MILANO - Le famiglie dell'Amarone d'arte sono 12: Allegrini, Begali, Brigaldara, Masi Agricola, Musella, Nicolis, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant'Antonio, Tommasi, Venturini e Zenato. La superficie vitata dell'Amarone è di 576,91 ettari, le bottiglie prodotte circa 2 milioni e il fatturato complessivo 2009 è stato di 119 milioni di euro.

«L'Amarone è espressione territoriale e simbolo della Valpolicella e del Veneto, però oggi è minacciato dall'eccessiva produzione, che non tiene conto delle zone vocate e si adegua ai minimi dei parametri di legge con un conseguente abbassamento della soglia qualitativa e subisce azioni commerciali che rispondono spesso a logiche di basso prezzo, in canali distributivi di massa». Sono queste le premesse del 'Manifesto dell'Amarone d'arte” presentato a Milano dall'associazione che riunisce le 12 famiglie storiche di produttori presso lo show room di Rossocorsa, la concessionaria della Ferrari e della Macerati. La presentazione si è conclusa con una degustazione riservata al trade.

Per il presidente dell'associazione Sandro Boscaini da qualche anno in Valpolicella assistiamo a un fenomeno di sovrapproduzione, a fronte di una contrazione sul versante dei prezzi e, di rimbalzo, dei ricavi per i produttori. Nel 2008 sono stati venduti 6,75 milioni di litri, mentre l'anno scorso 9 milioni.