BRACCIANO (RM) - Il fascino del laghi italiani e il gusto dei vini che nascono sulle loro sponde sono il tema della terza edizione del Festival Laghidivini che si svolgerà dal 18 al 27 giugno a Bracciano (Rm), la cittadina della Tuscia laziale dominata dal possente Castello Odescalchi.

Nel complesso conventuale di Santa Maria Novella, in altri luoghi storici e lungo percorsi naturalistici si potranno degustare 90 etichette di 40 aziende vitivinicole di una ventina di località lacustri italiane, dall'Alto Adige alla Sicilia.



Il Rosato del Lago di Garda così come i vini di Corbara o di Angera saranno in abbinamento con i migliori prodotti locali, tra cui alcuni presidi Slow Food per la biodiversità, come il Caciofiore, prodotto utilizzando il succo del cardo selvatico invece che il caglio tradizionale, la Susianella, salume a forma di ferro di cavallo con finocchio e peperoncino, e il pane di Canale Monterano.

Laghidivini è anche una scelta di solidarietà, perché supporta la Fondazione Susan G. Komen al fianco delle donne nella lotta ai tumori al seno. «Tra i vari eventi in programma sarà anche possibile frequentare un corso di avvicinamento consapevole al vino, pensato per i più giovani - ha detto Sandra Ianni (nella foto, a sinistra) ideatrice della manifestazione e presidente dell'associazione Epulae Bracciano - e anche brindare al chiaro di luna a bordo di una motonave in una mini-crociera sul lago. Ci sarà anche una mostra tutta dedicata alle capsule degli spumanti, un brevetto che risale alla fine dell'Ottocento, poi incontri, seminari e visite guidate. Tra gli appuntamenti golosi anche un incontro su uno tra gli abbinamenti più arditi: quello tra vino e gelato, a cura di Giuseppe Vaccarini dell'Associazione della sommellerie professionale italiana».

La Tuscia produce un patrimonio di molte eccellenze e quindi oltre ai vini dell'area lacustre sarà possibile apprezzare i famosi e tenerissimi broccoletti, l'extravergine, le nocciole e i tartufi dei boschi, il pesce di lago e in particolare le famose anguille.

Sandra Ianni e Pina OrioloIl festival non vuole essere però solo una manifestazione enogastronomica dell'estate. Permetterà di approfondire la conoscenza delle caratteristiche del vino dei laghi italiani attraverso un percorso di degustazioni insieme a produttori ed esperti, con mostre, incontri e proiezioni di filmati, ma soprattutto offrirà una conoscenza di realtà territoriali, artistiche, culturali ed anche economiche di zone bellissime ma spesso poco conosciute.

«Tra gli spazi allestiti per valorizzare le locali produzioni agroalimentari - ha detto la presidente di Laghi divini, Pina Oriolo (nella foto, a destra) - anche un vero e proprio mercato con prodotti agricoli di eccellenza per promuovere il rispetto dell'ambiente e del lavoro umano».

Il festival che - come è stato auspicato - potrebbe avere in futuro anche una dimensione internazionale - avrà anche l'effetto di rilanciare e potenziare il coordinamento tra le istituzioni e le piccole e piccolissime imprese e le cooperative di pescatori. E proprio il pesce di lago, attualmente sottovalutato e spesso svenduto, potrebbe essere una carta strategica per rilanciare l'offerta turistica di Bracciano e degli altri due laghi della Tuscia: Vico e Bolsena.



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