Barolo 2006 e Barbaresco 2007 "Debutto in società" a Roma
Si è svolto nella Capitale il Barolo e Barbaresco Festival. Presenti le 169 aziende del Cuneese, 121 per il Barolo e 48 per il Barbaresco, che, grazie all'Associazione romana sommelier, hanno proposto la degustazione dei due re dell'enologia italiana abbinati ai piatti della tradizione locale
ROMA - Debutto in grande stile a Roma per il Barolo 2006 dopo quattro anni di attesa e, dopo tre, per il Barbaresco 2007 di 169 aziende piemontesi. Il Barolo & Barbaresco Festival da qualche anno si svolge a Roma al Roof garden del Marriott Grand Hotel Flora di via Veneto su iniziativa della Camera di commercio di Cuneo e della sua azienda speciale Ceam, con la collaborazione della Regione Piemonte, della Provincia di Cuneo,delle Enoteche regionali di Barolo e Barbaresco, del Consorzio di tutela Barolo e Barbaresco Alba Langhe e Roero nonché di Unioncamere, Confcommercio e Fipe.

Ad accogliere l'ingresso in società dei due blasonati piemontesi Docg c'erano operatori del settore, sommelier, ristoratori, giornalisti specializzati e grandi intenditori. «Il re Barolo e il principe Barbaresco, grandi ambasciatori della nostra comunità italiana, si presentano oggi insieme -ha detto Ferruccio Dardanello presidente della Camera di commercio di Cuneo e di Unioncamere nazionale - per raggiungere con i loro elevati livelli qualitativi importanti traguardi e per sconfiggere il momento di difficoltà che vivono le ecomomie del mondo e quindi anche la nostra. Le Enoteche di Barolo e Barbaresco hanno avuto l'intelligenza e la capacità di stare insieme. E questa giornata - che non è un wine market, qui non si fanno le contrattazioni - vuole segnare la loro collaborazione. Da questa terrazza affacciata sulla via più famosa del mondo ci auguriamo che questi vini possano prendere il volo per raggiungere i grandi mercati del mondo e dare soddisfazione agli oltre 5mila operatori del settore vitivinicolo della nostra provincia e soprattutto per dare valore alle produzioni di 12.000.000 di bottiglie di Barolo e di 4.400.000 di Barbaresco. Servirà per guardare avanti con quella soddisfazione che meritano tanta fatica e tanto o impegno e, credo, anche tanta promozione che le Camere di Commercio sanno fare a servizio delle imprese e dell'economia».
Tutta la corte reale si è spostata a Roma per presentare in sinergia le due annate definite eccellenti. «Siamo orgogliosi di essere qui anche perché forse abbiamo promosso troppo i nostri vini all'estero, dimenticandoci del mercato interno - ha detto Renata Salvano presidente dell'Enoteca regionale del Barolo, sottolineando l'importanza della collaborazione con quella del Barbaresco- il nostro è un grande vino che non solo ci gratifica ora ma che dimostra la forza e la capacità di affrontare lunghi anni di affinamento in bottiglia».
Sulla qualità del Barolo presentato dalle aziende degli 11 comuni (Barolo,Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d'Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d'Alba, Novello, Roddi, Serralunga d'Alba e Verduno) si è soffermato il suo vice presidente Gian Luca Viberti.
«L'andamento stagionale anomalo aveva fatto inizialmente un po' temere sull'annata ma il grande carattere del Nebbiolo e la pazienza dei viticoltori che hanno saputo aspettare la perfetta maturazione e ben interpretarne la gradazione hanno fatto sì che il 2006 si presenti come un grande vino armonico ed equilibrato».
Sulla realtà Barbaresco si è espresso Giuliano Montaldo dell'Enoteca regionale. «La nostra - ha detto- è una struttura territoriale molto più limitata (Alba Neive e Treiso) ma ugualmente dinamica e nostro obiettivo, oltre a ottenere la massima qualità del nostro vino, è di portare gente sul territorio accogliendola con professionalità. Nella nostra struttura, un'antica chiesa strappata al degrado, abbiamo registrato persino 30mila presenze in un anno. Siamo anche soddisfatti della qualità del nostro vino: dal 2000 abbiamo avuto solo due annate difficili, il 2002, perché molto fredda, e il 2003 per l'esatta ragione opposta. Tutte le altre sono state equilibrate. Questa del 2007 ci aveva preoccupato per un inverno inesistente che aveva anticipato la vegetazione di un mese. Poi in estate, per i notevoli sbalzi termici la situazione si è normalizzata e la vendemmia è stata fatta nei tempi giusti, con un buon risultato in cantina. Previsioni future? Grandioso sarà il 2008 e interessante il 2009».
Ospite d'onore dell'evento è stato il giornalista Franco Piccinelli definito il 'cantore dei vini piemontesi”. Dopo un brindisi corale hanno avuto inizio le degustazioni a cura dell'Associazione romana sommelier e la degustazione delle specialità, preparate da chef piemontesi in trasferta, carne all'albese, agnolotti, vitello tonnato, salumi e robiole.

Ad accogliere l'ingresso in società dei due blasonati piemontesi Docg c'erano operatori del settore, sommelier, ristoratori, giornalisti specializzati e grandi intenditori. «Il re Barolo e il principe Barbaresco, grandi ambasciatori della nostra comunità italiana, si presentano oggi insieme -ha detto Ferruccio Dardanello presidente della Camera di commercio di Cuneo e di Unioncamere nazionale - per raggiungere con i loro elevati livelli qualitativi importanti traguardi e per sconfiggere il momento di difficoltà che vivono le ecomomie del mondo e quindi anche la nostra. Le Enoteche di Barolo e Barbaresco hanno avuto l'intelligenza e la capacità di stare insieme. E questa giornata - che non è un wine market, qui non si fanno le contrattazioni - vuole segnare la loro collaborazione. Da questa terrazza affacciata sulla via più famosa del mondo ci auguriamo che questi vini possano prendere il volo per raggiungere i grandi mercati del mondo e dare soddisfazione agli oltre 5mila operatori del settore vitivinicolo della nostra provincia e soprattutto per dare valore alle produzioni di 12.000.000 di bottiglie di Barolo e di 4.400.000 di Barbaresco. Servirà per guardare avanti con quella soddisfazione che meritano tanta fatica e tanto o impegno e, credo, anche tanta promozione che le Camere di Commercio sanno fare a servizio delle imprese e dell'economia».
Tutta la corte reale si è spostata a Roma per presentare in sinergia le due annate definite eccellenti. «Siamo orgogliosi di essere qui anche perché forse abbiamo promosso troppo i nostri vini all'estero, dimenticandoci del mercato interno - ha detto Renata Salvano presidente dell'Enoteca regionale del Barolo, sottolineando l'importanza della collaborazione con quella del Barbaresco- il nostro è un grande vino che non solo ci gratifica ora ma che dimostra la forza e la capacità di affrontare lunghi anni di affinamento in bottiglia». Sulla qualità del Barolo presentato dalle aziende degli 11 comuni (Barolo,Castiglione Falletto, Cherasco, Diano d'Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Monforte d'Alba, Novello, Roddi, Serralunga d'Alba e Verduno) si è soffermato il suo vice presidente Gian Luca Viberti.
«L'andamento stagionale anomalo aveva fatto inizialmente un po' temere sull'annata ma il grande carattere del Nebbiolo e la pazienza dei viticoltori che hanno saputo aspettare la perfetta maturazione e ben interpretarne la gradazione hanno fatto sì che il 2006 si presenti come un grande vino armonico ed equilibrato».
Sulla realtà Barbaresco si è espresso Giuliano Montaldo dell'Enoteca regionale. «La nostra - ha detto- è una struttura territoriale molto più limitata (Alba Neive e Treiso) ma ugualmente dinamica e nostro obiettivo, oltre a ottenere la massima qualità del nostro vino, è di portare gente sul territorio accogliendola con professionalità. Nella nostra struttura, un'antica chiesa strappata al degrado, abbiamo registrato persino 30mila presenze in un anno. Siamo anche soddisfatti della qualità del nostro vino: dal 2000 abbiamo avuto solo due annate difficili, il 2002, perché molto fredda, e il 2003 per l'esatta ragione opposta. Tutte le altre sono state equilibrate. Questa del 2007 ci aveva preoccupato per un inverno inesistente che aveva anticipato la vegetazione di un mese. Poi in estate, per i notevoli sbalzi termici la situazione si è normalizzata e la vendemmia è stata fatta nei tempi giusti, con un buon risultato in cantina. Previsioni future? Grandioso sarà il 2008 e interessante il 2009».
Ospite d'onore dell'evento è stato il giornalista Franco Piccinelli definito il 'cantore dei vini piemontesi”. Dopo un brindisi corale hanno avuto inizio le degustazioni a cura dell'Associazione romana sommelier e la degustazione delle specialità, preparate da chef piemontesi in trasferta, carne all'albese, agnolotti, vitello tonnato, salumi e robiole.

