Alcol, più conoscenza e moderazione. La Fivi dice no al proibizionismo
La Federazione italiana vignaioli indipendenti ha tenuto al Palazzo delle Stelline di Milano una conferenza di riflessione sul tema dell'abuso di alcol. Il presidente della Cevi Xavier de Volontat ha annunciato il programma “Wine in moderation” per la promozione delle sane abitudini di consumo
'Vino: più conoscenza, meno divieti”. Su questo tema, promosso dal presidente della Federazione italiana vignaioli indipendenti (Fivi) Costantino Charrère, si è tenuto al Palazzo delle Stelline di Milano un dibattito moderato dal condirettore di Panorama Economy Giovanni Iozzia. La lotta agli abusi dell'alcol ha coinvolto troppo il comparto del vino, che non ha saputo o voluto distinguersi da quello degli altri alcolici. Sui controlli con gli etilometri esiste una certa confusione e una buona dose di esasperazione con riflessi psicologici sui comportamenti dei consumatori. Molti incidenti stradali del sabato sera fra i giovani non sono causati dal consumo eccessivo di vino, ma da un miscuglio di sostanze alcoliche di dubbia provenienza. Purtroppo i giovani bevono di tutto, ma raramente il vino!
«Il test dell'etilometro a fiato - ha sottolineato nel suo intervento l'esperto pneumologo Michael P. Hlastala dell'Università di Washington - si basa essenzialmente sull'assunto che la concentrazione di alcol presente nell'ultima porzione di aria espirata sia pari a quella presente negli alveoli polmonari. è ormai noto come ciò non corrisponda a realtà. La concentrazione di alcol nell'alito dipende alla quantità d'aria inspirata prima dell'esecuzione del test nonché dalla quantità d'aria espirata all'interno dell'apparecchio. Non essendo tali fattori sottoposti ad alcun tipo di misurazione o controllo, il margine di errore risulta essere considerevole».
Il presidente della Cevi (Confederation european winegrowers indipendent), Xavier de Volontat, ha annunciato il programma 'Wine in moderation”, che mira a promuovere abitudini di consumo ragionevoli e a ridurre i danni legati a un consumo sconsiderato o eccessivo di alcol.
Gianpaolo Pioli, presidente dell'associazione nazionale Città del vino e sindaco di Suvereto (Li), ha individuato in tre punti l'impegno dell'associazione. Il valore assoluto del vino come messaggero dei territori e di cultura, un consumo moderato e consapevole, no al proibizionismo indifferenziato e sì all'educazione alimentare.
Per Stefano Ciatti, presidente dell'Associazione vino e salute, un bicchiere di vino a pasto preserva da malattie cardiocircolatorie ed è fondamentale per ridurre l'invecchiamento cellulare e cutaneo.
Una conferenza di riflessione che la Fivi, a difesa della cultura del bere consapevole, ha programmato per sensibilizzare sul rapporto fra il vino (alimento positivo portatore di tradizione, cultura e legame stretto con il cibo e il territorio) e l'attuale forte campagna di informazione sull'assunzione di alcol.
«Il test dell'etilometro a fiato - ha sottolineato nel suo intervento l'esperto pneumologo Michael P. Hlastala dell'Università di Washington - si basa essenzialmente sull'assunto che la concentrazione di alcol presente nell'ultima porzione di aria espirata sia pari a quella presente negli alveoli polmonari. è ormai noto come ciò non corrisponda a realtà. La concentrazione di alcol nell'alito dipende alla quantità d'aria inspirata prima dell'esecuzione del test nonché dalla quantità d'aria espirata all'interno dell'apparecchio. Non essendo tali fattori sottoposti ad alcun tipo di misurazione o controllo, il margine di errore risulta essere considerevole».Il presidente della Cevi (Confederation european winegrowers indipendent), Xavier de Volontat, ha annunciato il programma 'Wine in moderation”, che mira a promuovere abitudini di consumo ragionevoli e a ridurre i danni legati a un consumo sconsiderato o eccessivo di alcol.
Gianpaolo Pioli, presidente dell'associazione nazionale Città del vino e sindaco di Suvereto (Li), ha individuato in tre punti l'impegno dell'associazione. Il valore assoluto del vino come messaggero dei territori e di cultura, un consumo moderato e consapevole, no al proibizionismo indifferenziato e sì all'educazione alimentare.
Per Stefano Ciatti, presidente dell'Associazione vino e salute, un bicchiere di vino a pasto preserva da malattie cardiocircolatorie ed è fondamentale per ridurre l'invecchiamento cellulare e cutaneo.
Una conferenza di riflessione che la Fivi, a difesa della cultura del bere consapevole, ha programmato per sensibilizzare sul rapporto fra il vino (alimento positivo portatore di tradizione, cultura e legame stretto con il cibo e il territorio) e l'attuale forte campagna di informazione sull'assunzione di alcol.

