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Ci sono i vitigni internazionali (Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot…) che hanno fatto conoscere i vini italiani nel mondo e ci sono i vitigni autoctoni, ovvero quelle particolari varietà di vite coltivate e diffuse nella stessa zona d'origine. In pratica stiamo parlando di quei vitigni che non sono stati trapiantati da altre zone e in Italia se ne contano circa 350.



L'attenzione nei confronti dei vini prodotti da queste uve sta sempre più crescendo perché il risultato è spesso caratterizzato da una grande qualità e, soprattutto, non si tratta di vini non replicabili. In occasione di 'Autochtona 2010”, la fiera del settore che si tiene a Bolzano, abbiamo raccolto il parere di alcuni produttori. Ugo Mascini, direttore dell'Azienda agricola Citari di Desenzano del Garda (Bs), ci racconta: «Puntiamo sulla qualità e tutto sommato i premi vinti in questi anni lo confermano. Anche se dobbiamo sottolineare che spesso i sommelier premiano situazioni estremizzate. Uno dei migliori vini che noi produciamo è il San Martino che però raccoglie grande consenso all'estero e un po' meno in Italia».

Gianmaria Cunial di Vigna Cunial Azienda biologica Elena di Traversetolo (Pr): «Il biologico è stata una scelta personale, per questo tutti gli 80 ettari della nostra azienda sono destinati alla produzione bio. Anche commercialmente è una questione strategica che ci permette di entrare in nuovi mercati, soprattutto esteri, come ad esempio il Giappone dove siamo stati recentemente».

Dall'Emilia Romagna, terra di Pignoletto e Lambrusco, Giovanni Sidoli di Casali Viticultori a Pratissolo di Scandiano (Re) ci spiega: «I nostri bianchi sono prodotti con uva Spergola che il comune di Scandiano ha classificato come uva a denominazione comunale. I rossi sono invece prodotti con Grasparossa, Marzemino Reggiano e Malbo gentile: vini che ci danno tante soddisfazioni. Il consumatore, negli ultimi anni, sta dimostrando un grande interesse verso i vitigni autoctoni. Questo perché ha voglia di sperimentare nuovi prodotti in alternativa ai vini  con i vitigni internazionali».

Altra terra vocata alla produzione di vini autoctoni è la Sardegna. Gesuino Galaffu, marketing manager di Cantina del Giogantinu di Berchidda (Ot), ci spiega: «Ci presentiamo con del Vermentino di Gallura Docg. Un vino che ben si sposa in tavola con l'aragosta. Questo è un connubio importante. Sono diversi anni che partecipiamo alle fiere di settore per aprire nuovi sbocchi di mercato con i Paesi del centro Europa».

Risalendo verso il nord est, terra di Verduzzo Friulano, Picolit e Ribolla Gialla, incontriamo Jkerly Andrej di Bajta Fattoria Carsica di Sgonico (Ts): «Presentiamo solo vini autoctoni, la Vitovska, un bianco secco macerato in botti in legno che si abbina con pesce al forno o minestre, la Malvasia istriana che suggeriamo in abbinamento con del prosciutto crudo o del pesce alla griglia e il rosso Terrano».
Ad aggiudicarsi il premio assegnato dai visitatori è l'azienda bolognese 'Malaguti Laura - Erioli” di Giorgio Erioli, presente a Bolzano con il Consorzio Vini Colli Bolognesi, che ha portato in esposizione una selezione di Pignoletto Classico tra i quali il Badianum Pignoletto Classico Doc 2007.