Sergio ZenatoSAN BENEDETTO DI LUGANA (VR) -  Un libro monografico per raccontare e lasciare una traccia lunga cinquant'anni di vitivinicoltura fedele a due territori di spicco del Veronese: la Lugana e la Valpolicella. E, per gli ospiti, la possibilità di accompagnare l'artista diciannovenne Gabriella Compagnone nella creazione di inedite tracce nella sabbia.

In occasione dell'anno che celebra il primo mezzo secolo di attività, la serata del 13 settembre nella tenuta Santa Cristina propone un affascinante viaggio nella filosofia che ha reso celebre il marchio Zenato puntando sul concetto delle tracce che congiungono due generazioni. Si parte dalle linee direttrici del passato, abbozzate da Sergio Zenato (nella foto), per arrivare, in perfetta soluzione di continuità, ai solchi che simboleggiano i nuovi orizzonti dell'azienda, oggi gestita dalla moglie Carla insieme con i figli Nadia e Alberto.

«Il legame con il territorio, la passione, il desiderio di puntare alla massima qualità in vigna e in cantina hanno sempre contraddistinto l'attività di mio padre e costituiscono i capisaldi che ci orientano oggi» spiega Nadia Zenato. «In cinquant'anni lo scenario vitivinicolo è radicalmente cambiato, la competizione non lascia margini di incertezza a chi fa questo mestiere ma vedo che i valori che lui ci ha trasmesso continuano a essere attuali - continua Alberto. Negli ultimi anni abbiamo consolidato i nostri obiettivi, per questo proprio all'inizio del 2010 abbiamo inaugurato una nuova sede logistica in località Broglie che ci consentirà di essere ancora più tempestivi nel servizio alla nostra clientela in tutto il mondo».