Il rito del Torcolato a Breganze. Una "Prima" che si ripete da 16 anni
Ormai da 16 edizioni si celebra la “Prima” del Torcolato Doc di Breganze. Una sorta di rito di piazza, nello specifico Piazza Mazzini, che coinvolge produttori, appassionati e famiglie e che segna il via della spremitura dell’uva Vespaiola, lasciata per mesi ad essiccare nelle aziende della zona
Domenica di metà gennaio. Fuori è freddo e la nebbia cerca di offuscare gli orizzonti vicentini. Ma a Breganze c'è il sole e la nebbia finisce giust'appunto poche centinaia di metri prima dell'arrivo nel centro storico. Qui, come ogni anno, ormai da sedici edizioni, si celebra la 'Prima” del Torcolato Doc di Breganze. Una sorta di rito di piazza, nello specifico Piazza Mazzini, che coinvolge produttori, appassionati e intere famiglie e che segna il via della spremitura dell'uva Vespaiola, lasciata per mesi ad essiccare nelle aziende della zona.
Da queste uve si ottiene un mosto dolcissimo che porta alla produzione di un vino, il Torcolato, che prende il nome, con tutta probabilità dal metodo di 'attorcigliamento” dei grappoli appena raccolti e lasciati essiccare, con un notevole aumento del grado zuccherino, nei vecchi e areati granai.
Così, una volta giunti a Breganze, ci siamo approcciati alla conoscenza di questo territorio e dei suoi prodotti, lasciandoci guidare dalla degustazione dei Vespaioli dei produttori breganzesi proposti in abbinamenti a piatti ticipi della tradizione veneta.
Un gioco in chiave enogastronomia che ha permesso a noi di scoprire ancor meglio le caratteristiche di questo vino e ai produttori di carpire meglio i gusti e le preferenze negli abbinamenti.
Gusti che hanno, confermando la vocazione del Vespaiolo a sposare piatti 'grassi”, decretato come miglior accostamento con questo vino le croste di polenta e baccalà mantecato, seguito dallo strudel con rosole di campo e Morlacco del Grappa e dal 'bacalà alla vicentina” con la polenta.
E dopo un pranzo presentato dal ristorante 'Al Castello Superiore” di Marostica all'interno delle sale della cantina Maculan, i componenti della Magnifica Fraglia, con l'immancabile mantello verdegiallo e accompagnati da tre asinelli carichi di uva da 'pressare”, ci hanno condotto in una gremita piazza.
Ai piedi di quello che viene riconosciuto come il più alto campanile del veneto (dopo quello di San Marco a Venezia) sono stati così nominati cinque nuovi fragliati: due nuovi produttori di Torcolato, Giovanna Bianchi Michiel di Villa Angarano di Bassano del Grappa e Giuliano Todeschini di Val Zaccona di Fara Vicentino, oltre a Luigino Disegna, direttore della sezione Innovazione e Sviluppo dell'az. reg.le per i settori Agricolo, Forestale ed Agroalimentare 'Veneto Agricoltura” nonché AD di CSQA Certificazioni e vicepresidente di Valoritalia; Christian Malinverni, ristoratore proprietario della splendida Villa Godi Malinverni di Lugo, e Dario Loison, il rinomato pasticcere di Costabissara.
Nel frattempo, nella vicina cantina Beato Bartolomeo di Breganze, si è pensato bene di cercar moglie al Torcolato celebrando il 'matrimonio perfetto”. Si è andati dunque a proporre, giocando con i gusti, una degustazione di alta pasticceria con l'intento di scoprire il miglior abbinamento. Prima che la luce iniziasse a calare si è dato il via alla torchiatura delle uve che hanno prodotto un nettare dolcissimo che ha allietato il palato di tutti i presenti.
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Tutti in piazza a Breganze C'è la "Prima del Torcolato"
Da queste uve si ottiene un mosto dolcissimo che porta alla produzione di un vino, il Torcolato, che prende il nome, con tutta probabilità dal metodo di 'attorcigliamento” dei grappoli appena raccolti e lasciati essiccare, con un notevole aumento del grado zuccherino, nei vecchi e areati granai.Così, una volta giunti a Breganze, ci siamo approcciati alla conoscenza di questo territorio e dei suoi prodotti, lasciandoci guidare dalla degustazione dei Vespaioli dei produttori breganzesi proposti in abbinamenti a piatti ticipi della tradizione veneta.
Un gioco in chiave enogastronomia che ha permesso a noi di scoprire ancor meglio le caratteristiche di questo vino e ai produttori di carpire meglio i gusti e le preferenze negli abbinamenti.
Gusti che hanno, confermando la vocazione del Vespaiolo a sposare piatti 'grassi”, decretato come miglior accostamento con questo vino le croste di polenta e baccalà mantecato, seguito dallo strudel con rosole di campo e Morlacco del Grappa e dal 'bacalà alla vicentina” con la polenta.
E dopo un pranzo presentato dal ristorante 'Al Castello Superiore” di Marostica all'interno delle sale della cantina Maculan, i componenti della Magnifica Fraglia, con l'immancabile mantello verdegiallo e accompagnati da tre asinelli carichi di uva da 'pressare”, ci hanno condotto in una gremita piazza.
Ai piedi di quello che viene riconosciuto come il più alto campanile del veneto (dopo quello di San Marco a Venezia) sono stati così nominati cinque nuovi fragliati: due nuovi produttori di Torcolato, Giovanna Bianchi Michiel di Villa Angarano di Bassano del Grappa e Giuliano Todeschini di Val Zaccona di Fara Vicentino, oltre a Luigino Disegna, direttore della sezione Innovazione e Sviluppo dell'az. reg.le per i settori Agricolo, Forestale ed Agroalimentare 'Veneto Agricoltura” nonché AD di CSQA Certificazioni e vicepresidente di Valoritalia; Christian Malinverni, ristoratore proprietario della splendida Villa Godi Malinverni di Lugo, e Dario Loison, il rinomato pasticcere di Costabissara.
Nel frattempo, nella vicina cantina Beato Bartolomeo di Breganze, si è pensato bene di cercar moglie al Torcolato celebrando il 'matrimonio perfetto”. Si è andati dunque a proporre, giocando con i gusti, una degustazione di alta pasticceria con l'intento di scoprire il miglior abbinamento. Prima che la luce iniziasse a calare si è dato il via alla torchiatura delle uve che hanno prodotto un nettare dolcissimo che ha allietato il palato di tutti i presenti.
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