Guerrino Saviotti e Tim Mai ZhiqianLa Cina è il nuovo fronte di esportazione, molto interessante, per Torrevilla Viticoltori Associati, la nota azienda d'Oltrepò la cui produzione supera oggi i 3 milioni di bottiglie. Torrevilla ha fatto parte in giugno di una delegazione di produttori italiani che si sono recati nel Distretto industriale cinese di Canton per incontri con autorità, importatori e buyer. In qualità di direttore enologo della cantina ho avuto la possibilità, durante questo viaggio, di incontrare anche uno dei sommelier più stimati del Paese, Tim Mai Zhiqian (nella foto, a destra, insieme a Guerrino Saviotti)

Con l'amico Sandro Bertelli del Castello di Oliveto di Castelfiorentino, siamo arrivati a Ningbo, una città di 2 milioni e mezzo di abitanti a sud di Shangay, dalla quale dista circa 250 chilometri. Ad attenderci all'aeroporto con il pulmino, c'erano i dirigenti della società di importazione. Insieme a noi sono arrivati altri produttori italiani (Anna Abbona della Marchesi di Barolo e Alvise Lunardi della Bixio vini di San Bonifacio, Verona), successivamente un nutrito gruppo di produttori australiani e neozeladesi. Con il pulmino siamo arrivati all'Hotel 'Le Baner XinGuang Hotel” di Ningbo, nella zona residenziale della città.

Dopo i convenevoli di rito e la sistemazione nelle camere, l'appuntamento era alle 17,30 per la cena di gala. Alla cena hanno partecipato tutti i produttori presenti ed era in onore del governatore locale della città, Ma Zhao Xiang. I dirigenti della società hanno presentato a tutti noi il governatore e ciò è molto importante, in quanto senza l'appoggio della politica locale in Cina non si combina niente. Le tavole erano rotonde e in compagnia dei colleghi australiani e neozelandesi, con i quali vi sono stati scambi amichevoli ed interessanti, visto la loro maggior esperienza in fatto di esportazione.

Il nostro accompagnatore italiano, teso ed emozionato, ci ha parlato a lungo del progetto finalizzato a distribuire nelle province cinesi i vini italiani. Ritiene questo mercato in forte espansione ed è convinto che presto le vendite saranno interessanti. Vista la sua esperienza inglese (ha lavorato diversi anni in Inghilterra), ritiene il mercato europeo ormai saturo, quello russo molto difficile e quello americano non più allettante. Il mercato cinese, ma orientale in genere, è in forte espansione dovuto allo sviluppo dell'economia e quindi rappresenta e rappresenterà sempre di più il naturale sbocco per la produzione mondiale di vino.

Il giorno successivo in pullman ci siamo trasferiti presso un edificio adibito a centro congressi a pochi chilometri dall'hotel. Presso questo centro, al secondo piano, è stato allestito uno spazio espositivo con tutte le aziende partecipanti al progetto. Dopo aver visitato lo spazio espositivo, ci siamo trasferiti all'esterno per la cerimonia inaugurale. Erano presenti i politici locali e dal palco hanno parlato le autorità cinesi. Terminata la cerimonia, il folto pubblico cinese, rappresentato soprattutto da addetti ai lavori (ristoratori e distributori di vino), ha potuto accedere all'area espositiva, vedere le bottiglie, avere notizie sul territorio, sull'azienda, assaggiare i vini.

Noi presentavamo Pinot Grigio, Bonarda, Pinot nero vinificato in rosso e Sangue di Giuda: al momento il mercato è nelle mani dei Francesi, seguiti da Australiani Cileni e Californiani, i quali presentano tutti i vini cosiddetti 'internazionali”: sauvignon, chardonnay, cabernet, merlot. Con i nostri vini 'nostrani” abbiamo avuto notevole successo, con il Pinot grigio ma soprattutto con il Sangue di Giuda: il rosso sangue, frizzante e dolce, ha fatto letteralmente impazzire i cinesi.

Il programma delle presentazioni è quindi continuato a Gaungzhou (provincia di Canton) ed è terminato ad Hong Kong dove già Torrevilla dispone di un distributore affermato, che ha avviato un interessante programma di vendita ed attivato il sito internet di vendita on line. Una grande lavoro in estremo Oriente attende Torrevilla: un obiettivo stimolante ed attraente, che sta togliendo almeno un lustro di anni al suo 'maturo” direttore.