Cantina Ruggeri, 60 anni nel nome della valorizzazione del Prosecco
L’occasione del festeggiamento a Valdobbiadene (Tv), alla presenza di autorità, di 150 agricoltori della zona, di giornalisti e addetti ai lavori, ha dato luogo ad alcune considerazioni sul Prosecco Docg da parte dell'assessore all’Agricoltura della Provincia di Treviso Marco Prosdocimo
VALDOBBIADENE (TV) - I sessant'anni ricchi di impegni e di soddisfazioni sono stati festeggiati nella cantina Ruggeri e Paolo Bisol (nella foto, al centro), titolare della cantina, oltre a ringraziare tutti i presenti: autorità, conferitori, giornalisti, addetti ai lavori, ha ricordato la prima volta che si è affacciato a questo mondo enologico, per lui nuovo, avendo conseguito la laurea in Medicina: «Mi sono accostato negli anni '80 a questo mondo e mio padre Giustino mi ha portato ad amare e compredere la bellezza di questo lavoro. Solo grazie all'impegno e all'aiuto di tutti siamo riusciti ad arrivarare a questo traguardo di eccellenza, frutto di un costante e preciso impegno volto sempre alla qualità del prodotto. Ora questi rapporti, iniziati da mio padre Giustino negli anni '50, verranno portati avanti dai miei figli Giustino ed Isabella».

Il rapporto speciale che lega la cantina Ruggeri con gli agricoltori si basa, ancora oggi, sul cosidetto 'conferimento sull'onore”, vale a dire che l'obiettivo comune è quello di raggiungere il miglior risultato qualitativo della vendemmia e poi, solo in seguito, a novembre, viene stabilito, di comune accordo tra agricoltore e cantina, il prezzo definitivo delle uve, a vendemmia terminata. L'occasione del festeggiamento dei 60 anni della cantina Ruggeri, svoltosi a Valdobbiadene, alla presenza di autorità: L'assessore all'Agricoltura della Provincia di Treviso, Marco Prosdocimo (nella foto, a destra), il sindaco di Valdobbiadene Bernardino Zambon (nella foto, a sinistra) e il vice sindaco Pietro Giorgio Davì; di 150 agricoltori della zona; di giornalisti e addetti ai lavori, ha dato luogo a delle ulteriori considerazioni sul Prosecco Docg. E volentieri l'assessore Marco Prosdocimo ha voluto chiarire alcuni interrogativi che alcune persone gli hanno rivolto, del tipo: Perché, a pochi mesi dalla grande presentazione al Vinitly e dalla vendita, dal 1° aprile 2010, la nuova denominazione Prosecco docg crea ancora da parte dei consumatori alcuni dubbi? Ci si chiede spesso: è la G che fa la differenza? è la fascetta sulla bottiglia? è il prezzo? è il nome del luogo di produzione? E cosa centra se è di pianura o di collina?
In sintesi, l'assessore ha voluto ribadire il concetto che, negli ultimi anni, la corsa all'impianto e alle imitazioni ha avuto una crescita esagerata, tanto che circa i due terzi del vino prosecco in commercio provenivano da uve coltivate fuori dall'areale storico 'Conegliano Valdobbiadene”. Questa spinta alla produzione senza regole e non controllata è stata finalmente fermata nel 2009. Ora arriva la parte più impegnativa: per correttezza i produttori devono spiegare ai consumatori che 'Conegliano Valdobbiadene Docg” è il prosecco superiore che può provenire solo da uve glera coltivate nell'areale collinare storico, mentre 'prosecco doc” è il vino prodotto da uve glera coltivate in una area circoscritta a 9 province tra Veneto e Friuli (che alcuni chiamano 'prosecco di pianura”). E la 'G” riassume in sé una differenza sostanziale di territorio e di qualità. 'Territorio” perché il microclima delle colline, l'esposizione al sole, l'umidità relativa danno comunque un uva differente, che è quella originaria che ha dato il là al successo del fenomeno prosecco.
Speriamo che queste precisazioni servano a ribadire ancora una volta che per avere un prodotto di qualità bisognerà controllare, chiedere, ed insistere per avere un 'Conegliano Valdobbiadene Docg”.
Ricordiamo che la cantina Ruggeri detiene un primato, quello di avvalersi di 25 conferitori, viticoltori di uve Cartizze, è la cantina che opera la maggior pigiatura di quest'uva particolarmente pregiata, ricercata ed unica. Un vanto che ha fatto conoscere in tutto il mondo questa piccola collinetta, basti pensare che il territorio dove si produce il Prosecco Superiore di Cartizze è di soli 106 ettari.
Giustino Bisol, fondatore della cantina, è partito negli anni '50 con la produzione di poche migliaia di bottiglie per arrivare alla produzione di oggi, nel nuovo stabilimento (dal 1993) al milione di bottiglie l'anno, distribuite per il 60% in Italia e il rimanente 40% su 25 stati esteri. I maggiori acquirenti sono la Russia, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna che nel 2007 ha totalizzato l'importazione di 200mila bottiglie, un vero record!
Chiarimenti sulla Docg Valdobbiadene Prosecco Superiore
L'Assessore Marco Prosdocimo ha voluto chiarire alcuni interrogativi che alcune persone gli hanno rivolto durante la serata del festeggiamento dei 60 anni della Cantina Ruggeri a Valdobbiadene.
Perché, a pochi mesi dalla grande presentazione al Vinitly e dalla vendita, dal 1° aprile 2010, la nuova denominazione Prosecco Docg crea ancora da parte dei consumatori alcuni dubbi?
Diciamo che i dubbi sono figli di un lungo processo: il fenomeno prosecco nasce molti anni fa sulle colline di Conegliano e Valdobbiadene, tanto che allora 'prosecco” era sinonimo di 'vino di Conegliano e Valdobbiadene”; era naturale pensare che il prosecco si producesse qui, tant'è che tuttora molti parlano delle 'colline del prosecco”, intendendo l'areale 'Conegliano Valdobbiadene”. Non è un caso che in queste colline sia nato il Consorzio di Tutela 40 anni fa. Col passare degli anni, col progressivo successo di questo vino, si sono moltiplicati i vigneti fuori dell'areale storico 'Conegliano Valdobbiadene”, e il vino che si produceva da quelle uve si chiamava anch'esso prosecco, ma era un prodotto diverso. Negli ultimi anni la corsa all'impianto e alle imitazioni ha avuto una crescita esagerata, tanto che circa i due terzi del vino prosecco in commercio provenivano da uve coltivate fuori dall'areale storico 'Conegliano Valdobbiadene”. Questa spinta alla produzione senza regole e non controllata è stata finalmente fermata nel 2009: stop ai furbetti del prosecchino. E' però chiaro che adesso arriva la parte più impegnativa: per correttezza i produttori devono spiegare ai consumatori che 'Conegliano Valdobbiadene Docg” è il prosecco superiore che può provenire solo da uve glera coltivate nell'areale collinare storico, mentre 'prosecco doc” è il vino prodotto da uve glera coltivate in un'area circoscritta a 9 province tra Veneto e Friuli (che alcuni chiamano 'prosecco di pianura”).
Ci si chiede spesso: è la G che fa la differenza? è la fascetta sulla bottiglia? è il prezzo? è il nome del luogo di produzione? E cosa c'entra se è di pianura o di collina?
'G” con relativa fascetta fa la differenza tra un vino prosecco ottenuto da uve coltivate in collina ed un vino ottenuto da uve coltivate in pianura. Diciamo che la 'G” riassume in sé una differenza sostanziale di territorio e di qualità. 'Territorio” perché il microclima delle colline, l'esposizione al sole, l'umidità relativa danno comunque un uva differente, che è quella originaria che ha dato il là al successo del fenomeno prosecco. 'Qualità” perché il disciplinare storico 'Conegliano Valdobbiadene” permette una resa ettaro significativamente inferiore rispetto alla pianura: 135 quintali ad ettaro contro i 180 quintali ed ettaro della pianura. Inoltre c'è l'orgoglio dei produttori di collina di aver addomesticato le difficili pendenze e di aver creato un fenomeno mondiale nel settore vino: il tutto in un territorio splendido che da qualche anno ha sviluppato valenze turistiche.
Tanti sono gli interrogativi che i consumatori si fanno quando vanno a comperare una bottiglia di Prosecco: perché per esempio si sono trovati a chiederne uno al ristorante o al bar e molto spesso, dopo una richiesta insistente di vedere la bottiglia, guardano e leggono glera spumante di qualità Brut o semplicemente un generico Prosecco?
La potenza della parola 'prosecco” è fenomenale. Negli Stati Uniti addirittura per prosecco si intende 'vino spumante italiano”, quando prosecco in realtà è uno dei tanti vini spumanti italiani, seppur il più noto. è comprensibile, anche se deprecabile, che in questo contesto ci sia qualcuno che faccia il furbo. Ma noi ci rivolgiamo all'intelligenza del consumatore e diciamo poche cose semplici, sapendo che l'universo italiano dei vini è veramente vasto (322 doc e 48 Docg): il 'Conegliano Valdobbiadene Docg” è sostanzialmente un prosecco spumante che è ottenuto da uva glera prodotta nell'areale collinare 'Conegliano Valdobbiadene” e che è superiore per territorio, qualità e storia. Il 'Prosecco doc” è sostanzialmente un vino frizzante o spumante che è ottenuto da uva glera prodotta in 9 province tra Veneto e Friuli. In estrema sintesi: il 'Conegliano Valdobbiadene Docg” è all'apice della piramide di qualità del mondo prosecco; il 'Prosecco Doc” sta alla base di questa piramide. Nella 'Docg” ogni bottiglia è numerata a garanzia del consumatore: quindi ad ogni ettaro coltivato corrisponde un solo quantitativo di vino trasformato e un unico numero di bottiglie contrassegnate dalla tipica fascetta rosa. Si tratta di scelte da parte del consumatore: nel mondo del prosecco si trovano vini di diversa qualità, come per moltissimi altri prodotti.

Il rapporto speciale che lega la cantina Ruggeri con gli agricoltori si basa, ancora oggi, sul cosidetto 'conferimento sull'onore”, vale a dire che l'obiettivo comune è quello di raggiungere il miglior risultato qualitativo della vendemmia e poi, solo in seguito, a novembre, viene stabilito, di comune accordo tra agricoltore e cantina, il prezzo definitivo delle uve, a vendemmia terminata. L'occasione del festeggiamento dei 60 anni della cantina Ruggeri, svoltosi a Valdobbiadene, alla presenza di autorità: L'assessore all'Agricoltura della Provincia di Treviso, Marco Prosdocimo (nella foto, a destra), il sindaco di Valdobbiadene Bernardino Zambon (nella foto, a sinistra) e il vice sindaco Pietro Giorgio Davì; di 150 agricoltori della zona; di giornalisti e addetti ai lavori, ha dato luogo a delle ulteriori considerazioni sul Prosecco Docg. E volentieri l'assessore Marco Prosdocimo ha voluto chiarire alcuni interrogativi che alcune persone gli hanno rivolto, del tipo: Perché, a pochi mesi dalla grande presentazione al Vinitly e dalla vendita, dal 1° aprile 2010, la nuova denominazione Prosecco docg crea ancora da parte dei consumatori alcuni dubbi? Ci si chiede spesso: è la G che fa la differenza? è la fascetta sulla bottiglia? è il prezzo? è il nome del luogo di produzione? E cosa centra se è di pianura o di collina?
In sintesi, l'assessore ha voluto ribadire il concetto che, negli ultimi anni, la corsa all'impianto e alle imitazioni ha avuto una crescita esagerata, tanto che circa i due terzi del vino prosecco in commercio provenivano da uve coltivate fuori dall'areale storico 'Conegliano Valdobbiadene”. Questa spinta alla produzione senza regole e non controllata è stata finalmente fermata nel 2009. Ora arriva la parte più impegnativa: per correttezza i produttori devono spiegare ai consumatori che 'Conegliano Valdobbiadene Docg” è il prosecco superiore che può provenire solo da uve glera coltivate nell'areale collinare storico, mentre 'prosecco doc” è il vino prodotto da uve glera coltivate in una area circoscritta a 9 province tra Veneto e Friuli (che alcuni chiamano 'prosecco di pianura”). E la 'G” riassume in sé una differenza sostanziale di territorio e di qualità. 'Territorio” perché il microclima delle colline, l'esposizione al sole, l'umidità relativa danno comunque un uva differente, che è quella originaria che ha dato il là al successo del fenomeno prosecco.
Speriamo che queste precisazioni servano a ribadire ancora una volta che per avere un prodotto di qualità bisognerà controllare, chiedere, ed insistere per avere un 'Conegliano Valdobbiadene Docg”.Ricordiamo che la cantina Ruggeri detiene un primato, quello di avvalersi di 25 conferitori, viticoltori di uve Cartizze, è la cantina che opera la maggior pigiatura di quest'uva particolarmente pregiata, ricercata ed unica. Un vanto che ha fatto conoscere in tutto il mondo questa piccola collinetta, basti pensare che il territorio dove si produce il Prosecco Superiore di Cartizze è di soli 106 ettari.
Giustino Bisol, fondatore della cantina, è partito negli anni '50 con la produzione di poche migliaia di bottiglie per arrivare alla produzione di oggi, nel nuovo stabilimento (dal 1993) al milione di bottiglie l'anno, distribuite per il 60% in Italia e il rimanente 40% su 25 stati esteri. I maggiori acquirenti sono la Russia, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna che nel 2007 ha totalizzato l'importazione di 200mila bottiglie, un vero record!
Chiarimenti sulla Docg Valdobbiadene Prosecco Superiore
L'Assessore Marco Prosdocimo ha voluto chiarire alcuni interrogativi che alcune persone gli hanno rivolto durante la serata del festeggiamento dei 60 anni della Cantina Ruggeri a Valdobbiadene.
Perché, a pochi mesi dalla grande presentazione al Vinitly e dalla vendita, dal 1° aprile 2010, la nuova denominazione Prosecco Docg crea ancora da parte dei consumatori alcuni dubbi?
Diciamo che i dubbi sono figli di un lungo processo: il fenomeno prosecco nasce molti anni fa sulle colline di Conegliano e Valdobbiadene, tanto che allora 'prosecco” era sinonimo di 'vino di Conegliano e Valdobbiadene”; era naturale pensare che il prosecco si producesse qui, tant'è che tuttora molti parlano delle 'colline del prosecco”, intendendo l'areale 'Conegliano Valdobbiadene”. Non è un caso che in queste colline sia nato il Consorzio di Tutela 40 anni fa. Col passare degli anni, col progressivo successo di questo vino, si sono moltiplicati i vigneti fuori dell'areale storico 'Conegliano Valdobbiadene”, e il vino che si produceva da quelle uve si chiamava anch'esso prosecco, ma era un prodotto diverso. Negli ultimi anni la corsa all'impianto e alle imitazioni ha avuto una crescita esagerata, tanto che circa i due terzi del vino prosecco in commercio provenivano da uve coltivate fuori dall'areale storico 'Conegliano Valdobbiadene”. Questa spinta alla produzione senza regole e non controllata è stata finalmente fermata nel 2009: stop ai furbetti del prosecchino. E' però chiaro che adesso arriva la parte più impegnativa: per correttezza i produttori devono spiegare ai consumatori che 'Conegliano Valdobbiadene Docg” è il prosecco superiore che può provenire solo da uve glera coltivate nell'areale collinare storico, mentre 'prosecco doc” è il vino prodotto da uve glera coltivate in un'area circoscritta a 9 province tra Veneto e Friuli (che alcuni chiamano 'prosecco di pianura”).
Ci si chiede spesso: è la G che fa la differenza? è la fascetta sulla bottiglia? è il prezzo? è il nome del luogo di produzione? E cosa c'entra se è di pianura o di collina?
'G” con relativa fascetta fa la differenza tra un vino prosecco ottenuto da uve coltivate in collina ed un vino ottenuto da uve coltivate in pianura. Diciamo che la 'G” riassume in sé una differenza sostanziale di territorio e di qualità. 'Territorio” perché il microclima delle colline, l'esposizione al sole, l'umidità relativa danno comunque un uva differente, che è quella originaria che ha dato il là al successo del fenomeno prosecco. 'Qualità” perché il disciplinare storico 'Conegliano Valdobbiadene” permette una resa ettaro significativamente inferiore rispetto alla pianura: 135 quintali ad ettaro contro i 180 quintali ed ettaro della pianura. Inoltre c'è l'orgoglio dei produttori di collina di aver addomesticato le difficili pendenze e di aver creato un fenomeno mondiale nel settore vino: il tutto in un territorio splendido che da qualche anno ha sviluppato valenze turistiche.
Tanti sono gli interrogativi che i consumatori si fanno quando vanno a comperare una bottiglia di Prosecco: perché per esempio si sono trovati a chiederne uno al ristorante o al bar e molto spesso, dopo una richiesta insistente di vedere la bottiglia, guardano e leggono glera spumante di qualità Brut o semplicemente un generico Prosecco?La potenza della parola 'prosecco” è fenomenale. Negli Stati Uniti addirittura per prosecco si intende 'vino spumante italiano”, quando prosecco in realtà è uno dei tanti vini spumanti italiani, seppur il più noto. è comprensibile, anche se deprecabile, che in questo contesto ci sia qualcuno che faccia il furbo. Ma noi ci rivolgiamo all'intelligenza del consumatore e diciamo poche cose semplici, sapendo che l'universo italiano dei vini è veramente vasto (322 doc e 48 Docg): il 'Conegliano Valdobbiadene Docg” è sostanzialmente un prosecco spumante che è ottenuto da uva glera prodotta nell'areale collinare 'Conegliano Valdobbiadene” e che è superiore per territorio, qualità e storia. Il 'Prosecco doc” è sostanzialmente un vino frizzante o spumante che è ottenuto da uva glera prodotta in 9 province tra Veneto e Friuli. In estrema sintesi: il 'Conegliano Valdobbiadene Docg” è all'apice della piramide di qualità del mondo prosecco; il 'Prosecco Doc” sta alla base di questa piramide. Nella 'Docg” ogni bottiglia è numerata a garanzia del consumatore: quindi ad ogni ettaro coltivato corrisponde un solo quantitativo di vino trasformato e un unico numero di bottiglie contrassegnate dalla tipica fascetta rosa. Si tratta di scelte da parte del consumatore: nel mondo del prosecco si trovano vini di diversa qualità, come per moltissimi altri prodotti.

