Versatile in abbinamenti e profumato, lo Schioppettino è autoctono friulano
Colore rosso rubino intenso, profumato, di buon corpo, lievemente tannico e con buon acidità, lo Schioppettino è un vino molto versatile, può essere abbinato a dei primi piatti a base di ragù, secondi piatti come spiedini misti di carne, selvaggina, cacciagione, brasati e arrosti di carne
Sarà la croccantezza dei suoi acini a dare il nome allo Schioppettino, un vitigno a bacca nera autoctono friulano, chiamato anche Ribolla nera o Pokalça. Si deve tornare indietro alla seconda metà del Duecento per trovare notizie sulla sua coltivazione nella valle dello Judrio nell'area di Albana e di Prepotto, in provincia di Udine, un territorio confinante con la Slovenia dalle caratteristiche pedoclimatiche molto particolari. La zona di Prepotto è quella più vocata, rientra nella Doc Colli Orientali del Friuli e dal 2009 con la denominazione di sottozona 'Schioppettino di Prepotto”. Importante per la sua valorizzazione è stato il premio istituito nel 1976 da Gianola Nonino Il Risit d'àur (barbatella d'oro in friulano) che cerca di porre l'attenzione sugli antichi vitigni autoctoni friulani. La prima edizione ha premiato un'azienda di Cialla, pionieri nell'impiantare una vigna di Schioppettino in tempi in cui la sua coltivazione non era autorizzata. Soltanto nel 1978 venne emanato il regolamento Cee che autorizzò la coltivazione dei vitigni schioppettino, pignolo, tazzelenghe e ribolla gialla. Nel 1987 ha ottenuto la denominazione di origine. Oggi i produttori sono riuniti in una Associazione per promuovere il vino e la ricerca e garantire qualità e caratteristiche tipiche del vitigno.
Colore rosso rubino intenso, profumato, di buon corpo, lievemente tannico e con buon acidità, lo Schioppettino è un vino molto versatile, può essere abbinato a dei primi piatti a base di ragù, secondi piatti come spiedini misti di carne, le versioni più elaborate con lunghi affinamenti, sono consigliate in accompagnamento a piatti più complessi come selvaggina, cacciagione, brasati e arrosti di carne.
Come scrive Mario Soldati nel suo 'Vino al vino”, lo Schioppettino è un solitario senza macchia: campione pressoche unico, tra i vini, di quella virtù sconosciuta che l'Alfieri, tra le umane grandezze, giudicava forse la più grande.

