Il vino in India, opportunità per i produttori italiani
Mentre si sta diffondendo in Italia il gusto per la cucina indiana, molto poco si conosce del modo in cui gli indiani bevono il vino. Questo articolo intende fornire una panoramica generale, anche se assai concisa, dell’industria vinicola in India e delle tendenze, in termini di consumo del vino
Mentre si sta diffondendo in Italia il gusto per la cucina indiana, molto poco si conosce del modo in cui gli indiani bevono il vino. Questo articolo intende fornire una panoramica generale, anche se assai concisa, dell'industria vinicola in India e delle tendenze, in termini di consumo del vino, soprattutto alla luce dell'accordo firmato tra il Governo Indiano e l'Agenzia Nazionale Italiana per la Promozione dell'Investimento e dello Sviluppo Industriale, in materia, tra l'altro, di trasferimento di tecnologia nell'area del 'wine making” volto a incentivare la cooperazione tra l'India e l'Italia.La viticultura in India ha origini antiche e risale ai tempi della civiltà Indus Valley (2600-1900 a.C.) quando si pensa le vigne siano state introdotte dalla Persia. La produzione di vino è una costante durante tutta la storia indiana ma è stata particolarmente incoraggiata durante il periodo della colonizzazione Portoghese e Inglese. Alla fine del XIX secolo ha fatto il suo ingresso anche in India la phylloxera che insieme alle credenze religiose estremiste e all'opinione pubblica contraria all'alcool hanno avuto effetti devastanti sulle vigne. Negli anni '80 e '90, l'industria del vino in India ha avuto un revival ed a partire dal 2000, la domanda di vino in India è cresciuta a un tasso del 30% l'anno.
La svolta dell'industria vinicola moderna è avvenuta nei primi anni '80 con la nascita di Chateau Indage nello Stato del Maharashtra. Con l'assistenza di produttori francesi, Chateau Indage ha cominciato a importare alcune varietà di Vitis vinifera come Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot bianco, Pinot nero e Ugni bianco e ha cominciato a produrre vini fermi e frizzanti.
Mentre larga parte del subcontinente indiano non è terreno ideale per le vigne, la grande diversità geologica e del clima presente sul territorio fa in modo che alcune aree siano zona ideale per la produzione vinicola. Poichè l'estate indiana è molto calda e soggetta ai monsoni, le vigne vengono piantate in collina lungo i pendii per beneficiare dell'aria fresca e della protezione dal vento.
Le vigne in India vanno dalla più temperata regione a nord ovest nello Stato del Punjab fino al sud nello Stato del Tamil Nadu. Alcune delle più vaste aree di produzione di vino sono localizzate in Maharashtra, in Karnataka vicino a Bangalore e Andhra Pradesh vicino a Hyderabad. Nella regione del Maharashtra, le vigne si trovano soprattutto sul Deccan Plateau e intorno a Baramati, Nashik, Pune, Sangli e Solapur. L'umidità troppo elevata della parte più orientale del paese limita l'attività vinicola.Il consumo di vino in India nel periodo 2008-2009 è stato di 1,4 milioni di casse (con 12 bottiglie per cassa), comprese 200.000 casse di vino importato. Secondo l'Accademia del vino il consumo totale di vino dovrebbe aumentare del 30% nei prossimi anni rispetto al 2008, poichè un numero sempre maggiore di indiani giovani e ricchi preferisce bere vino invece che birra e liquori. Con prezzi del vino troppo cari, l'India si è rivelata a lungo un mercato in crescita estremamente difficile da penetrare per esportatori europei e americani. Ciò è dovuto a dazi sulle importazioni che aumentano il prezzo delle bottiglie fino al 300%.
Il mercato indiano è attualmente dominato da due produttori locali, le società Sula e Grover, che producono vino rosso, bianco e vini frizzanti dalle loro vigne nell'ovest e nel sud del paese. L'altro importante e costoso produttore di vino è la società del nome italiano Reveilo, che produce vino utilizzando vitigni importati dalla Sicilia e organizza anche visite turistiche alla vigna di proprietà nel Maharastra.
Essendo la seconda economia mondiale per velocità di crescita economica, l'India riserva enormi potenzialità e opportunità di investimento anche nel campo della produzione vinicola e del commercio del vino. Dato che i dazi doganali elevati sono l'ostacolo maggiore alle opportunità di mercato per i produttori stranieri, la soluzione sta nel sviluppare accordi di cooperazione e joint venture con società locali produttrici per penetrare il mercato dall'interno; si rivela quindi necessaria la conoscenza e l'intervento diretto in loco onde trattare queste eventuali opportunità.
Per superare ogni difficoltà esiste, per chi fosse interessato a questo mercato in espansione, un 'Centro Studi Giuridici” di Bergamo che tramite un proprio collaboratore, avvocato indiano, può fare da tramite e offrire qualsiasi tipo di informazione ed assistenza. Chiunque potrà contattare via e-mail: piozz@tiscali.it e ottenere notizie più approfondite nonchè consulenze e collaborazioni.

