BREGANZE (VI) - La cantina Beato Bartolomeo di Breganze (Vi) ha festeggiato i suoi sessant'anni di attività con un convegno dal titolo: 'Cantina Beato Bartolomeo: sessant'anni rivolti al futuro”. Fondata nel 1950 da 121 viticoltori della zona, la Beato Bartolomeo raccoglie oggi circa 900 soci e con oltre 3,5 milioni di bottiglie prodotte rappresenta la principale realtà vitivinicola dell'area Breganze Doc.

«Sin dalla sua nascita - ha spiegato il presidente Piergiorgio Laverda - la nostra Cantina è stata un motore di innovazione per il territorio, spingendo ad una riqualificazione del patrimonio viticolo e ad un progressivo innalzamento qualitativo. Per questo abbiamo voluto festeggiare la ricorrenza guardando ancora una volta al futuro e alle nuove sfide che ci attendono. La scommessa sarà riuscire a fare un utilizzo più consapevole delle risorse energetiche e avere un rapporto più attento con l'ambiente: fattori che potranno tradursi in nuovi vantaggi e conseguentemente una maggiore redditività per i viticoltori».

Un futuro nel quale la Beato Bartolomeo si orienterà sempre più verso l'export, la via obbligata per il vino italiano, come ha indicato nel proprio intervento da Fabio Piccoli, giornalista ed esperto di marketing vitivinicolo. «Sono sfide - ha aggiunto Maurizio Gardini, presidente nazionale di Fedagri-Confcooperative - che il mondo della cooperazione può vincere se sarà in grado di intervenire in modo più diretto sulla filiera agroalimentare: in questo modo potrà garantire agli agricoltori una redditività soddisfacente».


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