ROMA - Martedì 6 luglio alle ore 19.00 al Mlac - Museo laboratorio di arte contemporanea, Università di Roma 'La Sapienza”, si inaugura la mostra Box³ La città che muta, festival di arte sperimentale, progetto ideato da Salvatore Mauro e Anna Milano Carè, con la collaborazione del Collettivo Agita composto da cinque giovani curatori: Lincoln Dexter, Diego Marchi, Laura Laruffa, Simona Raho, Valentina Trisolino, diplomati alla Scuola di master per curatori e con la collaborazione degli studenti di Medicina e Chirurgia 1 rappresentati da Giuseppe Sabatino. Per il Mlac il coordinamento tecnico è dell'Architetto Roberto Polli.

Gli artisti invitati sono: Anna Milano Carè, Elnosworld, Gabriele Girolami, Gianfranco Grosso, Lanvideosource, Franco Losvizzero, Salvatore Mauro, César Meneghetti, Matteo Peretti e Alessio Facchini, Pietro Ruffo, Daniele Spanò, Daniele Statera, Sten e Lex, Danilo Torre, Zo-Loft Architecture.

L'evento inaugurale prevede inoltre, sulla terrazza del Mlac sei performance di arte e musica che coinvolgeranno il pubblico presente e gli artisti invitati, con i Dj-set: Dversion; Okapi; Mir; Nicola Linfante, Laura Moro e Federico Casagrande featuring Francesco Giannico; The 2 Mellow Boys composto da Nicola Basile e Gianluca Musiello, in collaborazione con Romaeuropa Webfactory, insieme alla degustazione di vini prodotti da 6 cantine calabresi a cura della Fisar di Cosenza, coordinate da Tommaso Caporale.

Il concept dell'abbinamento arte-vino è stato sposato dalla Provincia di Cosenza, con la partecipazione del vicepresidente Domenico Bevacqua e grazie al coinvolgimento delle cantine Colacino di Marzi, Vignaioli del Pollino di Frascineto, Spadafora di Mangone, Ippolito 1845 di Cirò Marina e Odoardi di Nocera Terinese, che proporranno le proprie etichette con un approccio 'contemporaneo”, ovvero tramite un mutuare continuo, in base alle installazioni artistiche che si alterneranno.

Box³ La città che muta è un festival di arte multimediale nato con l'idea di mettere a confronto varie realtà artistiche e curatoriali per riuscire a capovolgere le regole del museo visto come luogo statico e storicizzato.

Dopo la performance di Franco Losvizzero a Road to Contemporary Art e l'anteprima dell'11 giugno alCinema Aquila con l'incursione metropolitana di Gianfranco Grosso e le proiezioni di Danilo Torre, Gabriele Girolami ed Emanuele Orsini, si giunge ora all'evento finale. In questa terza edizione vengono ripercorse le tappe precedenti di Box³, presentando alcuni dei protagonisti degli eventi passati e nuovi artisti
che hanno realizzato opere ad hoc per il festival.

Il coinvolgimento della Fisar con le delegazioni di Cosenza e Roma (sarà presenta la sommelier Caterina Gerard) è l'inizio di una serie di progetti che lo staff guidato da Tommaso Caporale vuole proporre nell'ambito del mondo variegato dell'arte: «il vino come un'opera non deve essere visto secondo i canoni usuali della degustazione o della tecnica ma abbracciando i riscontri emozionali e sensoriali che lo stesso suscita all'interno di un ambiente, di un contesto, lasciandosi coccolare dalle reminescenze che trasmette, è come andare oltre l'opera in sé, riuscire a ricavare una terza dimensione dal vino, ecco perché il concetto di Box, del cubo, si allinea alla visione dematerializzata della degustazione» il commento di Tommaso Caporale, responsabile comunicazione e coordinatore delle degustazione Fisar Cosenza.

L'evento fa parte del ciclo espositivo del Mlac diretto da Simonetta Lux e curato da Domenico Scudero, realizzato con il contributo della Regione Lazio per la ricerca 'Applicazione nuove tecnologie multimediali”, e con il sostegno della Facoltà di Scienze Umanistiche dell'Università La Sapienza. L'evento è patrocinato dal Comune di Roma – assessorato alle Politiche culturali e della comunicazione, Federculture e da Asd Le Ali della Libertà e Provincia di Cosenza. In collaborazione con: Necci, Romaeuropa Webfactory, Nuovo Cinema Aquila, Circolo degli Artisti, Deft – Designgruppe, Ozu – Officine Zone Umane, Fisar Federazione Italiana Sommelier e Albergatori. Sponsor: MSC Crociere. Media Partner: Next Exit, Busta, Digicult.

Il percorso espositivo della mostra parte dalla terrazza del Mlac, dove Anna Milano Carè presenta un'installazione all'interno di una struttura cubica, mentre Sten e Lex intervengono con uno stencil site specific sulla facciata del Museo. All'interno il percorso si apre all'insegna dell'architettura mobile: Pietro Ruffo espone costruzioni architettoniche e disegni e il team abruzzese di Zo-Loft Architecture e Design presenta un nuovo progetto di modulo abitativo per senzatetto. Proseguendo si passa all'installazione di Matteo Peretti e Alessio Facchini, una scatola a dimensione umana contenente una 'scultura vivente”.

Gli ElnosWorld invadono lo spazio del museo con i loro personaggi immaginari, e Franco Losvizzero propone le sue visioni oniriche fatte di sculture, robot e meccanismi. Daniele Statera presenta una scultura 'giocabile” e fruibile solo se viene firmato uno scarico di responsabilità; Gabriele Girolami mette in moto delle performance audio-visive live; Gianfranco Grosso espone l'opera originale di una serie di 100 multipli, creata in occasione della performance dell'11 giugno. Nella sala dedicata alle proiezioni vengono presentati i video di César Meneghetti sulle terre di nessuno; Daniele Spanò reinventa la pittura classica con un progetto visivo di ritratti in movimento; Danilo Torre espone dei brevi film in super8 che vengono visualizzati da dei Telemax, giocattoli di scarso successo prodotti all'inizio degli anni '70; Salvatore Mauro crea uno spazio intimo con l'utilizzo di light box e video, mentre nella giornata inaugurale dell'evento, donerà al pubblico dei 'pacchi regalo”.

COS'è BOX³
Il progetto BOX³ nasce nel 2007 da un'idea di Salvatore Mauro e Anna Milano Carè per promuovere artisti e progetti inediti provenienti da tutta Italia, con un'attenzione particolare ai linguaggi di sperimentazione artistica legati all'uso delle nuove tecnologie. Obiettivo di BOX³ è quello di creare uno scambio attivo tra opera d'arte e fruitore attraverso il coinvolgimento percettivo ed emozionale di quest'ultimo. Ciò si traduce in una sperimentazione collettiva ed eclettica rappresentata metaforicamente da un modulo: il cubo. Contenitore virtuale, il cubo è espressione della elaborazione creativa, in grado di stimolare sensazioni e riflessioni.

COS'è AGITA
Il Collettivo Agita nasce nel 2010 dall'incontro di cinque giovani curatori: Diego Marchi, Lincoln Dexter, Laura Laruffa, Simona Raho e Valentina Trisolino, tutti diplomati al Master in Curatore di arte contemporanea organizzato dalla Facoltà in Scienze Umanistiche dell'Università Sapienza di Roma. Dopo aver organizzato con successo la mostra Agita Arte Giovane Italiana (Mlac, 03 - 21 febbraio 2010) e il grande riscontro di pubblico, decidono di unirsi in gruppo per realizzare progetti curatoriali