 ettari di vigneti. Degustato: spumante rosé Melarosa metodo Charmat da Negroamaro in purezza, colore molto chiaro, delicato, fresco; a seguire il Rosalita, da Negroamaro e Malvasia Nera, colore molto carico, profumo floreale.
Masseria Liveli – Cellino S. Marco La struttura è stata costruita fra '800 e '900 in una posizione strategica, su di un antichissimo sito messapico dominante la piana del Salento. Il suo antico proprietario, il marchese Antonio de Viti de Marco fu economista di fama internazionale, professore universitario e Senatore del Regno d'Italia. Il progetto attuale nasce nel 1999 per volontà della famiglia Falvo, 33 ettari vitati bio certificati, piantati con vitigni quasi esclusivamente autoctoni. Curiosa l'organizzazione degli appezzamenti: le vigne sono all'interno di quadrilateri circondati da filari di olivi, molto simili al modello di vigna chiusa francese. Il simbolo sull'etichetta, ovvero 4 croci, era la firma di altrettanti contadini che hanno venduto il proprio terreno. Salento Rosato Igt dal colore rosa salmone, piacevole, fresca acidità.
Tenute Mater Domini – Campi salentino una azienda dalla storia recente con 80 ettari totali di cui 50 di vigneto, fantastici quelli storici di Negroamaro e Primitivo con età delle viti anche superiore ai 60 anni. Degustato il rosato Marangi colore luminoso, al naso tanta frutta, soprattutto fragola e una buona bevibilità.
Cantine Paolo Leo - San Donaci è stato degustato il Fuxia Rosé, bellissimo il packaging, quasi una bottiglia ideata per il pubblico femminile. Bello anche il colore, si intona all'etichetta, profumo di ciliegia e lampone, fresco, si sente il tannino.
Cantina Sociale San Donaci, attiva dal 1933, raggruppa circa 1.000 soci. Di notevole fascino i locali di affinamento ricavati dalle vasche interrate che servivano per la conservazione del vino. Degustato il Rosato della linea Anticaia, colore rosso corallo molto intenso, evidente la frutta rossa ed un buon equilibrio.
Azienda vinicola Michele Calò- Tuglie, un piccolo centro agricolo ai piedi delle Murge, l'azienda è nata nel 1954. Il loro prodotto di punta è il Rosato Mjère, dal latino vino puro, 90% Negroamaro e rimanente Malvasia nera. Colore brillante, al naso profumi di frutta fresca, ciliegia e note di rosa rossa. In bocca setoso, elegante, mediterraneo, buona acidità ed altrettanta sapidità.
Villa Mottura - Tuglie, fondata nel 1927, quattro generazioni dedicate allaproduzione di grandi vini Salentini, 50 ettari di proprietà e oltre 200 di vigneti consorziati. Uno delle grandi aziende del territorio con due linee di produzione, una dedicata all'HoReCa, e la Classica, destinata alla GDO. Degustato il Rosè, uno spumante a base di Negroamaro dal colore cerasuolo, profumo di ciliegia e a seguire Le Pitre Rosato, invitante colore rosa, profumo ricco di frutta, sapido.

E proprio in occasione della settimana pugliese è stato organizzato un percorso formativo e di degustazione nel Salento, regno incontrastato del Negroamaro che si declina in rosati di alto livello qualitativo. Il rosato richiede nella sua pratiche dalla vigna alla cantina molta cura ed è difficile, per fortuna, trovare delle caratteristiche uniformi. Difficile però stabilire quante sono le bottiglie prodotte, ogni produttore fornisce stime diverse e soprattutto lo fa riferendosi alla propria azienda, senza un'idea globale, quasi scusandosi di avere il Rosato nel catalogo prodotti. Una produzione stimata potrebbe aggirarsi sui 2 milioni di bottiglie con una media per produttore di 30mila. Il rosato è un vino, non è un compromesso!
Azienda Monaci – Copertino si tratta dell'azienda dell'enologo Severino Garofalo, una famiglia storica del vino pugliese, 16 ha di proprietà e altri 20 di conferitori, la produzione si concentra sul Negroamaro, integrata da Aglianico e Malvasia nera, a cui si affiancano altri, più o meno autoctoni: dal Nero di Troia al Montepulciano, fino a Malvasia bianca e Chardonnay. Abbiamo degustato oltre ad altri prodotti tre rosati, o meglio tre annate di Girofle (curioso il nome dell'etichetta, dal francese Garofano che gioca con il nome del proprietario), 2007, 2009, 2010. Interessante il 2010 dal colore rosa brillante, una buona sapidità, note floreali.
Cantina Cupertinum - Copertino, guidata per ben 45 anni dall'enologo Severino Garofalo, fondata nel 1935 con 36 viticoltori soci, oggi ne conta 350, 400 ettari, 1 mio bottiglie: 75 anni di passione ai cui vini sono stati attribuiti numerosi riconoscimenti ed ottime valutazioni dalle guide, soprattutto sono considerati vini che 'rappresentano la tipicità del territorio e dei suoi vitigni senza cedimenti verso mode e gusti facili”. Ed in questo è riassunta la filosofia del suo presidente Mario Petito. Il rosato degustato: Spinello dei Falconi, da Negroamaro e Malvasia nera: un piacevole colore rosa che appaga la vista, fresco, piacevole con profumi di frutta rossa, fragola importante, ma anche ciliegia.
Valle dell'Asso – Galatina, nata all'inizio dell'Ottocento dal trisavolo dell'attuale proprietario. 80 ettari con una filosofia volta a conservare le tradizioni e soprattutto l'identità del territorio coltivando sin dal '94 in biologico i vini del territorio. L'enologo, Elio Minoia, evidenzia il suo pensiero: rame e zolfo in vigneto e l'arido-coltura, ovvero si coltiva senza irrigare. Le etichette dell'azienda sono subito riconoscibili dall'insolito logo aziendale, una dracma di Taranto (230/350 a.C.) con la raffigurazione di una civetta, simbolo di Galatina. La civetta è anche il tema della collezione di Luigi Vallone, l'attuale proprietario. Il vino rosato degustato: Il Macàro, dal greco magico, un blend di diverse annate di uve Malvasia nera ed Aleatico messe ad appassire sui graticci ed invecchiato in botti di rovere da 650 litri. Il colore è ambrato, profumi di caramello, fichi secchi per cui ti aspetti un vino amabile, invece l'impatto in bocca è secco. Appunto un vino magico.Masseria l'Astore – Cutrofiano di proprietà della famiglia Benegiamo dal 1935. Di rilevante importanza storica ed architettonica è il Trappeto ipogeo del 700, la cui ristrutturazione è terminata una decina di anni fa. Accanto al frantoio è stata costruita la bottaia con volte a botte usando la pietra leccese ed il tufo. Un centinaio di ettari di cui 20 vitati, la prima etichetta è uscita nel 2005. Rosato degustato: Massaro rosa, 100% Negroamaro proveniente da vigneti coltivati in biologico, l'azienda dal 2010 ha la certificazione sulle uve e sulle olive) Colore rosa chiaro, profumi di lamponi, non molto intenso, buona la sapidità.Agricola Palamà – Cutrofiano, nata nel 1936, oggi guidata dal figlio del fondatore ed inizia la prima modernizzazione dei processi produttivi, anche se ancora oggi vende il vino sfuso in damigiane per il consumo quotidiano. Vino rosato: Rosato Metiusco 2010 (dal greco 'm'inebrio”) ottenuto da un vigneto di Negroamaro ad alberello, colore cerasuolo brillante, profumi di frutta rossa, molto semplice e delicato. La vendemmia 2009 ha ottenuto il Diploma di Gran Menzione al Concorso Enologico Internazionale Vinitaly e la Medaglia d'Oro al Concours Mondial Bruxelles 2010.
Cantina Due Palme – Cellino S. Marco, azienda cooperativa nata nel 1989 a Cellino San Marco, è il progetto di Angelo Maci, terza generazione di una famiglia di vignaioli, 1000 soci conferitori e 2200 ettari di vigneti. Degustato: spumante rosé Melarosa metodo Charmat da Negroamaro in purezza, colore molto chiaro, delicato, fresco; a seguire il Rosalita, da Negroamaro e Malvasia Nera, colore molto carico, profumo floreale.
Masseria Liveli – Cellino S. Marco La struttura è stata costruita fra '800 e '900 in una posizione strategica, su di un antichissimo sito messapico dominante la piana del Salento. Il suo antico proprietario, il marchese Antonio de Viti de Marco fu economista di fama internazionale, professore universitario e Senatore del Regno d'Italia. Il progetto attuale nasce nel 1999 per volontà della famiglia Falvo, 33 ettari vitati bio certificati, piantati con vitigni quasi esclusivamente autoctoni. Curiosa l'organizzazione degli appezzamenti: le vigne sono all'interno di quadrilateri circondati da filari di olivi, molto simili al modello di vigna chiusa francese. Il simbolo sull'etichetta, ovvero 4 croci, era la firma di altrettanti contadini che hanno venduto il proprio terreno. Salento Rosato Igt dal colore rosa salmone, piacevole, fresca acidità.Tenute Mater Domini – Campi salentino una azienda dalla storia recente con 80 ettari totali di cui 50 di vigneto, fantastici quelli storici di Negroamaro e Primitivo con età delle viti anche superiore ai 60 anni. Degustato il rosato Marangi colore luminoso, al naso tanta frutta, soprattutto fragola e una buona bevibilità.
Cantine Paolo Leo - San Donaci è stato degustato il Fuxia Rosé, bellissimo il packaging, quasi una bottiglia ideata per il pubblico femminile. Bello anche il colore, si intona all'etichetta, profumo di ciliegia e lampone, fresco, si sente il tannino.
Cantina Sociale San Donaci, attiva dal 1933, raggruppa circa 1.000 soci. Di notevole fascino i locali di affinamento ricavati dalle vasche interrate che servivano per la conservazione del vino. Degustato il Rosato della linea Anticaia, colore rosso corallo molto intenso, evidente la frutta rossa ed un buon equilibrio.
Azienda vinicola Michele Calò- Tuglie, un piccolo centro agricolo ai piedi delle Murge, l'azienda è nata nel 1954. Il loro prodotto di punta è il Rosato Mjère, dal latino vino puro, 90% Negroamaro e rimanente Malvasia nera. Colore brillante, al naso profumi di frutta fresca, ciliegia e note di rosa rossa. In bocca setoso, elegante, mediterraneo, buona acidità ed altrettanta sapidità.
Villa Mottura - Tuglie, fondata nel 1927, quattro generazioni dedicate allaproduzione di grandi vini Salentini, 50 ettari di proprietà e oltre 200 di vigneti consorziati. Uno delle grandi aziende del territorio con due linee di produzione, una dedicata all'HoReCa, e la Classica, destinata alla GDO. Degustato il Rosè, uno spumante a base di Negroamaro dal colore cerasuolo, profumo di ciliegia e a seguire Le Pitre Rosato, invitante colore rosa, profumo ricco di frutta, sapido.


