Firenze rende omaggio al vino e ai suoi molteplici significati simbolici con tre eventi distinti: «Vino in giardino», in corso nei giardini di Villa Bardini, la mostra «Vinum Nostrum» al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, curata dal Museo della Scienza, aperta fino all'aprile 2011 e «WineTown» (30 settembre-3 ottobre). Sono tre appuntamenti in cui è stata scomposta l'iniziativa "Un anno di vino", curata dal Comune di Firenze. Il logo dell'evento è una bottiglia di Oliviero Toscani che - secondo le intenzioni del suo autore - si staglia in un contesto floreale con la stessa potenza simbolica del monolite di 2001 Odissea nello Spazio: vale a dire il vino come motore e metafora della millenaria umanità.

Gli eventi sono stati presentati in Palazzo Vecchio dal vicesindaco della città Dario Nardella, con la collaborazione della sovrintendente al Polo Museale Cristina Acidini. Il primo evento, «Vino in Giardino» - secondo Renato Gordini della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron ed Imberto Montano di MoBa (Monumenti Bardini Servizi) - nasce con la doppia ambizione di rappresentare sia il mondo dei migliori produttori italiani, ma anche le infinite dimensioni culturali che al vino si riferiscono. Previste degustazioni delle etichette di 55 produttori - tra cui 20 toscani - affiancate da conferenze e conversazioni con il pubblico sui vari aspetti dell'enologia.

Sarà Davide Paolini a tessere le fila dell'evento e a coordinare gli interventi. Arnaldo Colasanti, Massimo Donà e Baldissera Di Mauro saranno i protagonisti di un dibattito dall'intrigante tema «Elogio all'imperfezione del vino». Ma perchè elogiare l'imperfezione in un momento in cui tutti tendono al massimo qualitativo? «Perchè - spiega Di Mauro - è il presupposto fondamentale, è il non compiuto, l'indefinito. Il legame con il vino lo si ritrova a partire dalla fine degli anni Ottanta, quando iniziò la ricerca del vino perfetto, di un modello che corrispondesse a determinati parametri. Al contrario, il processo di vinificazione è di per sé è un processo imperfetto. E oggi si riscopre appunto questa verità, ovvero che la qualità del vino sta soprattutto nel suo essere imperfetto, con pregi e difetti indotti dal territorio e delle culture produttive, secondo un'idea di biodiversità da preservare. Il concetto di perfezione è stato affrontato in filosofia, psicanalisi e teologia e il suo elogio è anche in ragione della necessità di riprendere un pensiero tipico della modernità». Anche Attilio Scienza, cattedratico di livello, porterà il suo contributo all'evento. Concluderà Oliviero Toscani, per ragionare sulle accezioni del detto «In vino veritas».

© Ezio Zigliani

Il secondo evento, la mostra «Vinum Nostrum», è dedicata ai luoghi storici del vino in un viaggio ideale che dall'Oriente, attraverso le colonie di Magna Graecia arriva fino all'antica Pompei. Articolato anche il programma di «Wine Town», affidato all'omonimo Comitato, con la consulenza dell'Ais, l'Associazione Italiana Sommelier e dell'Associazione Dimore Storiche Italiane. Questo evento conclusivo coinvolgerà tutti coloro che amano il vino d'autore, la sua conoscenza, la sua storia e le sue evoluzioni. I visitatori, all'interno di chiostri e palazzi del centro storico potranno degustare grandi vini fin dal mattino, mentre la sera alcuni intrattenimenti musicali e teatrali faranno vivere una gioiosa festa di arte, cultura e spettacolo. Si parlerà - ormai è quasi un tema fisso - del bere consapevole e verranno coinvolti anche i bambini per avvicinarli alla millenaria cultura del vino giocando, data la stagione, alla vendemmia e alla pigiatura dell'uva.

Sarà anche un invito alla scoperta dei territori più vocati al frutto della vite, in una regione che vanta ben 14 Strade del Vino. Ospiti d'onore anche i prodotti di altre otto capitali del Vino: Bilbao, Bordeaux, Christchurch, Città del Capo, Mainz, Mendoza, Porto e San Francisco.La manifestazione che avrà il suo centro simbolico a Piazza Pitti vuole essere una vetrina internazionale del vino, mentre al Parco delle Cascine si svoleranno a cura di Ruralia numerosi eventi agro-culturali. Niente come il vino sa essere espressione di una terra, e tra i suoi prodotti è certamente quello che ha reso la Toscana famosa nel mondo diventandone il simbolo per eccellenza.