Made in Italy e fascetta di qualità A Cortina il successo degli spumanti
Il viceministro alla salute Francesca Martini e l'esperto di vini Giampietro Comolli hanno partecipato a una degustazione di Spumanti al Miramonti Majestic di Cortina d’Ampezzo (Bl). Un'occasione per ribadire quanto sia importante per il consumatore saper riconoscere le etichette di qualità
CORTINA D'AMPEZZO (BL) - Nell'ambito della kermesse politica-economica-culturale più seguita e più nota dell'estate vacanziera italiana, il viceministro alla salute Francesca Martini (nella foto) e Giampietro Comolli (nella foto), esperto di vini e di tutela dei vini, hanno partecipato a una degustazione nazionale di vini Spumanti di fronte a un folto pubblico di appassionati, esperti e vip ospiti del Miramonti Majestic di Cortina d'Ampezzo (Bl).
è stata l'occasione per ribadire il successo raggiunto dai vini Spumanti italiani, ma soprattutto quanto sia importante per il consumatore saper riconoscere anche dalle etichette la qualità e il valore di un vino, come di tutti i prodotti alimentari che portano una denominazione di origine territoriale.
Sono stati degustati Prosecco Docg e altre bollicine sempre recanti la fascetta di riconoscimento della qualità. Brutta da vedere, stona con l'eleganza delle etichette delle grandi bottiglie di Spumante, ma è evidente e la fascetta rosa-arancione è la garanzia e la sicurezza dell'origine di quel vino.

La forza di un vino che piace, che appassiona, autenticamente italiano – ha detto al pubblico Giampietro Comolli – espressione e identità di un territorio, come è il caso del Prosecco Docg Conegliano Valdobbiadene con la Doc ampia come il Prosecco, garantisce tutela e diffusione nel mondo del made in Italy, grazie al lavoro e all'impegno di viticoltori che hanno creduto nel prodotto, nella qualità, nella ricerca e nella tecnologia.
L'ex ministro Luca Zaia in questo ha permesso di fare chiarezza. Infatti oltre 200 milioni di bottiglie di bollicine Made in italy, targate Prosecco, avrebbero potuto essere imitate nel mondo a danno di una economia agricola e imprenditoriale che vale al consumo fra Italia e mondo circa 2 miliardi di Euro. dell'allora ministro Luca Zaia oggi governatore del Veneto. 160 milioni di bottiglie complessivamente che portano la griffe 'Prosecco” di cui il 95% prodotto in provincia di Treviso, la prima provincia italiana in produzione di bollicine spumeggianti Docg e Doc in Italia.
Forte e chiaro il supporto e il pensiero del vice ministro della salute, Francesca Martini, che – nel sottolineare i riferimenti tecnici di Comolli – ha confidato la sua passione per le bollicine italiane, contro sicuramente altre bollicine, più blasonate ma sicuramente non superiori in qualità. Ha sottolineato che la qualità è un fondamentale punto di partenza per ogni impresa e per ogni successo, che il giusto rapporto valore/identità oggi è lo strumento base per il consumatore che può così riconoscere i prodotti d'origine certa, di provenienza sicura, tutte caratteristiche di sicurezza alimentare oggi rintracciabili grazie alla fascetta di Stato che è visibile su tutte le bottiglie Docg. Ha ricordato anche che la fascetta rappresenta un costo aggiuntivo di sacrifici e di danaro per il produttore, ma che permette al consumatore di riconoscere facilmente sullo scaffale un prodotto Docg, da un altro generico e certamente non prodotto nella zona classica o superiore, cioè la migliore.
Presenti Paolo Marchi di Identità Golose e Roberto Montanari docente di storia della alimentazione, è stato coniato lo slogan 'con gusto, ma con misura, bere solo di qualità”.
è stata l'occasione per ribadire il successo raggiunto dai vini Spumanti italiani, ma soprattutto quanto sia importante per il consumatore saper riconoscere anche dalle etichette la qualità e il valore di un vino, come di tutti i prodotti alimentari che portano una denominazione di origine territoriale.
Sono stati degustati Prosecco Docg e altre bollicine sempre recanti la fascetta di riconoscimento della qualità. Brutta da vedere, stona con l'eleganza delle etichette delle grandi bottiglie di Spumante, ma è evidente e la fascetta rosa-arancione è la garanzia e la sicurezza dell'origine di quel vino.

La forza di un vino che piace, che appassiona, autenticamente italiano – ha detto al pubblico Giampietro Comolli – espressione e identità di un territorio, come è il caso del Prosecco Docg Conegliano Valdobbiadene con la Doc ampia come il Prosecco, garantisce tutela e diffusione nel mondo del made in Italy, grazie al lavoro e all'impegno di viticoltori che hanno creduto nel prodotto, nella qualità, nella ricerca e nella tecnologia.
L'ex ministro Luca Zaia in questo ha permesso di fare chiarezza. Infatti oltre 200 milioni di bottiglie di bollicine Made in italy, targate Prosecco, avrebbero potuto essere imitate nel mondo a danno di una economia agricola e imprenditoriale che vale al consumo fra Italia e mondo circa 2 miliardi di Euro. dell'allora ministro Luca Zaia oggi governatore del Veneto. 160 milioni di bottiglie complessivamente che portano la griffe 'Prosecco” di cui il 95% prodotto in provincia di Treviso, la prima provincia italiana in produzione di bollicine spumeggianti Docg e Doc in Italia.
Forte e chiaro il supporto e il pensiero del vice ministro della salute, Francesca Martini, che – nel sottolineare i riferimenti tecnici di Comolli – ha confidato la sua passione per le bollicine italiane, contro sicuramente altre bollicine, più blasonate ma sicuramente non superiori in qualità. Ha sottolineato che la qualità è un fondamentale punto di partenza per ogni impresa e per ogni successo, che il giusto rapporto valore/identità oggi è lo strumento base per il consumatore che può così riconoscere i prodotti d'origine certa, di provenienza sicura, tutte caratteristiche di sicurezza alimentare oggi rintracciabili grazie alla fascetta di Stato che è visibile su tutte le bottiglie Docg. Ha ricordato anche che la fascetta rappresenta un costo aggiuntivo di sacrifici e di danaro per il produttore, ma che permette al consumatore di riconoscere facilmente sullo scaffale un prodotto Docg, da un altro generico e certamente non prodotto nella zona classica o superiore, cioè la migliore. Presenti Paolo Marchi di Identità Golose e Roberto Montanari docente di storia della alimentazione, è stato coniato lo slogan 'con gusto, ma con misura, bere solo di qualità”.

