Zenato festeggia cinquant'anni tra tradizione e innovazione
Un libro monografico per raccontare e lasciare una traccia lunga mezzo secolo di vitivinicoltura, fedele a due territori di spicco del Veronese: la Lugana e la Valpolicella. Una serata ricca di ricordi che ha lasciato spazio ai festeggiamenti di una delle cantine più conosciute della zona: Zenato
SAN BENEDETTO DI LUGANA (VR) - Il territorio e i segni: sono i concetti che hanno ispirato la serata-evento organizzata lunedì 13 settembre dalla famiglia Zenato presso la tenuta Santa Cristina, per celebrare 50 anni di attività nel settore vitivinicolo. Una tappa importante per l'azienda veronese che nella sua crescita ha sempre valorizzato il forte legame con il territorio di origine, in particolare con i terroir nelle due tenute a San Benedetto di Lugana e a Sant'Ambrogio di Valpolicella, vocati rispettivamente alla produzione di Lugana e di vini della Valpolicella, tra tutti l'Amarone. In occasione dell'anno che celebra il primo mezzo secolo di attività, la serata del 13 settembre ha proposto un affascinante viaggio nella filosofia che ha reso celebre il marchio Zenato, puntando sul concetto delle tracce che congiungono due generazioni. Si è partiti dalle linee direttrici del passato, abbozzate da Sergio Zenato, per arrivare, in perfetta soluzione di continuità, ai solchi che simboleggiano i nuovi orizzonti dell'azienda, oggi gestita dalla moglie Carla insieme con i figli Nadia e Alberto. «In cinquant'anni lo scenario vitinivicolo è radicalmente cambiato, la competizione non lascia margini di incertezza a chi fa questo mestiere ma vedo che i valori che lui ci ha trasmesso continuano a essere attuali» continua Alberto Zenato (il primo a sinistra nella foto con il taglio della torta).
Ieri è andata in scena una serata-spettacolo che è iniziata con la presentazione della monografia Zenato, dalla Lugana alla Valpolicella, una famiglia al centro di un sogno”, con testi a cura delle giornaliste veronesi Giuditta Bolognesi e Monica Sommacampagna, per poi culminare nella performance di sand art di Gabriella Compagnone, balzata alla notorietà con la trasmissione su Canale 5 'Italia's Got Talent” e per la prima volta all'opera nel Veronese.
«Il cinquantesimo ci ha inoltre ispirato per altre iniziative nel solco della tradizione avviata da mio padre – spiega Nadia Zenato – Dopo la degustazione della sua Riserva di Lugana a Vinitaly, abbiamo avuto l'occasione di apprezzare uno dei progetti che gli stava più a cuore: l'Amarone Riserva, che abbiamo proposto in cinque annate prestigiose, a partire dal 1980 che ha segnato il suo esordio». Il percorso di degustazione è stato raccontato dai membri della famiglia, in un emozionante viaggio a ritroso nel tempo: 1995, 1990, 1988, 1985 fino all'annata che segna quella primissima, ambiziosa sfida. Una sfida decisamente vinta, a giudicare non solo dalle esuberanti caratteristiche sensoriali di questo rosso, ma anche dal successo riscontrato nel tempo dalle scelte vendemmiali che hanno dato vita alle Riserve del fondatore.La serata ha concluso così in bellezza un anno di iniziative nel segno dei 50 anni: dalla degustazione verticale di Lugana Riserva Sergio Zenato di sette annate di pregio a un'edizione a fine maggio di 'Cantine aperte” dedicata alle suggestioni della polisensorialità.
Il territorio
DALLA LUGANA….
La storia vitivinicola di Zenato si sviluppa dalla terra, in particolare dalla costa meridionale del Garda, ricca di argille e con un clima generosamente mite, e dal vitigno autoctono Trebbiano di Lugana. Ambasciatrice del Lugana, la famiglia, che possiede 40 ettari coltivati nell'area di San Benedetto, a sud del Lago di Garda, ha declinato le potenzialità del bianco del Garda ottenuto dal vitigno in purezza in tre vini: il Lugana San Benedetto, dai profumi freschi e fruttati e il Lugana Santa Cristina, legato alla tenuta omonima, con profumi arricchiti da note leggermente vanigliate. Il fiore all'occhiello dell'azienda è rappresentato dal Lugana Riserva Sergio Zenato, di cui quest'anno a Vinitaly è stata proposta una verticale, conclusasi con la degustazione della prima annata, il 1993. Un bianco particolarmente caro al fondatore, che viene realizzato solo in annate vocate e che trae il suo equilibrio dalle vigne ventennali del Podere Massoni: basse rese, un passaggio in barrique, sei mesi in serbatoio e altrettanti in bottiglia. Un vino che, come hanno dimostrato le sette annate storiche degustate, presenta suadenti note floreali come gelsomino, fiori d'arancio, salvia, una sapidità avvolgente e una spiccata vocazione alla longevità.
Tra le novità lanciate l'anno scorso dall'azienda: il Lugana doc brut metodo classico, dal perlage elegante e persistente, che testimonia la personalità del Trebbiano di Lugana anche in versione spumante.

… ALLA VALPOLICELLA
Dagli Anni Novanta la famiglia Zenato possiede 30 ettari di vigneto nella tenuta Costalunga, a Sant'Ambrogio di Valpolicella dove vengono coltivate le due principali varietà tipiche della zona, Corvina e Rondinella, oltre a vitigni autoctoni oggi al centro di un'opera di valorizzazione, come Croatina e Oseleta. Da queste uve a bacca rossa nascono il Valpolicella Classico Superiore doc e, in particolare, il Ripassa. Con questo nome Zenato ha designato la migliore selezione del suo Valpolicella, che viene 'ripassata” subito dopo la fermentazione delle uve passite dell'Amarone, dando origine a una seconda breve fermentazione alcolica. Dopo un affinamento in botti di rovere per 18 mese ne risulta un rosso vellutato e con profumi intensi di piccoli frutti rossi.
La punta di diamante della produzione della tenuta Costalunga è costituita dall'Amarone docg, ottenuto dalla vinificazione di uve lasciate ad appassire su sane e perfettamente mature e successivamente poste a 'riposare” su graticci o in cassette in genere fino a febbraio. L'affinamento avviene in barrique di rovere francese e botti grandi e dà luogo a un vino complesso, vocato alla longevità. In particolare, l'Amarone Riserva Sergio Zenato docg è frutto di un'idea del fondatore con la moglie Carla e valorizza annate di grande pregio, la prima è stata il 1980. Tra i rossi che nascono dalla volontà dell'azienda di sperimentare nuove strade espressive vanno segnalati il Cresasso igt, ottenuto dalla vinificazione di Corvina in purezza, vino dai caratteristici sentori di ciliegia e di mora che nasce da un particolare terreno creataceo morenico, ricco di sassi e il Cormì igt, frutto di una accurata selezione di uve Merlot e Corvina.
La novità 2010: il Recioto della Valpolicella doc viene realizzato con uve Corvina Veronese (80%), Rondinella e Oseleta, coltivate in terreni calcarei derivanti da rocce molto antiche, i calcari oolitici di San Vigilino, che risalgono al periodo Giurassico. Il microclima temperato e la continua ventilazione naturale nella tenuta Costalunga costituiscono la culla ideale per questo vino passito il cui nome proviene dalle 'recie” ('orecchie”), che designa le piccole ali o grappoli laterali che coronano il grappolo principale. Ottenuto da uve appassite in fruttai fino a fine febbraio, il Recioto è un vino da dessert che si presta ad accompagnare dolci da forno della tradizione.

