BAROLO (CN) - Non poteva che nascere a Barolo (Cn), nelle Langhe, un museo interamente dedicato al vino. Dopo tanta attesa è ufficiale: il WiMu-Museo del vino sarà inaugurato il 12 settembre al Castello Faletti nelle cui cantine, non a caso, la marchesa Juliette Colbert 'creò” più di un paio di secoli fa il vino Barolo, destinato a diventare il vino ufficiale della Corte dei Savoia e poi nel tempo ad assumere la corona di Re dei vini.



A salutarne l'apertura quattro giorni di spettacoli ed eventi. Il cartellone di Aspettando Barolo proporrà infatti concerti di grande musica, spettacoli di teatro e performance di artisti di strada sia a Barolo che in altri comuni delle Langhe.

Non ci dovremmo aspettare, secondo le anticipazioni, un museo tradizionale. Allestito in uno scenario storico e architettonico suggestivo, non sarà una statica collezione di memorabilia ma quanto più lontano dal classico concetto di esposizione. è stato annunciato come un imprevedibile viaggio emozionale tra la produzione, la cultura e la tradizione del vino attraverso percorsi evocativi.

A firmare il progetto un architetto di fama mondiale: François Confino, autore dello straordinario intervento scenografico che ha interessato la Mole Antonelliana di Torino per ospitarvi il Museo nazionale del Cinema.

Il WiMu-Museo del Vino, nasce dall'accordo tra Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Comune di Barolo, Unione dei Comuni Colline di Langa e Barolo ed Enoteca regionale del Barolo con il sostegno di Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino e Compagnia di San Paolo.

L'attesa realizzazione celebrerà il vino ma sarà anche il nucleo di una rete di iniziative e punto di partenza per visitare le mille cantine del territorio tra le colline pettinate a vigneto. Da vedere anche i tanti castelli e le torri, memoria storica delle Langhe, che quasi all'improvviso interrompono la successione ritmica dei filari.

Guardando questi paesaggi interamente plasmati dalla fatica degli uomini non possiamo che condividere con Mario Soldati la definizione del vino come «poesia di un territorio».

L'originale allestimento del Wi-Mu ha richiesto il ripensamento complessivo degli spazi del castello in modo tale da comprendere nel percorso museale anche piani e locali prima chiusi pubblico. Il percorso di visita si svilupperà in senso discendente lungo i cinque piani del castello per oltre 2.700 metri quadrati di superficie e condurrà il visitatore in una sorta d'immersione nell'universo enoico, in un viaggio ideale dall'astratto al concreto, fino a scendere nell'Enoteca regionale del Barolo, che ha sede nelle cantine fin dal 1982.

Si partirà dalle sale del piano nobile, allestito d'intesa con la Soprintendenza in modo da celebrare il profondo legame della famiglia Faletti col Barolo e con il territorio circostante. Lo racconteranno in viva voce gli abitanti del borgo, resuscitati per incanto da vecchie fotografie grazie ai prodigi multimediali. Visitabile anche la camera-studio di Silvio Pellico che, presentato alla marchesa Colbert da Cesare Balbo dopo la decennale prigionia dello Spielberg, ne divenne amico e bibliotecario di fiducia.



Con un ascensore si verrà poi condotti ai piani inferiori in cui più spiccato è il carattere evocativo e visionario dell'allestimento con l'effetto di creare suggestione nel visitatore e colpirlo emotivamente e invogliarlo a penetrare i segreti del vino. Non sarà un museo dove si va solo per guardare: si verrà immessi in atmosfere avvolgenti grazie a installazioni con tanti pulsanti da toccare.

E infine, scendendo al seminterrato, il vino raccontato diventerà reale, degustato nella sua pienezza sensoriale. Sarà il tempio dell'enoturista dove consultare guide e riviste specializzate e confrontarsi con esperti e sommelier. Un maestro virtuale, in un'aula didattica con i banchi di legno originali dell'istituto scolastico ospitato un tempo nel castello, spazzerà via le ultime incertezze sul miracolo-vino.

Degna conclusione, perché no, l'acquisto della bottiglia per riproporre l'emozione a casa. Un sito internet, ancora in via di perfezionamento (www.wimubarolo.it) anticiperà una visita virtuale e consentirà di prenotare la visita e acquistare il biglietto.