Nel Baltico il più antico Champagne 30 bottiglie di Veuve Clicquot del 1780
Trenta bottiglie di Veuve Clicquot sono state rinvenute nel mar Baltico da una squadra di subacquei, che, assaggiandolo, l'ha trovato ancora favoloso. Pochi o nulli gli elementi che permetterebbero di identificare l'origine dello Champagne. Che si tratti forse di un'originale trovata pubblicitaria?
HELSINKI (FINLANDIA) - Trenta bottiglie di Champagne, probabilmente le più antiche della storia, sono state rinvenute nel mar Baltico, al largo delle finlandesi isole Åland, a 55 metri di profondità, da un gruppo di ignari sommozzatori, che, increduli, le hanno addirittura assaggiate, meravigliandosi di quanto il gusto fosse ancora «fantastico, assolutamente favoloso». Le bottiglie di Veuve Clicquot, risalenti approssimativamente intorno al 1780, sono state dichiarate le più vecchie «ancora bevibili» al mondo e il loro prezzo all'asta potrebbe aggirarsi su un minimo di 50mila euro. Resta ancora il dubbio sulla loro autenticità, considerando anche il fatto che il relitto della nave in cui sono state rinvenute non è stata identificata, né sulle bottiglie c'erano indicazioni utili: tutto sembra avvolto da un alone di mistero, il che potrebbe indurre anche a pensare ad un'ingegnosa quanto originale trovata pubblicitaria finalizzata al rilancio del marchio Veuve Clicquot...Christian Ekström, a capo della squadra di subacquei, racconta: «Sul tappo c'era il simbolo di un'ancora e, dopo alcune ricerche, la Moët & Chandon ci ha detto che un tempo la Veuve Clicquot usava questo simbolo per i suoi prodotti ed era l'unica marca di Champagne a utilizzarlo. Allora abbiamo chiamato un'enologa per vedere se era ancora bevibile. Non solo lo era, ma la conservazione perfetta (assenza di luce, temperature basse e costanti sul fondo del mare) gli ha permesso di mantenere tutte le sue caratteristiche».
«La Veuve Clicquot cominciò la sua produzione nel 1772 e le prime annate sono state pronte una decina di anni dopo, quindi non più tardi del 1782», continua Ekström. «Ma queste bottiglie non possono essere datate dopo il 1788-1789, perché sappiamo che con la Rivoluzione francese si arrestò la produzione. Magari si tratta proprio delle prime bottiglie prodotte e sarebbe fantastico averle trovate». Sul tappo si riesce a leggere ancora la scritta 'Juclar”, i laghi di Andorra da dove proveniva il sughero. Finora il più vecchio Champagne 'bevibile” è un Perrier-Jouet del 1825, stappato l'anno scorso da alcuni enologi in Gran Bretagna.
«Di questo del Baltico ne ho conservato ancora un bicchiere che tengo in frigorifero e non riesco a staccarmi da lui: ogni cinque minuti vado là a inebriarmi con il suo aroma», ha confessato l'enologa Ella Grüssner Cromwell-Morgan, che ha assaggiato il vino e compiuto ricerche storiche. «Il suo colore è oro ambrato. Il profumo è molto intenso, con note di tabacco, ma anche di uva e di frutti bianchi, di rovere e idromele. Il boccato è veramente sorprendente, molto zuccherino ma allo stesso tempo con la giusta acidità. Lo si spiega con il fatto che a quel tempo lo Champagne era molto meno secco di oggi perché non si riusciva a gestire bene il processo di fermentazione», spiega l'enologa.
Queste bottiglie però potrebbero avere un'importanza non solo enologica, ma anche storica. «Potrebbe addirittura trattarsi di un dono del re di Francia Luigi XVI alla casa regnante russa», spiega l'enologa. «Moët ha trovato documenti che parlano di una spedizione che non arrivò mai a destinazione. Se la data e la provenienza delle bottiglie ritrovate nel Baltico fossero confermate, si tratterebbe del più vecchio Champagne del mondo». E se fosse vero che si tratta proprio del vino che Luigi XVI mandò in Russia, altro che 50 mila euro a bottiglia... «Le bottiglie potrebbero valere diverse centinaia di migliaia di euro l'una», dice Grüssner Cromwell-Morgan.
Fonte: Corriere.it

