Premio Bellisario alla donna del vino Maria Grazia Lungarotti
Il riconoscimento è andato alla signora del vino dell'Umbria per il suo alto contributo al mondo dell'agricoltura italiana e della cultura. Il riconoscimento è stato assegnato dai ministri Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi. Premiate anche altre 13 donne distintesi in diversi campi
ROMA - Maria Grazia Lungarotti (nella foto, al centro, tra le figlie Chiara e Teresa) ha ricevuto a Roma, all'Auditorium della Tecnica di Confindustria, la Mela d'oro per la sezione Made in Italy del Premio Marisa Bellisario.
Il riconoscimento è andato alla signora del vino dell'Umbria - recita la motivazione - «per il suo alto contributo al mondo dell'agricoltura italiana e della cultura». Col marito Giorgio, ora scomparso, comprese che dalla 'regione dal cuore verde” potevano nascere ottimi vini e intuì prima di altri che insieme al vino, segno vivo di cultura, andava valorizzato il territorio con le sue tradizioni.
Da alcuni decenni tiene intrecciate queste due realtà per farle crescere insieme: nel settore enologico, attraverso la promozione delle etichette dell'azienda vitivinicola di famiglia, con le figlie Chiara (nella foto, a sinistra) e Teresa (nella foto, a destra), e nel mondo della cultura attraverso la creazione a Torgiano (Pg) del Museo del vino, nato nel 1974 e del Museo dell'olivo e dell'olio che compie quest'anno dieci anni.

Maria Grazia Lungarotti si è detta felice e onorata del riconoscimento assegnatole dai ministri Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi, insieme ad altre 13 donne distintesi in vari campi.
«Oltre a tanti anni di lavoro intenso e appassionato - ha detto la Lungarotti - viene premiato con me anche un settore importante dell'economia italiana: il vino è parte viva della cultura del nostro paese».
I riconoscimenti della Mela d'oro - nelle 22 edizioni del premio Bellisario sono stati 360 - vengono assegnati a imprenditrici, manager e professioniste che con la loro determinazione, impegno e talento hanno contribuito allo sviluppo e al sostegno del nostro paese, tenendo alto il nome del Made in Italy.
La Fondazione Lungarotti, da lei diretta, nasce nel 1987 con l'obiettivo di far crescere un progetto culturale avviato sin dal 1962, anno di costituzione dell'impresa, che ha nei due musei i principali strumenti per la tutela e la promozione del patrimonio culturale relativo ai mestieri della tradizione umbra.
Il Museo del vino è ospitato negli ambienti un tempo destinati a uso agricolo del palazzo Graziani-Baglioni e documenta 5mila anni di storia attraverso collezioni archeologiche, artistiche, storiche e tecniche esposte in una ventina di sale, in grado di ricostruire le origini, l'evoluzione della coltivazione e l'importanza della vite e del vino nella cultura occidentale, in particolare per i popoli del Mediterraneo.
Il Museo dell'olivo e dell'olio ha sede in un piccolo nucleo di abitazioni medievali e documenta le tecniche di coltivazione e trasformazione dell'olivo e del suo frutto, e la presenza e l'impiego dell'olio nella sfera simbolico-culturale dei paesi occidentali. Oltre a numerosi incarichi e riconoscimenti in vari ambiti culturali del nostro Paese, è stata insignita dal presidente della Repubblica del Diploma di Benemerito della cultura e dell'arte per l'attività svolta in favore della valorizzazione dei Beni culturali. Ha anche curato numerosi recuperi ambientali e realizzato strutture che consentono insoliti percorsi turistici, improntati a una conoscenza colta dell'Umbria.
Il riconoscimento è andato alla signora del vino dell'Umbria - recita la motivazione - «per il suo alto contributo al mondo dell'agricoltura italiana e della cultura». Col marito Giorgio, ora scomparso, comprese che dalla 'regione dal cuore verde” potevano nascere ottimi vini e intuì prima di altri che insieme al vino, segno vivo di cultura, andava valorizzato il territorio con le sue tradizioni.
Da alcuni decenni tiene intrecciate queste due realtà per farle crescere insieme: nel settore enologico, attraverso la promozione delle etichette dell'azienda vitivinicola di famiglia, con le figlie Chiara (nella foto, a sinistra) e Teresa (nella foto, a destra), e nel mondo della cultura attraverso la creazione a Torgiano (Pg) del Museo del vino, nato nel 1974 e del Museo dell'olivo e dell'olio che compie quest'anno dieci anni.

Maria Grazia Lungarotti si è detta felice e onorata del riconoscimento assegnatole dai ministri Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi, insieme ad altre 13 donne distintesi in vari campi.
«Oltre a tanti anni di lavoro intenso e appassionato - ha detto la Lungarotti - viene premiato con me anche un settore importante dell'economia italiana: il vino è parte viva della cultura del nostro paese».
I riconoscimenti della Mela d'oro - nelle 22 edizioni del premio Bellisario sono stati 360 - vengono assegnati a imprenditrici, manager e professioniste che con la loro determinazione, impegno e talento hanno contribuito allo sviluppo e al sostegno del nostro paese, tenendo alto il nome del Made in Italy.
La Fondazione Lungarotti, da lei diretta, nasce nel 1987 con l'obiettivo di far crescere un progetto culturale avviato sin dal 1962, anno di costituzione dell'impresa, che ha nei due musei i principali strumenti per la tutela e la promozione del patrimonio culturale relativo ai mestieri della tradizione umbra.
Il Museo del vino è ospitato negli ambienti un tempo destinati a uso agricolo del palazzo Graziani-Baglioni e documenta 5mila anni di storia attraverso collezioni archeologiche, artistiche, storiche e tecniche esposte in una ventina di sale, in grado di ricostruire le origini, l'evoluzione della coltivazione e l'importanza della vite e del vino nella cultura occidentale, in particolare per i popoli del Mediterraneo.
Il Museo dell'olivo e dell'olio ha sede in un piccolo nucleo di abitazioni medievali e documenta le tecniche di coltivazione e trasformazione dell'olivo e del suo frutto, e la presenza e l'impiego dell'olio nella sfera simbolico-culturale dei paesi occidentali. Oltre a numerosi incarichi e riconoscimenti in vari ambiti culturali del nostro Paese, è stata insignita dal presidente della Repubblica del Diploma di Benemerito della cultura e dell'arte per l'attività svolta in favore della valorizzazione dei Beni culturali. Ha anche curato numerosi recuperi ambientali e realizzato strutture che consentono insoliti percorsi turistici, improntati a una conoscenza colta dell'Umbria.

