Venissa “raggiunge” la Gran Bretagna. Il territorio veneto sul Financial Times
Su "How to spend it", il mensile del quotidiano economico britannico "Financial Times" dedicato al lusso e allo stile di vita, è stato pubblicato un articolo su Venissa, Parco agricolo ambientale della Laguna di Venezia, dove è stato ricreato un vigneto dell’antica Uva d’oro (o Dorona) di Venezia
Ha trovato spazio su su How To Spend It, il mensile allegato al quotidiano economico britannico Financial Times dedicato al lusso e allo stile di vita, un articolo su Venissa, Parco agricolo ambientale della Laguna di Venezia, definito come la 'creazione di un'oasi di ospitalità di grande attrattiva ed originalità”. «Anche nel Regno Unito - ha commentato a tal proposito il Governatore del Veneto Luca Zaia - si stanno accorgendo che l'identità e il territorio sono valori economici, di sicuro più saldi e durevoli delle speculazioni».Venissa è il nome di una tenuta di proprietà del Comune di Venezia situata nell'isola di Mazzorbo, data in concessione sulla base del progetto, ritenuto il più meritevole tra dodici presentati, proposto da imprenditori del settore dell'enologia e della nautica (Gianluca Bisol e Alberto Sonino), che coinvolge attivamente associazioni ed enti culturali e scientifici internazionali. Nella tenuta è stato ricreato un vigneto dell'antica Uva d'oro (o Dorona) di Venezia, recuperata sull'orlo della definitiva scomparsa; sono stati inoltre realizzarti un centro di formazione, educazione e ricerca agro ambientale, una struttura ricettiva e un ristorante a km 0 ai vertici mondiali di qualità (gestito dalla chef Paola Budel), mentre una parte del terreno è stata trasformata in appezzamenti ad orto in uso agli anziani di Burano.
«è stato un investimento di grande convinzione e intelligenza - ha aggiunto Zaia - che ha visto assieme pubblico e privato nel valorizzare un'area alla quale l''economy” che pensa all'immediato non aveva dimostrato grande interesse. E invece rende: in immagine, recupero territoriale e profitti, specie quando, nel 2012, saranno pronte le prima 4.880 bottiglie di vino da Dorona, delle quali mi risulta che restino ancora alcuni esemplari da prenotare. Ma per concepire un simile futuro - ha concluso Zaia - bisogna avere salde radici e credere nel territorio, come la famiglia Bisol, che del resto lavora vigneti da quattro secoli e mezzo».

